Acli: sono per lo più sposate, separate o vedove, di età superiore ai 40 anni.
Cercano impieghi a ore per arrotondare. E ormai una su quattro non è straniera. «Poche chiedono un contratto».
Era il 1956 – l’anno dell’insurrezione in Ungheria e dei giochi olimpici di Melbourne – e lei aveva appena 13 anni. Ad Arsiè, la «porta delle Dolomiti» in provincia di Belluno, non c’era lavoro né la prospettiva di mettere su famiglia e così i coniugi Brustolin dissero sì a quella coppia di villeggianti bolognesi che tanto insistevano per «prendere a servizio » in casa loro la piccola Pina. Lei, 13 anni, non aveva alternative: partì con i signori di Bologna con in quali sarebbe rimasta più di 10 anni a fare, come si diceva un tempo, la serva in casa.
Oggi Pina Brustolin ha superato i 60 anni ed è responsabile nazionale della «Acli Colf», l’associazione di categoria più diffusa nel campo della tutela dei diritti di chi esercita il lavoro domestico…[continua...]
Da Il Corriere della Sera la notizia qui

Maggio 25, 2009 alle 3:23 pm |
[...] Le italiane che tornano a fare le colf [...]
Maggio 28, 2009 alle 3:11 pm |
che bella notizia quindi il lavoro non manca neanche per quelle sfaticate che succhiano assegni di mantenimento dagli ex mariti pur essendo in salute e perfettamente in grado di farsi il mazzo come tutti. Chissà se se ne accorgeranno anche i giudici così garantisti a senso unico.