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Il procedimento per l’interdizione di un soggetto incapace di intendere e di volere si apre con un ricorso da proporsi al Tribunale del luogo in cui l’interdicendo ha la residenza o il domicilio. Il ricorso può essere proposto dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente e personalmente da parte dello stesso interdicendo.

Nel ricorso devono specificarsi le ragioni sulle quali si fonda la domanda, in particolare i fatti sui quali si basa l’abituale infermità del soggetto e devono essere specificati nome, cognome e residenza del coniuge e dei parenti entro il quarto grado e degli affini entro il secondo.

Il ricorso va depositato nella cancelleria del Tribunale, che provvede a trasmetterlo al Presidente, il quale ne ordina la comunicazione al Pubblico Ministero. Qualora quest’ultimo ne faccia richiesta, il Presidente può rigettare la domanda. Altrimenti, nomina il Giudice istruttore, fissa l’udienza di comparizione del o dei ricorrenti, dell’interdicendo e di tutte le persone indicate nel ricorso da cui ritenga utile acquisire informazioni. Ricorso e decreto del Presidente vanno notificati a cura del ricorrente alle persone indicate nel decreto, che è altresì comunicato al Pubblico Ministero.

Vediamo un esempio di ricorso:

TRIBUNALE DI XXXXXX

Ricorso  ex  art. 414 c.c. 

La   sig.ra   xxxxxx  nata a xxxx il xxxxx               residente  a  xxx in xxxxxx, il sig. xxxxxx nato a xxxxx, il xxxxx, residente in xxxxxx e la sig.ra xxxxx nata a xxxx, il xxxxx, residente in xxxx in via xxxxx rappresentati e difesi dall’Avv. xxxxxx ed elettivamente domiciliati presso il suo studio in xxxxxxxx come da mandato a margine al presente atto

                                                                     premesso che 

1) i ricorrenti xxxxxxx sono rispettivamente la madre, il padre e la sorella di xxxxx, nato a xxxxxxx e residente in xxxxxxx

2) xxxxxx, a causa di una grave malattia, si trova, secondo i medici curanti, in uno stato di totale incapacità di intendere e volere;

3) il xxxxxxx è affetto dalla nascita da tetraparesi spastica in esiti di sofferenza cerebrale perinatale con insufficienza mentale di tipo grave ed epilessia come risulta dalla documentazione medica in atti; (doc. 6)4) dalla relazione dello psicologo xxxxxxx della Provincia di xxxxx, xxxxxx, emerge come il xxxxxx non sia, fra l’altro, in grado di svolgere attività cognitive complesse, oltre ad avere gravi difficoltà nella comunicazione verbale e un grave deficit della memoria a breve termine. Lo stesso, inoltre, mostra una notevole compromissione della comprensione e non è orientato nello spazio e nel tempo; (doc. 4)

5) lo stesso non è quindi in grado di assumere alcuna decisione in relazione alle cure necessarie per il suo stato di salute, né di provvedere alla cura della sua persona e dei suoi interessi economici;

6) allo stesso è stata riconosciuta invalidità civile pari al 100% dalla Commissione Sanitaria per l’accertamento delle invalidità civili di xxxxxxxx, con conseguente dichiarazione di inabilità totale e permanente al lavoro e necessità di assistenza continua; (doc. 5)

7) appare, inoltre, opportuno predisporre opportune tutele al fine di evitare che lo stesso possa compiere atti pregiudizievoli per sé stesso e per la propria situazione economica e patrimoniale; 

8) i parenti entro il quarto grado e gli affini entro il secondo sono i signori: 

* * *

Tutto ciò premesso, i xxxxxxxxxx come sopra rappresentati,  difesi e domiciliati  

CHIEDONO

Che Ill.mo Tribunale di xxxxxx voglia ai sensi dell’art. 417 c.c., dichiarare l’interdizione del sig. xxxxxxx con ogni conseguenza di legge.

Si producono in copia i seguenti documenti:

1)   Certificato di residenza;

2)   Copia integrale atto di nascita;

3)   Stato di famiglia;

4)   Relazione medica xxxxxx , ASL n. xxxxxx,

5)   Certificato Commissione Sanitaria per l’accertamento degli stati di invalidità civile Regione xxxxxxxx

6)   Relazione clinica xxxxxxx 

Milano, lì

Avv. xxxxxxxxx 

L’interdizione non può essere pronunciata senza che si sia proceduto all’esame dell’interdicendo al fine di vagliarne l’effettivo stato di incapacità. Il Giudice nel procedere all’esame può anche farsi assistere da un consulente tecnico. All’udienza di esame, presenzia anche il Pubblico Ministero e sono ascoltate le persone citate al fine di acquisire informazioni rilevanti per la decisione. Dopo l’esame, qualora sia ritenuto opportuno, il Giudice nomina un tutore provvisorio. Nell’ipotesi in cui l’interdicendo non possa recarsi in udienza, sarà il Giudice a recarsi nel luogo in cui l’interdicendo si trova. Il procedimento si chiude con la sentenza che dichiara l’interdizione.

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