Non licenziabile il lavoratore che si allontana per poco mercoledì, lug 29 2009 

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Il datore di lavoro deve tenere conto della condotta complessivamente corretta.

Cassazione 14586/2009

di Roberto Codini
Non si può licenziare il lavoratore che si allontana dal posto di lavoro quando sia stato sempre corretto e diligente e non abbia recato alcun danno alla società.

Lo ha stabilito la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione annullando con rinvio una sentenza della Corte di Appello di Torino che, in riforma della sentenza di primo grado, aveva ritenuto legittimo il licenziamento del dipendente di una società che aveva abbandonato per un brevissimo lasso di tempo il posto di lavoro, peraltro rimanendo nella sede lavorativa. In primo grado, infatti, il Tribunale di Biella aveva ritenuto illegittima la sanzione disciplinare, mentre i giudici di appello avevano ritenuto che, ai fini della legittimità del licenziamento, si dovesse tenere conto che la condotta del dipendente aveva determinato il blocco, anche se per un breve tempo, delle macchine e che il dipendente aveva abbandonato il posto di lavoro del quale aveva la responsabilità, per di più in orario notturno, quando i controlli dei superiori erano minori.

Contro la sentenza di appello il dipendente licenziato aveva proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che i giudici del merito non avevano tenuto conto della lunga carriera lavorativa, dell’assenza di precedenti sanzioni e della mancanza di qualsiasi danno alla produzione, oltre che della possibilità di una sanzione diversa dal licenziamento prevista dal contratto collettivo…[continua...]

Da Azienda Lex   la notizia qui

Consumi alcool: stop alla vendita su suolo pubblico mercoledì, lug 29 2009 

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A partire da domani, mercoledì 29 luglio, scatta il divieto di vendita, su tutto il territorio nazionale, di alcolici sul suolo pubblico; questo in scia all’entrata in vigore di una Legge UE che di fatto impone il divieto di vendita di alcolici a tutti quegli esercenti che non siano bar o ristoranti. Ne consegue che gli ambulanti, i carrettini ed i chioschi non potranno più vendere bevande alcoliche.

conti fatti si tratta di un nuovo giro di vite contro il consumo ma soprattutto l’abuso di alcol da parte dei giovani, i quali molto spesso in corrispondenza di tali strutture ambulanti fanno incetta di bevande senza i controlli necessari sull’età che invece sono imposti in via obbligatoria ai bar ed ai ristoranti…[continua...]

Da Vostri Soldi   la notizia qui

Cassazione: toccare le colleghe non è reato se fatto senza «intenti libidinosi» venerdì, lug 24 2009 

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Confermata l’assoluzione ottenuta in appello da un lavoratore straniero, dopo la condanna in primo grado

ROMA – Toccava le colleghe di lavoro. Ma in maniera scherzosa, come modo di fare abituale, senza provare alcune «ebbrezza sessuale» o intenti libidinosi. Per questo la Cassazione ha confermato l’assoluzione di un lavoratore extracomunitario, Kadri O., dall’accusa di violenza sessuale per la quale, in primo grado, era stato condannato ad un anno e due mesi di reclusione (pena sospesa dalla condizionale). In appello, invece, Kadri era stato assolto, il 28 novembre 2008, con la formula perchè il fatto non sussiste.

LA SENTENZA – Il processo era nato dalla denuncia sporta da una collega di Kadri, stanca delle sue mani lunghe. In tribunale era emerso che (come rileva la Cassazione nella sentenza 30969) «Kadri O. era solito praticare scherzi di cattivo gusto toccando le colleghe di lavoro e così ponendo in essere un comportamento di certo poco raffinato e abituale». Tuttavia dalle stesse testimonianze era anche risultato che nel comportamento dell’uomo non era ravvisabile alcune «ebbrezza sessuale» in quanto, toccando le colleghe «non voleva soddisfare la propria libido». Contro l’assoluzione di Kadri O. aveva fatto ricorso in Cassazione la Procura generale della Corte d’Appello di Bologna…[continua...]

Da Il Corriere Della Sera   la notizia qui

L’assegno di mantenimento non può essere sostituito dalla “paghetta” venerdì, lug 24 2009 

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Cass. VI sez. pen. sentenza n. 29459/09

La Cassazione ha confermato la multa nei confronti di un padre separato che di sua iniziativa aveva “sostituito il mantenimento” con la paghetta settimanale e con il pagamento diretto di altre spese per l’acquisto di un motorino e di altri beni voluttuari.

La Corte ha sottolineato che il padre ”non ha adempiuto all’obbligo di mantenimento della figlia e sicuramente non lo ha assolto con la corresponsione di mezzi per spese voluttuarie o per spese straordinarie (mediche e per studi), considerato lo stato di bisogno della figlia minorenne, priva di reddito proprio, e considerato l’obbligo del genitore di provvedere a ovviare a tale stato non viene meno se al sostentamento del minore provvedano altri”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Edifici rumorosi:chi non rispetta i requisiti acustici nella progettazione e nella costruzione non dovrà più risarcire i compratori venerdì, lug 24 2009 

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Legge 7 luglio 2009, n. 88 “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee”(GU del 14 luglio 2009 n. 161)

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.161, la Comunitaria 2008. Il provvedimento detta le disposizioni necessarie ad adempiere agli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’ Unione Europea. Tra le misure di interesse del settore immobiliare il riordino della normativa sull’ inquinamento acustico. L’articolo 11, comma 5 del provvedimento stabilisce una temporanea sospensione della disciplina relativa ai requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti nei rapporti tra costruttore o venditore ed acquirente dell’immobile.

Ne consegue che il privato non potrà più far valere le norme contenute nella legge 447/1995 e nel Dpcm 5 dicembre 1997, che impongono di tenere conto, al momento della progettazione e della costruzione di un nuovo edificio, di determinati limiti di rumorosità interna ed esterna.
Di fatto, la norma elimina il diritto al risarcimento del 20% del valore dell’immobile che l’acquirente poteva far valere in presenza di forti rumori molesti, confermati da una perizia successiva all’acquisto dell’immobile che dimostrava il mancato rispetto nella progettazione e nell’impiego dei materiali dei requisiti acustici previsti dal Dpcm ’97…[continua...]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

La riconoscibilità della malattia professionale da costrittvità organizzativa e la recente sentenza 1576/2009 del Consiglio di Stato mercoledì, lug 22 2009 

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Articolo della D.ssa Silvana Toriello.

Secondo il Testo Unico che disciplina l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro sono malattie professionali quelle contratte nell’esercizio e a causa del lavoro e più nello specifico delle lavorazioni cd. tabellate, in quanto tali lavorazioni rientrino tra quelle previste all’art. 1 e cioè siano ricomprese tra le attività protette.

La Corte Costituzionale, con sentenza n.179 del 18 febbraio 1988 ha dichiarato illegittimo l’art. 3 del T.U. nella parte in cui limita la tutela alle sole malattie tassativamente elencate nelle tabelle.

In base a tale sentenza è stato introdotto di fatto il sistema misto per effetto del quale sono tutelate sia le malattie cd tabellate che quelle non tabellate delle quali il lavoratore sia in grado di dimostrare l’origine lavorativa…[continua...]

Da La Previdenza   la notizia qui

Immigrato respinto da Atm, il giudice:«L’azienda smetta di discriminare» mercoledì, lug 22 2009 

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Parzialmente accolto il ricorso del 18enne marocchino. Salvini:sentenza aberrante, i giudici vadano in Marocco.

MILANO – Il Tribunale del lavoro di Milano ha parzialmente accolto il ricorso del marocchino Mohamed Hailoua, che lamentava di non poter essere assunto dall’Atm (Azienda di trasporti milanesi) a causa di un regio decreto del 1931 che prevede la cittadinanza italiana o europea per lavorare nel trasporto pubblico. L’immigrato aveva presentato reclamo contro l’ordinanza del Tribunale del Lavoro di Milano che aveva respinto un suo primo ricorso. Il collegio presieduto dal giudice Chiarina Sala ha dichiarato il «carattere discriminatorio» del comportamento dell’azienda, ordinando ad Atm «la rimozione della richiesta della cittadinanza tra i requisiti di selezione delle offerte di lavoro e delle proposte di assunzione, in moduli cartacei o telematici».

LA DISCRIMINAZIONE – Il tribunale di Milano ha stabilito che la permanenza del requisito di una determinata cittadinanza, ai fini dell’assunzione, «verrebbe ad assumere i connotati di una disparità di trattamento in senso diseguale e più svantaggioso per il “non cittadino”». I giudici hanno pertanto accolto le richieste del marocchino, salvo il risarcimento danni, e «accertato il carattere discriminatorio del comportamento di Atm Spa» hanno ordinato all’azienda «la cessazione del comportamento e la rimozione della richiesta della cittadinanza tra i requisiti di selezione delle offerte di lavoro e delle proposte di assunzione»…[continua...]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

Spiare la ex in automobile non è interferenza illecita martedì, lug 21 2009 

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Cassazione 28251/2009.

I reati di intromissione nella vita altrui valgono solo per i luoghi di privata dimora.

di Roberto Codini
L’automobile non è equiparabile ad un luogo di privata dimora e pertanto non costituisce reato installare nell’auto della propria ex ragazza un apparecchio che consenta la ripresa sonora di quanto avviene al suo interno.Lo ha stabilito la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione confermando una sentenza del Tribunale della Libertà di Potenza.

Il caso riguarda un ragazzo, la cui fidanzata aveva interrotto la loro relazione sentimentale, che aveva installato nell’auto della ragazza, più precisamente nel vano della luce di cortesia, un telefono cellulare con suoneria disattivata sul quale era impostata la funzione di risposta automatica in modo da consentire la ripresa sonora di quanto avveniva all’interno dell’automobile.

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza aveva chiesto la misura della custodia cautelare in cercere nei confronti del ragazzo, ma il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Potenza aveva escluso che fossero ravvisabili i reati di interferenze illecite nella vita privata e di installazione di apparecchiature atte ad intercettare comunicazioni previsti e puniti dal codice penale.

Per tale motivo il Procuratore della Repubblica di Potenza aveva proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l’automobile dovesse essere considerata come un luogo di privata dimora…[continua...]

Da Cittadino Lex  la notizia qui

E’ reato negare il figlio all’ex marito per le vacanze martedì, lug 21 2009 

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Cass. VI sez. pen. sentenza n. 27995/09.

La Corte di Cassazione ha affermato che: “l’elusione dell’esecuzione del provvedimento giurisdizionale adottato in sede di separazione dei coniugi si realizza anche attraverso la mancata ottemperanza al provvedimento medesimo.

‘Eludere’, infatti, significa frustrare, rendere vane le legittime pretese altrui e ciò anche attraverso una mera omissione, che, nella specie, è consistita nel rifiuto della (…) alla quale era affidato il bambino, di far si che lo stesso trascorresse col padre il periodo di vacanza prestabilito.

L’asserito esercizio del diritto-dovere di avere agito esclusivamente nell’interesse del minire, che avrebbe manifestato indisponibilità ad allontanarsi, sia pure temporaneamente, dal suo ambiente abituale, è rimasto indimostrato. Non va, peraltro, sottaciuto che rientra nei doveri del genitore affidatario quello di favorire, a meno che sussistano contrarie indicazioni di particolare gravità, il rapporto del figlio con l’altro genitore, e ciò proprio perché entrambe le figure genitoriali sono centrali e determinanti per la crescita equilibrata del minore”.

“L’ostacolare gli incontri tra padre e figlio – precisa la Corte -, fino a recidere ogni legame tra gli stessi, può avere effetti deleteri sull’equilibrio psicologico e sulla formazione della personalità del secondo”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

E’ molestia rivelare “le corna” via sms alla ex del proprio amante giovedì, lug 16 2009 

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«Messaggi lesivi della dignità oltre che del decoro e dell’onore della persona offesa».

La Cassazione ha confermato la condanna a una donna che aveva rivelato la sua relazione alla rivale

ROMA - Tra moglie e marito…, ma non solo. Anche tra un amante e la sua ex è meglio non mettere il dito. Si rischia infatti una multa per il reato di molestie chi si prende la briga di rivelare via sms le “corna” alla (o al) rivale tradita. Poco importa se il tradimento è cosa risaputa. Chi lo riceve subisce in ogni caso una «lesione della dignità». Lo ha stabilito la Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso di una 36enne calabrese Graziella A., condannata dal Tribunale di Castrovillari per molestie in danno di Franca M. con una multa di 300 euro, sospesa con la condizionale.

In effetti, rileva la prima sezione penale nella sentenza 28852, Graziella aveva inviato soltanto 5 messaggini a Franca M. dal 29 al 31 luglio 2007. Sms in cui Graziella faceva riferimento alla relazione sentimentale da lei intrattenuta con il convivente di Franca, dal quale aveva avuto anche una figlia, riportando «asserite espressioni dell’uomo in termini sprezzanti nei confronti della compagna»….[continua...]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

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