Cassazione: lavoro, sì a svago durante malattia venerdì, feb 29 2008 

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ROMA – Non si puo’ licenziare il dipendente che, assente per malattia, viene ‘beccato’ in qualche attivita’ di svago, a patto che il fatto non pregiudichi la pronta ripresa del lavoro.

Lo sentenzia la Cassazione a conferma della Corte d’Appello di Milano, a cui si era rivolta – con successo – una dottoressa licenziata per aver partecipato a una trasmissione televisiva durante la malattia.

Non c’e’ infatti contraddizione, dicono i giudici, tra la documentazione prodotta dalla dottoressa per certificare la malattia e la attivita’ di cantante amatoriale, non avendo questo aggravato il suo stato di salute.

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

Il giornalista deve essere ritenuto lavoratore subordinato quando si tiene a disposizione dell’azienda anche tra un incarico e l’altro venerdì, feb 29 2008 

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Il giornalista deve essere ritenuto lavoratore subordinato quando si tiene a disposizione dell’azienda anche tra un incarico e l’altro – La subordinazione non è esclusa dalla libertà di movimento.

Nell’accertare l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato nel settore editoriale si deve tener conto della peculiarità del lavoro giornalistico, in cui la subordinazione è meno intensa a causa della creatività della prestazione.

Pertanto si deve far ricorso a indici rivelatori quali il “tenersi a disposizione” anche tra un incarico e l’altro.

La subordinazione non è esclusa dal fatto che il collaboratore gode di libertà di movimento e non si trattenga in permanenza presso la redazione, ovvero che la retribuzione sia commisurata alle singole prestazioni (Cassazione Sezione Lavoro n. 3320 del 12 febbraio 2008, Pres. De Luca, Rel. Di Nubila).

Da Legge e Giustizia   la notizia qui
 

Previdenza complementare: in caso di insolvenza del datore di lavoro interviene il Fondo di Garanzia venerdì, feb 29 2008 

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Inps, Circolare 22.2.2008 n. 23.

 Con direttiva 80/987/CEE del 20 ottobre 1980 il Consiglio delle Comunita’  Europee ha voluto garantire ai lavoratori subordinati una tutela minima in caso di insolvenza del datore di lavoro. La tutela riguarda non solo i crediti di lavoro, ma anche la posizione di previdenza complementare.

L’art. 8 della citata Direttiva, infatti, obbliga gli Stati membri ad adottare le misure necessarie a garantire gli interessi dei lavoratori subordinati per quanto riguarda i diritti maturati ed in corso di maturazione in materia di prestazioni di vecchiaia previste dai regimi complementari di previdenza.

Lo Stato Italiano ha dato attuazione a questa direttiva con il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 80, pubblicato nella G.U.R.I. del 13 febbraio 1992, n. 36 S.O. ed entrato in vigore il 28 febbraio successivo.

Da La Previdenza   la notizia qui

Il professionista sposta i capitali all’estero? Rischia una condanna per frode fiscale venerdì, feb 29 2008 

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Rischia una condanna per frode fiscale il professionista che, dopo aver fatto versare ai clienti il suo compenso sul conto di un familiare, sposta i capitali in un paradiso fiscale.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 8743 del 27 febbraio 2008

Da Cassazione.net   la notizia qui

Per Voi Consulenza e Assistenza Legale giovedì, feb 28 2008 

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Carissimi lettori Vi comunichiamo che da oggi potrete avere grazie alla collaborazione con gli amici di Accresco, la nostra assistenza legale in campo assicurativo.

Di seguito riportiamo l’articolo completo pubblicato sul blog di Accresco……. 

 Carissimi Amici, vi avevamo anticipato che il 2008 sarebbe stato l’ anno delle novità.

E così è.

Vi comunichiamo che abbiamo raggiunto un accordo con lo Studio Legale Mei & Calcaterra che pubblica l’ omonimo blog, per offrirvi la possibilità di ottenere un’ assistenza legale specializzata.

Su AcCresco molte volte ci sono giunte richieste di consulenza legale che non abbiamo soddisfatto, non essendo di nostra competenza.

Ci siamo limitati a segnalare che non trattandosi di problematiche assicurative era preferibile rivolgersi ad un legale.

Perciò apriamo nel nostro sito una sezione denominata CONSULENZA ED ASSISTENZA LEGALE nella quale potrete inserire i vostri quesiti legali riferiti al settore assicurativo

E’ anche possibile ottenere una risposta alle vostre domande entrando nel sito dei legali Avvocato Maria Grazie Mei e del Dottor Massimiliano Calcaterra che gentilmente hanno inserito il link del nostro blog nel loro sito.

Questo servizio viene offerto GRATUITAMENTE, a tutti gli amici di AcCresco.

Credeteci, il nostro impegno è, come avevamo promesso quando abbiamo aperto AcCresco, quello di diffondere la cultura assicurativa sempre con professionalità e competenza.

Oggi vogliamo fare di più e per questo ringraziamo questi nostri partner.

Vi aspettiamo quindi nella sezione dedicata e attendiamo anche i vostri commenti su questa nuova iniziativa.

Forza e coraggio, approfittatene ORA !!

Lo Staff di AcCresco

Da Accresco   la notizia qui

Il capo che rivolge espressioni scurrili e triviali nei confronti dei dipendenti può essere licenziato giovedì, feb 28 2008 

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(Cassazione, sezione lavoro, sentenza del 21.02.2008, n. 4067 – Cesira Cruciani)

Chi ricopre alte gerarchie ha il dovere di controllare il linguaggio con cui si rivolge ai propri dipendenti, espressioni scurrili e triviali possono giustificarne il licenziamento.

Così la Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza del 21.02.2008, n° 4067, si è espressa confermando il licenziamento per giusta causa, dichiarato legittimo dalla Corte di Appello di Milano, nei confronti di un uomo gestore di una macelleria del supermercato Standa di Milano, colpevole di aver messo in atto “plurimi e scorretti comportamenti” nei confronti di tre dipendenti a lui sottoposte…[continua...]

Da La Previdenza   la notizia qui

L’accertamento di inidoneità fisica del lavoratore da parte di un istituto pubblico non è insindacabile giovedì, feb 28 2008 

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L’ACCERTAMENTO DI INIDONEITA’ FISICA DEL LAVORATORE DA PARTE DI UN ISTITUTO PUBBLICO NON E’ INSINDACABILE – Può essere disatteso dal Giudice (Cassazione Sezione Lavoro n. 3095 dell’8 febbraio 2008, Pres. Mattone, Rel. La Terza).

Francesca V. è stata assunta alle dipendenze della S.p.A. Azienda Provinciale Trasporti di Gorizia con contratto biennale di formazione e lavoro come conducente di linea. L’azienda, in seguito  a una prolungata assenza della lavoratrice per malattia, le ha chiesto di sottoporsi a un accertamento di idoneità fisica presso la Direzione Sanità delle Ferrovie dello Stato.

Poiché l’accertamento si è concluso con un giudizio di inidoneità, la lavoratrice è stata licenziata prima della scadenza del contratto. Ella ha impugnato il licenziamento contestando la validità del giudizio di inidoneità fisica. L’azienda si è difesa sostenendo il carattere vincolante di tale giudizio, in quanto espresso dall’ente a tal fine designato, per il settore dei trasporti pubblici, dal D.P.R. n. 88 del 1999.

Il Tribunale ha disposto una consulenza tecnica, dalla quale è risultata l’idoneità fisica della lavoratrice; pertanto ha dichiarato illegittimo il licenziamento  ed ha condannato l’azienda al pagamento, a titolo di risarcimento, di tre mensilità per il danno professionale e di tre mensilità per la perdita delle retribuzioni. Questa decisione è stata confermata dalla Corte d’Appello di Trieste che ha fatto riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale n. 420 del 1998, secondo cui la dichiarazione di inidoneità fisica, a termini dell’art. 5 St. Lav. non ha carattere di definitività, potendo pervenirsi, in sede giudiziaria, a diverse conclusioni in base ad una consulenza tecnica.

L’art. 5 St. Lav. stabilisce che il datore di lavoro ha facoltà di far controllare l’idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico. L’azienda ha proposto ricorso per cassazione, censurando la decisione impugnata per vizi di motivazione e violazione di legge…[continua...]

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Obbligo di registrazione della scrittura privata negoziale giovedì, feb 28 2008 

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Agenzia delle Entrate Risoluzione del 25 febbraio 2008 n. 63/E.

L’amministrazione finanziaria ha fornito chiarimenti sulla normativa che rende i mediatori immobiliari responsabili in solido per la registrazione dei contratti preliminari stipulati in esito alla loro opera professionale.

La questione esaminata dall’Agenzia delle Entrate riguarda l’art.10, c.1, lett. d-bis) del Dpr 131/1986 (T.U. imposta di registro), che designa quali obbligati alla registrazione «gli agenti di affari in mediazione iscritti nella sezione degli agenti immobiliari del ruolo» tenuto dalle Camere di Commercio «per le scritture private non autenticate di natura negoziale stipulate a seguito della loro attività per la conclusione degli affari». Gli agenti immobiliari (non quelli creditizi) sono pure obbligati in solido con le parti contraenti al pagamento dell’imposta di registro.

Sono esclusi dall’obbligo di registrazione agli incarichi ricevuti in forma scritta dai clienti per svolgere l’intermediazione e le proposte contrattuali non ancora accettate.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Fare pace col fisco…voglio lo sconto!? mercoledì, feb 27 2008 

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Tutti più o meno abbiamo seguito con curiosità le vicende tributarie di Valentino Rossi. Non mi interessa commentare né lui né le sue scelte. Mi interessa pensare a quanti imprenditori mi hanno detto negli ultimi giorni: “perché io devo pagare tutto per intero e invece arriva Valentino che deve pagare 100milioni di euro e riesce a ottenere sconti dal Fisco che a me non vengono concessi?!”.

Il dubbio esistenziale che coglie il contribuente é legittimo. Ma non sottovaluti l’operato dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate di competenza (Pesaro). Personalmente non ho studiato il caso.

Quindi ancora una volta mi astengo dal giudicare. Mi sono però aggiornato da riviste specializzate e ho appreso che per il Campione non sono stati risevati né comportamenti di “comodo”, né di favoreggiamento. L’entità dell’importo al Fisco interessa poco; gli sconti non esistono nella legislazione italiana…nemmeno per i campioni, i VIP o le star.

Nel caso in questione la difesa tributaria ha applicato l’adesione al contraddittorio e richiesto la deducibilità dei costi che altrimenti non erano stati considerati dall’ente accertatore. In fin dei conti il contribuente in questione ha regolarizzato la sua posizione pagando il dovuto, come avremmo fatto noi “comuni mortali” che lavoriamo ogni giorno impegnati nelle nostre professioni e imprese e che magari non arriviamo a poterci permettere di pagare 35milioni di euro fra imposte, sanzioni e interessi…[continua...]

Da Facendo Impresa    la notizia qui

Lo straordinario puo’ essere incluso nella retruibuzione ordinaria se viene provato un accordo in tale senso mercoledì, feb 27 2008 

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(Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 13 febbraio 2008, n. 3514 – Bellini Gesuele)

Va incluso nella retribuzione, utile per il calcolo delle mensilita’ aggiuntive, il compenso per il lavoro prestato oltre l’orario normale, quando risulti accertato che vi sia stata una “specifica” volonta’ delle parti diretta a far rientrare nell’orario normale di lavoro lo straordinario fisso e continuativo, nonche’ a trasformare il relativo compenso in retribuzione ordinaria utile ai fini del calcolo delle mensilita’ aggiuntive.

Questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione, sezione lavoro, 13 febbraio 2008, n. 3514. La questione ha riguardato un lavoratore che aveva proposto ricorso per chiedere il riconoscimento del diritto al computo nelle mensilita’ aggiuntive del compenso per il lavoro straordinario svolto con continuita’…[continua...]

Da La Previdenza   la notizia qui

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