Vietato scaricare files personali dalla rete del Comune Venerdì, Giu 13 2008 

I dipendenti pubblici che utilizzano internet per motivi estranei al lavoro rischiano la sospensione

( Cassazione 20326/2008 )

I dipendenti pubblici che navigano troppo sul web e utilizzano la rete per scaricare materiale non legato al proprio lavoro commettono il reato di peculato e rischiano la sospensione dal servizio. Lo ha stabilito la Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso della Procura di Bari contro la revoca della sospensione dall’esercizio di pubblico servizio di un dipendente del Comune di Trani.

L’impiegato era stato sorpreso a servirsi del computer dell’ufficio, al quale era collegato un masterizzatore dvd, per uso personale usufruendo della rete informatica del Comune. Come ricostruito dai giudici, infatti, il dipendente comunale navigava in internet su siti non istituzionali, scaricando su archivi personali dati ed immagini non inerenti alla pubblica funzione, prevalentemente materiale di carattere pornografico, con danno economico per l’ente pubblico.

Indagato per peculato, l’impiegato era stato prima sospeso dal Tribunale di Trani e successivamente riammesso dal Tribunale di Bari, che aveva stabilito che “il reato di peculato tutela il patrimonio della P.A. e che lo stesso non poteva essere depauperato a seguito dei collegamenti in questione di un computer comunque e sempre collegato alla rete elettrica e telefonica indipendentemente dall’uso e dalla navigazione”, ritenendo, con particolare riferimento al collegamento alla rete elettrica, che non si fosse indicato il danno patrimoniale, atteso che “i computers sono sempre collegati alla rete elettrica, né può ritenersi ulteriore consumo di energia elettrica per il fatto che a un computer siano collegate una o più periferiche”…[continua...]

Da Cittadino Lex   la notizia qui

E’ vietato l’uso del cellulare in auto, anche se solo per cercare un numero Venerdì, Giu 13 2008 

Cass. II sez. pen. sentenza n. 13766/08

La Cassazione ha stabilito che l’uso del telefonino in auto deve considerarsi vietato. Le multe sono previste non solo se si sta parlando ma anche se si sta semplicemente cercando un numero sulla rubrica.

La Corte precisa che “l’uso del cellulare per la ricerca di un numero telefonico nella relativa rubrica o per qualsiasi altra operazione dall’apparecchio consentita risulta censurabile in quanto determina non solo una distrazione in genere, implicando lo spostamento dell’attenzione dalla guida all’utilizzazione dell’apparecchio, ma anche l’impegno di una delle mani sull’apparecchio con temporanea indisponibilita’ e comunque conseguenziale ritardo nell’azionamento dei sistemi di guida”.

Per la Cassazione “la ratio della norma” che vieta l’uso del telefonino alla guida prevede non soltanto che “gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione” ma consente “l’uso di apparecchi vivavoce o dotati di auricolare che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Le somme sul conto del professionista sono indice di reddito per il fisco Venerdì, Giu 13 2008 

Linea dura della Cassazione sull’accertamento fiscale dei redditi del professionista. Tutte le somme versate sul conto bancario, anche se cointestato con la moglie, vanno imputate all’attività di lavoro autonomo, compresi i passaggi di denaro prima versato e poi prelevato che il contribuente attribuisce a somme “affidategli in amministrazione”. Salva la prova contraria.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 14847

Da Cassazione.net   la notizia qui