Scatta il semaforo rosso per l’emendamento al disegno di legge sulle liberalizzazioni che esclude l’intervento del notaio nella cessione degli immobili di valore catastale fino a 100mila euro. Via libera anche allo stralcio delle norme che prevedono l’abolizione del Pubblico registro automobilistico. Il duplice annuncio è stato fatto dal relatore Andrea Lulli (Ulivo), al termine del Comitato dei Nove della commissione Attività produttive di Montecitorio. Visto il numero degli emendamenti e degli articoli ancora da esaminare è probabile che l’approvazione finale del provvedimento slitti a martedì 12 giugno. Fra le novità introdotte nel provvedimento, le imprese che operano nella produzione e trasformazione alimentare potranno offrire «in fabbrica» degustazione e consumo dei prodotti dell’azienda. Si tratta del contenuto di un emendamento dell’Udeur approvato dall’assemblea di Montecitorio.
Lo stralcio della norma sul Pra è stato deciso, ma l’esame della disposizione andrà avanti alla commissione Trasporti di Montecitorio. «La decisione del relatore e del Governo, assunta con il consenso dei gruppi di maggioranza, di stralciare gli articoli riguardanti il Pra - dice il presidente della commissione Trasporti della Camera Michele Meta (Ulivo) - è giusta e di buonsenso». Meta si dice convinto che nella Commissione si creeranno le condizioni per fare una buona riforma, nella linea indicata dal Ddl sulle liberalizzazioni presentato dal ministro Bersani. Soddisfazione per la decisione di stralciare le norme da ambienti di tutti e due gli schieramenti.
L’emendamento di Lulli che toglieva l’esclusiva ai notai per gli atti sulla compravendita di immobili sotto i 100mila euro è stato, invece, ritirato. Andrea Lulli, ha, però, preannunciato che continuerà la battaglia sulla norma in un altro provvedimento, come la istituenda legge annuale sulla concorrenza. Oltre al no del ministero della Giustizia hanno pesato le contrarietà nella maggioranza, soprattutto, a quanto si apprende, di Prc e Pdci. «Avevo un testo che rispondeva alle critiche - dice Lulli - ma per rispetto del ministro della Giustizia che aveva espresso la propria contrarietà l’ho semplicemente ritirato». Ciò non toglie, sottolinea Lulli, che «la questione andrà avanti e che dovremo cercare una soluzione, anche se in altra sede».
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