Cassazione, no scelte razziste: “Non si può decidere il ‘colore’” mercoledì, apr 28 2010 

La procura della Suprema corte, sollecitata dall’associazione Amici dei bambini, afferma che le coppie che chiedono l’adozione non possono dirsi indisponibili a ricevere piccoli di pelle nere o di etnia non europea.

E chiede il pronunciamento delle Sezioni unite della Cassazione.

ROMA – Sollecitata da un esposto dell’associazione Amici dei bambini, la procura generale della Cassazione afferma che le coppie intenzionate a chiedere in adozione uno o più bambini non possono dirsi indisponibili a ricevere bimbi di pelle nera o di etnia non europea.

La procura della Suprema Corte ha espresso questo orientamento innanzi alle Sezioni Unite, che dovranno prendere posizione al più presto…[continua...]

Da La Repubblica   la notizia qui

Verbali di Ispezione lunedì, apr 26 2010 

La Corte di Cassazione con Sentenza n. 8335 del 8 Aprile 2010 ha stabilito che il verbale redatto dall’ispettore del lavoro o dal funzionario dell’Istituto Previdenziale, econtenente i fatti che sono avvenuti in sua presenza, fanno prova fino a querela di falso.

Mentre, le circostanze apprese in conseguenza di acquisizione di documenti saranno valutate dal giudice che può considerarle prove sufficienti dei fatti riportati nel verbale nel caso in cui sia convinto dell’effettiva sussistenza degli addebiti mossi dall’ispettore.

Da Studio Ciocioni   la notizia qui

Matrimoni gay, no della Consulta ai ricorsi “Materia che spetta solo al legislatore” mercoledì, apr 14 2010 

La Corte costituzionale ha respinto come inammissibili e infondate le istanze arrivate da Venezia e Trento. I giudici hanno fatto riferimento alla “discrezionalità del legislatore”.

ROMA – La Corte costituzionale ha respinto come inammissibili e infondati i ricorsi sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nelle motivazioni la Consulta fa riferimento alla discrezionalità del legislatore: i giudici hanno in sostanza ritenuto che la trattazione della materia spetta soltanto al Parlamento.

A sollevare il caso davanti alla Consulta erano stati il tribunale di Venezia e la Corte d’appello di Trento nell’ambito di distinte cause intraprese da tre coppie omosessuali contro il rifiuto loro opposto dall’ufficiale di Stato civile dei comuni di residenza di fare le pubblicazioni matrimoniali da loro richieste. La Corte aveva iniziato ad esaminare il caso nell’udienza pubblica del 23 marzo scorso, ma aveva rinviato la decisione a dopo le festività pasquali…[continua...]

Da La Repubblica   la notizia qui

Non si può licenziare il lavoratore che per scioperare non fa lavorare i colleghi giovedì, apr 8 2010 

Cass. Sez. lavoro sentenza n. 7518/20210

La Cassazione ha spiegato che non va licenziato il lavoratore in sciopero che impedisce ai colleghi non scioperanti di andare al lavoro.

Infatti anche se tale comportamento compromette l’altrui diritto all’espletamento della prestazione lavorativa, non lede il rapporto fiduciario che lega il lavoratore all’azienda e la sanzione del licenziamento risulta eccessiva.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Frasi offensive su “Facebook”: corretto il risarcimento alla persona offesa martedì, apr 6 2010 

Il Tribunale di Monza della Sezione IV Civile, con la recente sentenza 2 marzo 2010, n. 770, ha stabilito che colui il quale lede la reputazione, l’onore o il decoro di una persona tramite l’invio di un messaggio del social network “Facebook” è obbligato al risarcimento del danno.

Questa la vicenda sottoposta al Tribunale di Monza: una giovane donna, portatrice di una particolare tipologia di strabismo, definita “esotropia congenita”, entra in contatto con un giovane attraverso il più famoso social network “Facebook”.

I due intraprendono una relazione sentimentale, ma il giovane, stufo delle continue ed eccessive attenzioni della donna, decide di porre fine al rapporto con un messaggio, visibile da altri utenti, tramite “Facebook”.

Nel citato messaggio il ragazzo non solo la offende sull’aspetto fisico e sulla particolare tipologia di strabismo, ma ne rende noti i gusti sessuali, ledendo la sua reputazione, l’onore ed il decoro.

La donna decide di citare in giudizio il ragazzo, chiedendo il risarcimento del danno morale soggettivo o, comunque, del danno non patrimoniale, conseguente alla lesione subita…[continua...]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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