
I portatori di malattie sessualmente trasmissibili potranno accedere alle tecniche di fecondazione assistita.
ROMA - Sono state pubblicate sulla gazzetta ufficiale le nuove linee guida alla legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita firmate dal ministro della Salute Livia Turco. Tra le novitá più salienti, rispetto al vecchio testo l’eliminazione di commi relativi al divieto della diagnosi preimpianto, dopo le sentenze di diversi tribunali e in particolare di quella del Tar Lazio dell’ottobre 2007. Con le nuove norme i portatori di malattie sessualmente trasmissibili come l’Hiv potranno accedere alle tecniche di fecondazione assistita. Il decreto, a lungo atteso dalle associazioni di pazienti, aggiorna quello precedente, del 16 agosto 2004.
TURCO: «CON DECRETO PIENA APPLICAZIONE LEGGE» - «Queste nuove linee guida sono il frutto di un lavoro rigoroso finalizzato a due precisi obiettivi: la piena e corretta applicazione della legge 40 e la necessità di fornire idonee e puntuali indicazioni agli operatori sanitari alla luce delle nuove risultanze cliniche e del mutato quadro di riferimento giuridico scaturito da ripetuti interventi della magistratura sulle precedenti linee guida. Sono convinta che il decreto oggi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale abbia centrato questi due obiettivi». Lo ha sottolineato Livia Turco annunciando l’emanazione delle nuove linee guida.
Il ministro ha spiegato che è stato recepito, come previsto dalla legge, con l’aiuto dell’Istituto Superiore di Sanità, il parere del Consiglio Superiore di Sanità con tutte le indicazioni contenute. In particolare, ha aggiunto il ministro, sono state recepite le indicazioni per ampliare la possibilità di ricorrere alla fecondazione assistita anche per quei soggetti sieropositivi a virus di malattie sessualmente trasmissibili, per i quali è stato riconosciuto uno stato di infertilità «di fatto» e che da oggi potranno, se lo vorranno, avere dei figli senza correre il rischio di infettare la partner e il nascituro stesso. «E abbiamo altresì recepito - ha aggiunto Turco - le indicazioni a implementare il sostegno psicologico alle donne e alle coppie che accedono alle tecniche di procreazione assistita, durante tutto il percorso assistenziale, prima, durante e dopo l’effettuazione delle tecniche o anche a seguito del fallimento delle stesse».
LE NOVITA’ - Queste le principali novità delle nuove linee guida secondo quanto riportato da una nota del Ministero della Sanità
1) La possibilità di ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) viene estesa anche alla coppia in cui l’uomo sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili, e in particolare del virus HIV e di quelli delle Epatiti B e C, riconoscendo che tali condizioni siano assimilabili ai casi di infertilità per i quali è concesso il ricorso alla PMA. In questi casi c’è infatti un elevato rischio di infezione per la madre e il feto conseguente a rapporti sessuali non protetti con il partner sieropositivo. Un rischio che, di fatto, preclude la possibilità di avere un figlio a queste coppie;
2) L’indicazione che ogni centro per la PMA debba assicurare la presenza di un adeguato sostegno psicologico alla coppia, predisponendo la possibilità di una consulenza da parte di uno psicologo adeguatamente formato nel settore;
3) L’eliminazione dei commi delle precedenti linee guida che limitavano la possibilità di indagine a quella di tipo osservazionale e ciò a seguito delle recenti sentenze di diversi tribunali e in particolare di quella del TAR Lazio dell’ottobre 2007. Questa sentenza come è noto ha infatti annullato le linee guida precedenti proprio in questa parte, ritenendo tale limite non coerente con quanto disposto dalla legge 40…[continua...]
Da Il Corriere della Sera la notizia qui