
Sono soprattutto le donne a prendere l’iniziativa e, anche se molto raramente si affronta senza avvocato, la gran parte dei divorzi e delle separazioni avviene consensualmente. A fotografare de tendenze dell’ ”l’instabilita’ coniugale” l’Istat che in un volume offre un approfondimento tematico sul fenomeno della rottura del matrimonio ufficializzata attraverso la separazione legale o il divorzio.
La maggior parte dei procedimenti di separazione legale o divorzio, rileva l’Istituto di statistica, avviene consensualmente, rispettivamente nell’85,5 e nel 77,6 per cento dei casi.
La quota piu’ elevata di procedimenti giudiziali che si osserva nei divorzi (nel 2005 il 22,4 per cento contro il 14,5 per cento riferito alle separazioni) puo’ essere spiegata da un atteggiamento dei coniugi meno conciliante ed incline a situazioni di compromesso dovuto all’eta’ piu’ elevata dei figli, alle eventuali nuove realta’ di vita nonche’ all’esigenza di regolare definitivamente eventuali situazioni rimaste in sospeso al momento della separazione.
La quota di procedimenti giudiziali, rileva ancora l’Istat, aumenta all’aumentare della durata del matrimonio, mentre quella dei procedimenti consensuali e’ maggiore per gli eventi che provengono da matrimoni piu’ recenti.
Maggiore e’ la durata del matrimonio, piu’ alta e’ la probabilita’ che i rapporti affettivi e gli interessi patrimoniali ed economici tra i coniugi siano piu’ complessi e difficili da regolare. L’instabilita’ coniugale riferita a matrimoni di breve durata coinvolge piu’ facilmente coniugi piu’ giovani, piu’ istruiti ed economicamente indipendenti; tutti fattori, questi ultimi, che possono essere inseriti fra quelli che concorrono a favore di una gestione piu’ pacifica della crisi coniugale.
I dati del biennio 2004-2005 mostrano, inoltre, prosegue l’Istat che le separazioni con almeno un coniuge alle seconde nozze si dimostrano meno conflittuali rispetto quelle di coniugi entrambi al primo matrimonio.
La quota di procedimenti giudiziali scende infatti nel primo caso al 9,4% del totale rispetto al 14% riscontrato nelle separazioni in cui entrambi i coniugi dichiarano lo stato civile di celibe o nubile. Nelle separazioni di coppie miste, che sono una realta’ in crescita nel nostro paese, si osserva, invece, una conflittualita’ maggiore (la quota di cause giudiziali nel 2005 e’ pari a circa il 17 per cento dei casi) rispetto a quella riscontrata nelle separazioni di coniugi entrambi italiani (14,2 per cento)…[continua...]
Da Saranno Avvocati la notizia qui