Cassazione 46128/2008.
È reato mantenere le persone in uno stato di soggezione continuativa attraverso lo sfruttamento.
Costringere qualcuno ad esibirsi in attività circensi, anche pericolose, può costare ai gestori dell’attività una condanna penale per il reato di riduzione in schiavitù.
Lo ha stabilito la Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione annullando con rinvio la sentenza del Tribunale del Riesame di Salerno che aveva rimesso i gestori di un circo che erano stati arrestati con l’accusa di aver ridotto in schiavitù i membri di una famiglia di bulgari che lavoravano nel circo.
Gli imputati, in particolare, avevano costretto le vittime a totale asservimento alle famiglie degli indagati esercenti attività circense, impedendo loro di allontanarsi dal circo, obbligando alcuni ad entrare durante gli spettacoli in teca trasparente, con serpenti e tarantola, altri ad immergersi in acqua con pesci “piranha”, altri allo smontaggio e rimontaggio della struttura del circo, pulizia e manutenzione dell’area destinata agli spettacoli anche con turni di lavoro di 20 ore, costringendo le ragazze a lavori domestici quotidiani nei veicoli itineranti dei nuclei familiari degli indagati, ed obbligando tutti a seguirli nei loro spostamenti.
Per tali motivi erano stati accusati di riduzione in schiavitù e posti in stato di fermo…[continua...]
Da Cittadino Lex la notizia qui