La Cassazione accoglie il ricorso di un rasta: “La loro religione lo prevede, aiuta la preghiera e la contemplazione”.
ROMA
I giudici devono essere comprensivi nei confronti dei rasta fari trovati in possesso di abbondanti quantitativi d’«erba», poichè è la loro religione a prevederlo. Fumare marijuana favorisce la contemplazione e la preghiera «nella credenza che l’erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone».
Lo sottolinea la Cassazione, che ha accolto il ricorso di Giuseppe G. contro la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione e 4 mila euro di multa per detenzione a fine di spaccio inflittagli dalla Corte di appello di Perugia nel 2004. I carabinieri lo avevano trovato con circa un etto di “erba”, ma l’uomo ha sostenuto in Cassazione di essere un rasta fariano e di fumare l’erba in base ai precetti della sua religione, che ne consentono l’uso quotidiano anche di 10 grammi al giorno…[continua...]
Da La Stampa la notizia qui

Luglio 10, 2008 alle 8:37 pm |
Da domani tutti con i rasta, cannoni alla mano, e piantagioni nelle mutande. Ne sa tantissimo.
Luglio 10, 2008 alle 8:45 pm |
Wa questa cosa ne sa tante, da domani anch’io con i rasta, a fumare cannoni e a schiaffeggiare con il pisello a chesterfield Venato, il quale sokkia a tempesta!
Luglio 12, 2008 alle 11:12 am |
Prevedo una rivoluzione religiosa!
Luglio 17, 2008 alle 9:12 am |
non ho capito…cè io sono di religione cristiana…come faccio a diventare di religione rasta? nn credo bastano solo i dred?…rispondete
Marzo 25, 2009 alle 11:11 am |
Salve, vorrei avere un parere sul caso in esame, se sussiste o menodiscriminazione e delle norme di riferimento.Un lavoratore è addetto alla reception di un albergo extralusso a 5 stelle. Durante il suo periodo di ferie intraprende un viaggio in Giamaica e decide di convertirsi alla religione Rastafariana.ASl rientro dalle ferie si presenta sul luogo di lavoro con dei lunghi dreadlocks, la capigliatura diffusa tra i rastafariani,raccolti in un vistoso tam ovvero un cappello che raccoglie le trecce con i colori della Giamaica. Il direttore dell’albergo, preso atto della situazione, le comunica il licenziamento adducendo che le nuove convinzioni religiose e il suo attuale aspetto fisico sono incompatibili con lo svolgimento dell’attività lavorativa. é urgente!
Aprile 18, 2009 alle 11:57 am |
Cati,
Ti offro il mio parere.
Il lavoratore in questione può ben venire licenziato per giusta causa, intesa come evento che fa venir meno il rapporto fiduciario tra lavoratore e datore di lavoro, e che rende impossibile la prosecuzione del rapporto, anche in via provvisoria (art. 2119 C.c.); l’aspetto esteriore che un dipendente presenta sul luogo di lavoro deve essere congruo con il posto di lavoro che egli occupa; pertanto, nel caso di un addetto al front-office (mi pare di capire) di un albergo di lusso, credo si possano pretendere un aspetto ed un atteggiamento quantomeno consono all’ambiente in cui si opera.
Ciò non toglie, tuttavia, che per nessuna ragione le convinzioni religiose possono costituire motivo per una qualsivoglia discriminazione a livello personale; la libertà di fede religiosa è sancita dalla Costituzione all’art. 19. Questo articolo non solo espressamente statuisce la assoluta libertà di fede religiosa, ma altresì la libertà di ogni manifestazione di culto, in privato o in pubblico, a condizione che essa non sia contraria al buon costume (nel caso in esame, forse, il lavoratore avrebbe dovuto pensare con più attenzione al modo di esprimere al mondo le proprie nuove convinzioni, in special modo nella sede di lavoro).
Non è stato specificato, nel tuo commento, se il datore di lavoro, prima di provvedere al licenziamento, abbia adottato delle misure disciplinari volte a recuperare il naturale svolgimento del rapporto di lavoro; nel caso in cui ciò non sia stato fatto, il licenziamento potrebbe ben essere configurato come illegittimo.
Purtroppo però, in questi casi, è necessario conoscere tutti gli aspetti della questione, per poter stabilire se una delle due parti del rapporto sia venuta meno ad uno o più degli obblighi imposti, in materia di lavoro dipendente, dalla vigente normativa.
Ti consglio pertanto di rivolgerti ad un rappresentante legale, possibilmente esperto in materia, e di ripercorrere in maniera esaustiva lo volgersi dei fatti che hanno portato al licenziamento.
Spero di essere stato utile.
Dott. Luca Borile
Maggio 12, 2009 alle 3:38 pm |
Vorrei solo dire a coloro che stanno prendendo in giro la religione che sono dei cafoni…il rastafarianesimo è una religione come un altra e come religione va rispettata. Il rastafarianesimo non è dreadock e “cannoni” come dite voi la religione si basa sulla libertà sulla pace e il ricongiungimento di tutti gli uomini. L’uso di marijuana è lecito per i professanti della religione perchè lo dice appunto il credo; è come l’ostia cristiana. Quindi riflettete prima di parlare e pensate che comunque per il mondo nel quale viviamo pieno di pregiudizi e di giudizi stiamo distruggendo la terra quando la canapa potrebbe essere usata sia per scopi medici(cura l’asma, cura l’anoressia), come energia altenrnativa, ci si possono fare vestiti e carta(mentre contiuiamo ad abbattere alberi in Amazzonia distruggendo il polmone del mondo), addirittura Ford ci ha fatto una macchina con la canapa, auto che non inquina e noi continuiamo a bruciare bezina che distrugge l’atmosfera. L’alcool è legale l’alcool ogni sabato sera porta via vite umane che stoltamente dopo aver bevuto si mettono alla guida provocando stragi, se l’alcool è legale non vedo il motivo per il quale l’erba non lo debba essere, l’alcool è molto più dannoso al ostro organismo. Riflettiamo su questi temi. Ringrazio per questo spazio datomi
Emanuele