La separazione può essere addebitata al coniuge che è rimasto “indifferente” alla depressione dell’altro, non offrendogli nessu tipo di supporto, morale o economico.
Sentenza della Corte di Cassazione sentenza n. 19065 del 10 luglio 2008.
Da Cassazione.net la notizia qui
Agosto 4, 2008 alle 10:41 am |
Questa sentenza la trovo giusta in quanto, a mio avviso, se un partner rimane (come viene detto) indifferente alla depressione o comunque, a forme di sofferenza psico-emotiva ,nei confronti del compagno, viene a mancare uno dei pilastri,del rapporto coniugale che è quello di sostenere, confortare la ‘ parte sofferente’. Non dico sia facile, questo compito ma, almeno , il sano, dovrebbe tentare di guarire il ‘ malato’ , per riportarlo ad uno stato di normalità emotiva, di serenità. Naturalmente, anche se è banale sottolinearlo, la reciprocità è sottintesa.
Marzo 1, 2009 alle 4:16 pm |
Nel mio caso la depressione e conseguente ricorso ad una psicologa (tutto documentato), è stata una conseguenza del fatto che mio marito si divideva con un’altra donna, nonostante le mie richieste di aiuto e risposte al suo comportamento, lui mi diceva che se ero in crisi dovevo andare da uno psicologo, non ha mai fatto niente per aiutarmi. Noi siamo già separati con sentenza del tribunale dal 2 marzo 2006 in caso di sue azioni legali future posso chiedere i danni per quanto sopra esposto?
Inoltre lui mi ha proposto a suo tempo un assegno mensile di mantenimento che diritti ha lui sul mio TFR incassato o da incassare?
Grazie per le risposte e saluto cordialmente
Deanna