Cassazione: sì alla detenzione di marijuana per i rasta Giovedì, Lug 10 2008 

La Cassazione accoglie il ricorso di un rasta: “La loro religione lo prevede, aiuta la preghiera e la contemplazione”.

ROMA
I giudici devono essere comprensivi nei confronti dei rasta fari trovati in possesso di abbondanti quantitativi d’«erba», poichè è la loro religione a prevederlo. Fumare marijuana favorisce la contemplazione e la preghiera «nella credenza che l’erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone».

Lo sottolinea la Cassazione, che ha accolto il ricorso di Giuseppe G. contro la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione e 4 mila euro di multa per detenzione a fine di spaccio inflittagli dalla Corte di appello di Perugia nel 2004. I carabinieri lo avevano trovato con circa un etto di “erba”, ma l’uomo ha sostenuto in Cassazione di essere un rasta fariano e di fumare l’erba in base ai precetti della sua religione, che ne consentono l’uso quotidiano anche di 10 grammi al giorno…[continua...]

Da La Stampa  la notizia qui

Giudice di Pace: conciliazione nelle controversie tra utenti consumatori e gestori telefonici Giovedì, Lug 10 2008 

(Giudice di Pace di Civitanova Marche – Dott. Franco R. Calabrese, Sentenza 26 giugno 2008, n.142).

Nelle controversie tra utenti e gestori telefonici, la sentenza n.142/2008 del G.d.P. di Civitanova Marche si propone come momento di riflessione sulla metodica di eccepire “l’improponibilità” dell’azione (ex art 1/11°co della L. 249/1997) quando sia mancato il “tentativo obbligatorio di conciliazione”.

Nella esperienza si è constatato che l’eccezione di improponibilità può essere rassegnata per bloccare l’azione giudiziaria.

Però, così, si pone in essere un uso distorto dell’art. 1 comma 11 della legge n° 249/1997: non al fine deflativo, ma al fine defatigatorio, per distogliere dal suo giudice naturale il soggetto più debole del rapporto contrattuale, quando lamenta disservizi del soggetto più forte nella fornitura ed addebito dei servizi telefonici.

Il G.d.P. in un episodio di eccezione improponibilità dell’azione, ha offerto una interpretazione , dell’art. 1 comma 11 della legge n° 249/1997 rilevando che la norma sospettata può superare la denuncia di illegittimità costituzionale (per violazione degli art. 24, 25 e 3 della Costituzione) soltanto se la si interpreta come condizione di procedibilità (non di proponibilità), temperata dall’applicazione, per analogia, delle norme degli artt. 412/bis, 443 cpc, che consentono la sospensione del processo e la rimessione in termini per l’adempimento stragiudiziale del rito alternativo conciliativo…[continua...]

Da Filodiritto  la notizia qui

E’ reato di maltrattamenti umiliare la ex moglie Giovedì, Lug 10 2008 

Cass. Sez. civ. Sentenza n. 26571/08

La Corte di Cassazione ha stabilito che: “il reato di maltrattamenti in famiglia (punito dall’art. 572 C.p.) e’ configurabile anche in caso di separazione e di conseguente cessazione della convivenza”.

Per la Cassazione umiliare la ex moglie significa violare i doveri di rispetto reciproco, di assistenza morale e materiale che continuano a sussistere anche tra gli ex. Sussiste il reato in quanto: “l’oggetto giuridico non e’ costituito solo dall’interesse dello Stato alla salvaguardia della famiglia da comportamenti vessatori e violenti, ma anche dalla difesa dell’incolumita’ fisica e psichica delle persone indicate nell’art. 572 C.p. interessate al rispetto della loro personalita’ nello svolgimento in un rapporto fondato su vincoli familiari”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Permesso di soggiorno: la richiesta di rinnovo blocca sine die l’espulsione Giovedì, Lug 10 2008 

La richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno può fermare a lungo l’espulsione. Infatti è nullo il provvedimento emesso nei confronti di uno straniero irregolare anche se questo ha chiesto il rinnovo oltre il termine consentito.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 18518 del 4 luglio 2008.

Da Cassazione.net   la notizia qui