Collaboratore non qualificato: rilevanza ai fini Irap Venerdì, Mag 23 2008 

Corte di cassazione, sezione tributario, sentenza del 16 maggio 2008, n. 12354

La Corte di Cassazine ha cassato la decisone della CTR di Torino che aveva assolto un medico di famiglia convenzionato con il SSN dall’obbligo impositivo in quanto per i giudici torinesi “l’avvalersi della collaborazione di una dipendente non qualificata non comprova il carattere organizzativo dell’attività professionale”.

Al contrario per la sezione tributaria della Corte di Cassazione il professionista, al quale era stato incontestatamente accertata la presenza nello studio di una dipendente, sia pure non qualificata, e l’ausilio di beni strumentali, è da ritenersi comunque soggetto passivo di imposta.

Questo in applicazione del principio, stabilito con la sentenza n. 3678 del 2007, in base al quale uno dei presupposti impositivi dell’iIrap ovvero la presenza dell’autonoma organizzazione sussiste anche nel caso in cui pur non essendo tale organizzazione in grado di funzionare in assenza dello stesso professionista (come nel caso di specie) “abbia però quel quid pluris rispetto alla normale attività di un professionista, elementi che possono ravvisarsi nella presenza di dipendenti o in presenza di beni strumentali che eccedano il necessario per poter esplicare la propria attività”.

Da Il Sole 24 Ore    la notizia qui

La conclusione di un contratto con ente pubblico può risultare dallo scambio di un insieme di dichiarazioni tra le parti contraenti Venerdì, Mag 23 2008 

Il requisito della forma scritta, previsto ad substantiam per i contratti degli enti pubblici, non esclude che la loro conclusione possa risultare dallo scambio di un insieme di dichiarazioni poste in essere dalle parti contraenti (tra le quali si inserisce la delibera di conferimento dell’incarico da parte dell’ente, comunicata al privato).

Lo schema è quello della formazione del contratto tra assenti, così come avviene nella negoziazione comune (Cassazione Sezione Lavoro n. 9977 del 16 aprile 2008, Pres. Senese, Rel. Celentano).

Da Legge e Giustizia   la notizia qui
            

Maltrattamenti, la Cassazione: “Conviventi equiparate a mogli” Venerdì, Mag 23 2008 

«In caso di violenza le coppie di fatto considerate come una vera famiglia»

ROMA
Le coppie di fatto vanno considerate come una vera e propria famiglia quando si parla di maltrattamenti: non c’è alcuna differenza tra quelli posti in essere verso una convivente e quelli rivolti ad una moglie. In entrambi i casi, infatti, può essere configurato il reato di maltrattamenti in famiglia, previsto all’articolo 572 del codice penale, poichè questo comprende anche le situazioni delle «famiglie di fatto». Lo si evince da una sentenza della Cassazione, con la quale è stato confermato il carcere per un uomo indagato per aver sottoposto per anni la convivente a continue violenze fisiche e morali.

Contro la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli, che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal gip di Santa Maria Capua Vetere nei confronti dell’uomo, la difesa aveva presentato ricorso alla Suprema Corte, rilevando che non poteva configurarsi il reato di maltrattamenti in famiglia, dato che la persona offesa era una «semplice convivente».

Di tutt’altro avviso la quinta sezione penale della Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso: «Ai fini della configurabilità del reato di maltrattamenti in famiglia – si legge nella sentenza n.20647 – non assume alcun rilievo la circostanza che l’azione delittuosa sia commessa ai dani di persona convivente more uxorio».

Infatti, spiegano i giudici di piazza Cavour, «il richiamo contenuto nell’art.572 c.p. alla famiglia deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo, ricomprendendo questa nozione anche la famiglia di fatto»…[continua...]

Da La Stampa    la notizia qui

Le associazioni dei consumatori bocciano l’accordo tra governo e Abi sui mutui Venerdì, Mag 23 2008 

L’Aduc: «Il forte sospetto è che questa operazione sia un ulteriore tentativo di bloccare le surroghe»

MILANO – Ma il provvedimento sui mutui del governo conviene davvero? C’è chi dice di no e con le sue ragioni.

Mercoledì il governo «ha sbandierato un accordo con l’associazione delle banche prevedendo un risparmio pari a circa 850 euro all’anno per 1.250.000 famiglie circa. Peccato che la notizia sia falsa» afferma l’Aduc (L’Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) in una nota.

RATE E TASSI – «Nel comunicato dell’Abi – spiega l’associazione – si legge che l’accordo non prevede alcun risparmio, ma solo una dilazione nel pagamento: si concede un ulteriore finanziamento (a tassi abbastanza agevolati: l’Irs decennale più lo 0,5%). Le famiglie, quindi, non risparmieranno alcunchè, ma pagheranno ulteriori interessi.

Il forte sospetto è che questa operazione sia un ulteriore tentativo di bloccare le surroghe che sono, invece, un vero risparmio per i mutuatari (e quindi un costo per le banche). In questi anni gli spread di mercato applicati ai tassi (fissi o variabili) dei mutui sono molto diminuiti. Sostituire un mutuo oggi implica, quasi sempre, avere uno spread più basso. Con la negoziazione-beffa proposta dal Governo e dalla banca si applicherebbe lo stesso spread. Questa operazione consentirebbe alle banche di non perdere i vecchi mutui (tanto remunerativi per loro e tanto costosi per i clienti).

Crediamo sia sintomatico che il Governo non abbia deciso di dare attuazione (manca ancora lo specifico decreto) a quanto già previsto in materia nella Finanziaria 2008, cioè la sospensione di alcune rate da pagare quando si è in difficoltà. Ci rendiamo conto che faccia più effetto populistico e mediatico un nuovo decreto che attuare una legge prevista dal precedente Governo di una maggioranza politica diversa, ma se al centro della propria politica ci fossero gli interessi dei mutuatari questi problemi dovrebbero essere affrontati in modo diverso…[continua...]

Da Il Corriere della Sera    la notizia qui