Il fatto che il lavoratore rifiuti la “regolarizzazione” non preclude una successiva azione diretta all’accertamento della subordinazione Giovedì, Mag 22 2008 

IL FATTO CHE IL LAVORATORE RIFIUTI LA “REGOLARIZZAZIONE” NON PRECLUDE UNA SUCCESSIVA AZIONE DIRETTA ALL’ACCERTAMENTO DELLA SUBORDINAZIONE – Si tratta di una manifestazione di volontà irrilevante (Cassazione Sezione Lavoro n. 11589 del 9 maggio 2008, Pres. Ravagnani, Rel. Mammone).

Noris A., dopo avere lavorato alle dipendenze della s.p.a. Confezioni Santi con mansioni di impiegata, senza inquadramento come dipendente, ha chiesto al Tribunale di Crema di accertare l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato e di condannare l’azienda al pagamento di differenze retributive. L’azienda si è difesa contestando la fondatezza della domanda e facendo presente che la subordinazione doveva escludersi anche perché la lavoratrice aveva rifiutato la “regolarizzazione” del rapporto, più volte offertale.

Il Tribunale ha accolto la domanda in base alle risultanze della prova testimoniale dalla quale è emerso l’assoggettamento della lavoratrice alle disposizioni e al controllo dell’azienda. Questa decisione è stata confermata in grado di appello, dalla Corte di Brescia, che ha ritenuto irrilevante il rifiuto, da parte della lavoratrice, della “regolarizzazione”. L’azienda ha proposto ricorso per cassazione, censurando la decisione della Corte di Brescia per vizi di motivazione e violazione di legge…[continua...]

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Il reato di immigrazione clandestina entra nel pacchetto sicurezza Giovedì, Mag 22 2008 

Il reato di immigrazione clandestina, punito con pene da 6 mesi a 4 anni, è entrato nel pacchetto sicurezza, non nel decreto legge immediatamente operativo, ma nel disegno di legge.

Nel pacchetto sicurezza varato dal Consiglio dei ministri per i sindaci arrivano maggiori poteri sul territorio e ci sarà una maggiore cooperazione tra polizia municipale e forze dell’ordine. I primi cittadini potranno, quindi, intervenire per «eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana».

Tutti i provvedimenti che compongono il pacchetto sicurezza, «avranno – spiega il ministro dell’Interno Roberto Maroni – una corsia preferenziale in Parlamento e ne prevediamo l’entrata in vigore entro un paio di mesi, entro fine luglio»…[continua...]

Da Il Sole 24 Ore  la notizia qui

Pensioni: i nuovi requisiti e le finestre di accesso in seguito alla firma del Protocollo sul Welfare Giovedì, Mag 22 2008 

(Inps, Circolare 15.5.2008 n. 60)

Sulla G.U. n. 301 del 29 dicembre 2007 è stata pubblicata la legge 24 dicembre 2007, n. 247, recante “Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale.” Con messaggio n. 30923 del 31 dicembre 2007 è stata fornita una prima informativa sulle principali novità previste dalla legge in oggetto ed entrate in vigore il 1° gennaio 2008.

Con la presente circolare, condivisa nel suo impianto generale dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, sentito il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota n. 112793/16/318/13 del 24 aprile 2008, si forniscono ulteriori istruzioni in merito all’applicazione del provvedimento in oggetto.

Al riguardo si fa preliminarmente presente che a seguito dei chiarimenti forniti dal Ministero del Lavoro con la nota citata devono intendersi superate le istruzioni fornite al paragrafo 3 del messaggio n. 30923 del 2007, limitatamente alle finestre di accesso applicabili alle pensioni di vecchiaia contributive conseguite con 40 anni di contribuzione, nonché sciolta la riserva in merito alle “finestre di accesso” applicabili alle medesime pensioni conseguite dal 1° gennaio 2008 al 30 giugno 2009 al raggiungimento di un’anzianità contributiva minima di 35 anni.

Da La Previdenza   la notizia qui

Se la divisa aziendale dev’essere indossata per ragioni estetiche, i lavoratori non hanno diritto allo spogliatoio per cambiarsi Giovedì, Mag 22 2008 

SE LA DIVISA AZIENDALE DEV’ESSERE INDOSSATA PER RAGIONI ESTETICHE, I LAVORATORI NON HANNO DIRITTO ALLO SPOGLIATOIO PER CAMBIARSI – In base all’art. 40 del D.P.R. n. 303/56 (Cassazione Sezione Lavoro n. 11071 del 6 maggio 2008, Pres. Miani Canevari, Rel. Vidiri).

Giuseppe C. ed altri dipendenti dell’Azienda Napoletana Mobilità, tenuti, per contratto collettivo, ad indossare una divisa aziendale, si sono rivolti al Tribunale di Napoli sostenendo che l’A.N.M. era inadempiente all’obbligo, previsto dall’art. 40 del d.p.r. n. 303/56 e della legge n. 626/94, di mettere a loro disposizione un adeguato numero di spogliatoi nei locali presso cui prendevano servizio, per dar loro la possibilità di arrivare in abiti civili e di indossare la divisa prima di iniziare il lavoro.

Essi hanno chiesto la condanna dell’azienda all’apprestamento degli spogliatoi e al risarcimento del danno. Sia il Tribunale che, in grado di appello, la Corte di Napoli, hanno ritenuto la domanda priva di fondamento escludendo di potere emettere la condanna richiesta e che fosse configurabile un danno per lesione della salute e del diritto di riservatezza.

I lavoratori hanno proposto ricorso per cassazione, censurando la decisione dalla Corte di Napoli per vizi di motivazione e violazione di legge…[continua...]

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Franzoni: “Ho pregato fino all’ultimo” Giovedì, Mag 22 2008 

Alle 23,17 i carabinieri la portano via – Lei: «Che fate? E ora i miei bambini?»

Alle 21 e 27 ci sono già i carabinieri, alle 23.17 la portano via, nascosta in una Punto grigia. Lei dice: «Che fate, e ora i miei bambini?». I figli piangono e implorano: «Mamma, non andare via». E’ finito così, il processo di Cogne, fra una siepe di telecamere e nell’assedio quasi cinematografico dei giornalisti, e nell’ira della gente.

E’ finito com’era cominciato, dentro all’occhio implacabile del quarto potere, qui, nella casa di Elisabetta Armeni, l’amica di Annamaria Franzoni, dove lei s’era nascosta in questi giorni per sfuggire tutto questo e per restare nel silenzio.

Qui, dove si sono piazzate le gazzelle sotto le luci dei riflettori, dove hanno acceso le candele, dove si erano messi a pregare con il parroco, per chiedere un miracolo al Signore e «la giustizia agli uomini», come diceva lei prima che tutto questo accadesse..[continua...]

Da La Stampa   la notizia qui