tanzi.jpg

Rischia una condanna massima a cinque anni, ma prescrizione e indulto la azzereranno.

MILANO: L’onore è salvo ma la sostanza rimane invariata: il processo Parmalat, penalmente, è comunque destinato a finire nel nulla. Ieri il presidente della seconda sezione del tribunale, Luisa Ponti, con un piccolo colpo di scena ha respinto le richieste di patteggiamento che tanto scandalo avevano suscitato, avanzate nelle scorse udienze dalla maggior parte degli imputati, Callisto Tanzi compreso. Esultano vittoriose le parti civili che parlano di una «figuraccia internazionale» evitata.

Gongolano mogi i legali delle difese (e vedremo perchè). Masticano amaro i pubblici ministeri che pure avevano caldeggiato i patteggiamenti avanzando, un mese fa, una contestazione supplettiva per riaprire i giochi processuali e dare così la possibilità alle difese di fare le loro richieste. «Quella del tribunale - si limita a dire il pm Francesco Greco - è una decisione tecnica che si basa su precedenti pronunce della Cassazione e quindi non si può dire nulla nel merito»….[continua...]

Da La Stampa   la notizia qui