Le parti sociali possono modificare in peggio un contratto collettivo – Fatti salvi i diritti quesiti – Giovedì, Mag 24 2007 

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(Cassazione Sezione Lavoro n. 11019 del 14 maggio 2007, Pres. Mattone, Rel. Maiorano).

In base all’art. 1322 cod. civ. le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge. Per quanto concerne la contrattazione collettiva, in virtù del principio generale dell’autonomia negoziale di cui all’art. 1322 cod. civ.,

alle parti sociali è consentito prorogare l’efficacia dei contratti collettivi, modificare, anche in senso peggiorativo, i pregressi inquadramenti e le pregresse retribuzioni – fermi restando i diritti quesiti dei lavoratori sulla base della precedente contrattazione collettiva –

nonché disporre in ordine alla prevalenza da attribuire, nella disciplina dei rapporti di lavoro, ad una clausola del contratto collettivo  nazionale o del contratto aziendale, con possibile concorrenza delle due discipline.

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

La responsabilità del proprietario di un animale è sempre presunta Giovedì, Mag 24 2007 

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Cassazione civile, sezione II, 6454/2007  

La responsabilità del proprietario dell’animale, prevista dall’art. 2052 cod. civ., è presunta, fondata non sulla colpa, ma sul rapporto di fatto con l’animale.

Ne consegue che per i danni cagio­nati dall’animale al terzo il proprietario risponde in ogni caso e in toto, a meno che non dia la prova del caso fortuito, ossia dell’intervento di un fattore esterno idoneo a interrompere il nesso di causalità tra il comportamento dell’animale e l’evento lesivo, comprensivo anche del fatto del terzo o del fatto colposo del danneggiato che abbia avuto efficacia causale esclusiva nella produzione del danno.

Ne consegue al­tresì che se la prova liberatoria richiesta dalla norma non viene fornita, se cioè, come afferma la sentenza impugnata, “la presunzione di responsabilità non può ritenersi totalmente vinta”, non rimane al giudice che condannare il proprietario dell’animale al risarcimento dei danni per l’intero, e non in parte, secondo una graduazione di colpe tra il medesimo e il danneggiato….[continua....]

Da Diritto in Rete   la notizia qui

Declassamento delle mansioni in alternativa al licenziamento Giovedì, Mag 24 2007 

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La legittimità nel processi di riconversione o ristrutturazione aziendali con esternalizzazione o riduzione di servizi aziendali.

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 5 aprile 2007, n. 8596.

In passato la Corte di Cassazione, sezione lavoro, ha rigettato i precedenti orientamenti giurisprudenziali in ordine al divieto di riduzione delle mansioni ed alla legittimità del demansionamento mediante la  sentenza delle Sezioni Unite n. 25033 del 2006 ed ora,

con la sentenza 5 aprile 2007, n. 8596, la stessa Corte di Cassazione, sezione lavoro, ha chiarito che l’art. 2103 del c.c., alla luce dei mutamenti di carattere tecnologico e organizzativo, deve essere interpretato nel senso che deve essere salvaguardato sia  il diritto del datore di lavoro a cercare di raggiungere una organizzazione aziendale produttiva ed efficiente, sia il diritto del prestatore di lavoro alla conservazione del posto.


Il datore di lavoro, pertanto, qualora a seguito di processi di riconversione o ristrutturazione aziendali abbia esternalizzato o ridotto i servizi aziendali, può legittimamente adibire il  lavoratore a mansioni diverse (anche inferiori a quelle precedentemente svolte), specie se tale demansionamento rappresenta l’unica alternativa al licenziamento per giustificato motivo oggettivo….
[continua...]

Da Consulenza Del Lavoro    la notizia qui


 

Pubblico impiego: niente infortunio in itinere se il dipendente non rispetta il codice della strada Giovedì, Mag 24 2007 

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Consiglio di Stato, sezione VI, 20 marzo 2007, n. 1309.

Non può essere riconosciuta la dipendenza da causa di servizio delle lesioni riportate dal pubblico dipendente che, nel recarsi al luogo di lavoro con la propria autovettura, sia rimasto coinvolto in un incidente stradale, allorché risulti che quest’ultimo sia stato causato da un errore di guida inescusabile del dipendente stesso (nel caso di specie, l’interessato si era immesso su una strada senza fermarsi allo “stop”).

Da La Previdenza    la notizia qui