Terzo settore, i decreti attuativi per la disciplina sull’impresa sociale Lunedì, Feb 4 2008 

terzo-settore5678.jpg

Via libera ai decreti attuativi della legge sull’impresa sociale, ma le organizzazioni del Terzo settore, prese in contropiede e sconcertate per la mancata consultazione, avanzano seri dubbi sulla possibilità che la nuova veste giuridica possa decollare.

I quattro provvedimenti sono stati firmati il 24 gennaio scorso dal ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero (due anche dal ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani). Sono stati trasmessi alla Corte dei conti per la registrazione e dovrebbero giungere alla pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» entro la fine del mese.

La notizia dell’approvazione è stata data ieri da Alessandro Messina, responsabile del Servizio controllo interno del ministero della Solidarietà sociale, in occasione di un convegno romano promosso da «Csv.net», il coordinamento nazionale dei Centri di servizio per il volontariato, appuntamento nel corso del quale sono state presentate le linee-guida del bilancio sociale e di missione per le organizzazioni non profit.

I quattro decreti riguardano, rispettivamente, la qualificazione dei ricavi per rientrare nell’ambito dell’impresa sociale; le linee-guida per le modalità relative a operazioni di trasformazione, fusione, scissione e cessione dell’impresa; le linee-guida per redigere il bilancio sociale (che, in base alla legge delega, per questa nuova forma giuridica diventa obbligatorio) e l’elenco degli atti e documenti da depositare al Registro delle imprese. Con questo “pacchetto” si completano le disposizioni del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155 sull’impresa sociale che, a sua volta, raccoglie le indicazioni della legge-delega 13 giugno 2005, n.118…[continua...]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Non esiste il diritto costituzionalmente garantito ad una buona pensione Lunedì, Feb 4 2008 

pensione-soldi.jpg

(Corte dei conti, sezione I^ giurisd. di appello, Sentenza 22.1.2008 n. 46)

Con l’entrata in vigore della legge 537/1993, per i dipendenti dello stato,  venivano previste decurtazioni dell’assegno pensionistico in percentuale agli anni mancanti al raggiungimento dei 35 anni di servizio. Gli effetti della legge, a fare data del 1.1.1994 comprendevano pure coloro che avevano dato le dimissioni dal servizio dopo il 15.10.1993.

E’ il caso della pensionata dell’IPOST che si è rivolta al giudice della Corte dei Conti in quanto “penalizzata” per aver dato le dimissioni dal servizio a fare data dal 16.12.1993. Dimissioni accettate dall’IPOST in data 20 ottobre 1993 che, a detta della ricorrente le hanno precluso qualsivoglia possibilità di riammissione in servizio o revoca delle dimissioni già presentate. Questo a causa di una presunta inerzia nell’accettazione delle dimissioni.

Con motivazioni dettagliate e prive da vizi interpretativi il collegio giudicante della prima sezione di appello respinge le tesi della ricorrente accogliendo l’appello avanzato dall’IPOST aggiungendo che non esiste un diritto costituzionalmente garantito all’ottenimento di una buona pensione.

Giovanni Dami

Da La Previdenza   la notizia qui

Porte chiuse alle Onlus nel processo tributario Lunedì, Feb 4 2008 

onlus.jpg

Le Onlus che assistono i contribuenti, per esempio gli anziani o i disabili, non possono costituirsi parti nel processo tributario anche se sono portatrici dei cosiddetti interssi diffusi.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 1907 del 29 gennaio 2008.

Da Cassazione.net  la notizia qui