Il datore che minaccia i dipendenti può essere allontanato dalla città Lunedì, Lug 21 2008 

Cass. II sez. pen. sentenza n. 28682/08

La Corte di Cassazione ha stabilito che il datore di lavoro che sottopone a minacce i propri dipendenti può essere allontanato dalla città in cui ha sede la sua azienda.

Tale comportamento configura il reato di estorsione aggravata e continuata e pertanto l’allontanamento dalla citta’ e’ una misura “adeguata, siccome l’unica idonea a recidere il legame degli indagati con l’ambiente lavorativo”.

In particolare la Cassazione ha affermato: “nel caso in cui il datore di lavoro realizzi una serie di comportamenti estorsivi nei confronti di proprie lavoratrici dipendenti, costringendole ad accettare trattamenti retributivi deteriori e non corrispondenti alle prestazioni effettuate e, in genere, condizioni di lavoro contrarie alla legge e ai contratti collettivi, approfittando della situazione di mercato in cui la domanda di lavoro era di gran lunga superiore all’offerta e quindi, ponendo le dipendenti in una situazione di condizionamento morale, in cui ribellarsi alle condizioni vessatorie equivale a perdere il posto di lavoro, e’ configurabile il delitto di estorsione previsto e punito dall’art. 629 C. p.”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Stupri: Cassazione, jeans non sono cintura di castità Lunedì, Lug 21 2008 

I jeans non sono “paragonabili” a una specie di “cintura di castita’” e, dunque, non possono essere considerati un ostacolo a una violenza sessuale.

Lo rileva la Cassazione confermando la condanna alla pena (sospesa) di un anno di reclusione inflitta ad un uomo dalla Corte d’appello di Venezia per violenza sessuale. L’imputato aveva, secondo l’accusa, “compiuto con violenza atti di libidine” nei confronti della figlia della sua compagna, “toccandola sul seno, sui fianchi, sul sedere e nelle parti intime, entrando con le mani sotto i pantaloni della donna”.

Contro la sentenza di condanna, l’uomo si era rivolto alla Suprema Corte, spiegando che “indossando la ragazza dei jeans ed essendo seduta”, era “impossibile” infilare una mano sotto i pantaloni da lei indossati toccandole le parti intime. Gli ‘ermellini’ della terza sezione penale, con la sentenza n.30403, hanno rigettato il ricorso dell’uomo, osservando la “compiuta valutazione degli elementi” da parte della Corte territoriale e sottolineando che “il fatto che la ragazza indossasse pantaloni del tipo jeans non era ostativo al toccamento interno delle parti intime, essendo possibile farlo penetrando con la mano dentro l’indumento, non essendo questo paragonabile ad una specie di cintura di castita’”.

Da La Repubblica  la notizia qui

Commercio: intesa separata per il rinnovo del c.c.n.l. Lunedì, Lug 21 2008 

Il 18 luglio 2008 la Confcommercio e le organizzazioni sindacali Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo del terziario, distribuzione e servizi che interessa oltre 2 milioni di lavoratori.

L’intesa al momento non è stata sottoscritta dalla Filcams Cgil. Secondo il comunicato diffuso da Fisascat Cisl nell’intesa contrattuale sono previste innovazioni in tema di: relazioni e diritti sindacali, terziarizzazioni, appalti, Rappresentanze Sindacali Unitarie, Governance degli Enti Bilaterali, dell’Assistenza Sanitaria e della Previdenza Integrativa, apprendistato, part-time, contratti a tempo determinato, diritto allo studio, gravi malattie, lavoro domenicale.

Per gli aspetti economici l’intesa prevede un incremento di 150,00 euro al quarto livello da riproporzionare.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Kafalah: l’affidamento islamico del minore vale anche in Italia Lunedì, Lug 21 2008 

Più tutela in Italia per i piccoli islamici abbandonati o illegittimi: d’ora in avanti potranno ricongiungersi con mamma e papà “adottivi” o naturali che risiedono nel nostro paese. Infatti, la “Kafalah” e cioè l’affidamento permanente del minore deciso dalle autorità straniere, deve trovare piena applicazione anche qui da noi.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 19734 del 17 luglio 2008, ha di fatto fornito uno strumento in più per il ricongiungimento dei figli illegittimi ai genitori islamici in Italia.

Da Cassazione.net   la notizia qui