La determinazione della retribuzione dell’impiegato dipendente di una pubblica amministrazione, in base alle risultanze del cartellino di presenza, non costituisce atto pubblico Venerdì, Mar 14 2008 

ks11410.jpg

La determinazione della retribuzione dell’impiegato dipendente di una pubblica amministrazione, in base alle risultanze del cartellino di presenza, non costituisce atto pubblico – Ai fini penali –

Il rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti, a seguito della disciplina introdotta con il decreto legislativo n. 165 del 2001, ha assunto connotazioni privatistiche. Ne deriva che non può rientrare nella nozione di “atto pubblico” oggetto di tutela penale un’attività della pubblica amministrazione relativa alla gestione del rapporto con il dipendente, come la determinazione della retribuzione in base alle risultanze del cartellino di presenza. La non veridicità di tale determinazione, per effetto di irregolari annotazioni su tale cartellino, non configura falso in atto pubblico.

L’atto infatti viene posto in essere dall’organo amministrativo con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro ed è destinato ad operare esclusivamente nell’ambito delle paritetiche posizioni contrattuali delle parti (Cassazione Sezione Quinta Penale n. 9045 del 28 febbraio 2008, Pres. Nardi, Rel. Ferrua).

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Il cessionario di un ramo d’azienda non può dar corso ad una procedura di riduzione del personale avviata in precedenza dal cedente Mercoledì, Mar 12 2008 

sha0018.jpg

IL CESSIONARIO DI UN RAMO D’AZIENDA NON PUO’ DAR CORSO AD UNA PROCEDURA DI RIDUZIONE DEL PERSONALE AVVIATA IN PRECEDENZA DAL CEDENTE – In base alla legge n. 223 del 1991 (Cassazione Sezione Lavoro n. 4334 del 20 febbraio 2008, Pres. Mattone, Rel. Miani Canevari).

Nell’aprile del 1996 la società Italcatering ha avviato, in base alla legge n. 223 del 1991, una procedura di riduzione del personale comunicando alle organizzazioni sindacali l’intenzione di licenziare 75 dipendenti.

La procedura si è conclusa il 6 giugno 1996 senza che l’azienda abbia raggiunto un accordo con i sindacati. Con effetto dal 1 luglio 1996 l’Italcatering ha ceduto alla società Sir il ramo di azienda interessato dalla annunciata riduzione di personale. Il 13 agosto 1996 la cessionaria ha effettuato il licenziamento del personale addetto al ramo d’azienda trasferitole, facendo riferimento alla procedura svolta in precedenza dalla Italcatering. Antonio R. ed altri lavoratori licenziati hanno impugnato i licenziamenti davanti al Pretore di Roma, sostenendo che alla Sir non era consentito avvalersi delle procedure in precedenza svolte dalla Italcatering.

Il Pretore ha ritenuto inefficaci soltanto due licenziamenti mentre ha respinto le domande proposte dagli altri lavoratori. Questa decisione è stata riformata, in grado di appello, dal Tribunale di Roma che ha dichiarato inefficaci tutti i licenziamenti, ha ordinato la reintegrazione dei lavoratori licenziati ed ha condannato l’azienda al risarcimento del danno in base all’art. 18 St. Lav…[continua...]

Da Legge e Giustizia    la notizia qui

Cirio: a giudizio Cragnotti, Fiorani e Geronzi Martedì, Set 25 2007 

Andranno alla sbarra per bancarotta fraudolenta con altri 32 imputati. Il processo comincerà il 14 marzo prossimo.

MILANO - Dopo oltre un anno di udienze l’inchiesta sul crac del gruppo Cirio è giunta alla conclusione. Il giudice Barbara Callari ha disposto il rinvio a giudizio dell’ex patron del gruppo, Sergio Cragnotti, del presidente di Capitalia e del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, Cesare Geronzi, dell’ex ad dell’allora Banca Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani e di altri 32 imputati tranne gli esponenti del gruppo Sanpaolo. Saranno processati per bancarotta fraudolenta per il crac del gruppo Cirio che nel 2003 fece andare in default obbligazioni per 1.125 miliardi di euro emesse fra il 2000 e il 2002. Il processo comincerà il 14 marzo prossimo davanti alla prima sezione penale del Tribunale.

GLI ALTRI A PROCESSO - Rinviati a giudizio anche i familiari di Cragnotti, i figli Andrea, Elisabetta e Massimo, il genero Filippo Fucile, e la moglie Flora Pizzichemi. Prosciolti invece dalle accuse, nove imputati tra cui gli ex dirigenti del San Paolo Imi, Rainer Masera, Massimo Mattera e Luigi Maranzana. Assolto l’unico imputato che aveva fatto ricorso al rito abbreviato, Antonio Petrucci ex componente del collegio sindacale di Cirio holding. Il gup ha accolto le richieste di rinvio a giudizio fatte dalla Procura nel maggio di due anni fa e ribadite prima dell’estate nella requisitoria pronunciata dai pubblici ministeri nel corso dell’udienza preliminare.

Da Corriere della Sera   la notizia qui

Processo Parmalat, rinvii a giudizio per Tanzi, Tonna e Geronzi Giovedì, Lug 26 2007 

parmalat_crisi_169x126.jpg

Danni morali, rimborsi per 40 milioni ai risparmiatori.

L’ex patron Calisto Tanzi e Fausto Tonna, ex numero uno e direttore finanziario della Parmalat, uno dei registi dei bilanci truccati, sono stati rinviati a giudizio per bancarotta fraudolenta nell’ambito del filone principale del processo sul crac da 14 miliardi dell’azienda alimentare. L’imputazione per Tanzi è per i reati di associazione a delinquere e concorso in bancarotta fraudolenta. Proscioglimento per alcuni capi e sottocapi d’accusa, quale ad esempio l’associaziazione a delinquere riferita alla quotazione in Borsa. Il dibattimento inizierà in aula il 14 marzo 2008. Questo l’esito dell’ultima udienza preliminare, raccolta in un documento di 508 pagine, che si è svolta a Parma. Rinvio a giudizio anche per Cesare Geronzi, neo presidente del consiglia di sorveglianza di Mediobanca e numero uno di Capitalia, imputato per bancarotta e usura nel filone Ciappazzi del procedimento (gli altri due sono Parmalat e Parmatour), che nel febbraio 2006 gli era costato un’interdizione di due mesi.

Il gup Domenico Truppa ha mandato a giudizio 66 imputati in tutto: 23 riguardano Parmalat, 32 il filone del turismo, 8 Capitalia, 2 la truffa riguardante l’Emilia Romagna Factor e 1 il caso Ributti. Alcuni imputati, come Calisto Tanzi, sono stati rinviati a giudizio per più di un filone d’inchiesta. Nove invece i proscioglimenti: per lo più si tratta di imputati, come l’ex numero uno del Monte Paschi Siena, Carlo Zini, che si erano occupati dello sbarco in Borsa che il giudice non ha ritenuto operazione dolosa. Ratificati infine, come da previsione, i 16 patteggiamenti per cui i Pm avevano già dato il proprio consenso….[continua...]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Il fallimento non è un buon motivo per non mantenere la ex Lunedì, Giu 18 2007 

fallimento.jpg

Non è un buon motivo, per non mantenere la ex moglie e i figli, invocare il fallimento e il dissesto economico. Un padre giovane e sano deve comunque trovarsi un’altra occupazione e prendersi le sue responsabilità. Altrimenti rischia una condanna penale.

È quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 23086 del 13 giugno 2007.

Da Cassazione.net  la notizia qui

Parmalat, Tanzi non può patteggiare Venerdì, Giu 1 2007 

tanzi.jpg

Rischia una condanna massima a cinque anni, ma prescrizione e indulto la azzereranno.

MILANO: L’onore è salvo ma la sostanza rimane invariata: il processo Parmalat, penalmente, è comunque destinato a finire nel nulla. Ieri il presidente della seconda sezione del tribunale, Luisa Ponti, con un piccolo colpo di scena ha respinto le richieste di patteggiamento che tanto scandalo avevano suscitato, avanzate nelle scorse udienze dalla maggior parte degli imputati, Callisto Tanzi compreso. Esultano vittoriose le parti civili che parlano di una «figuraccia internazionale» evitata.

Gongolano mogi i legali delle difese (e vedremo perchè). Masticano amaro i pubblici ministeri che pure avevano caldeggiato i patteggiamenti avanzando, un mese fa, una contestazione supplettiva per riaprire i giochi processuali e dare così la possibilità alle difese di fare le loro richieste. «Quella del tribunale - si limita a dire il pm Francesco Greco - è una decisione tecnica che si basa su precedenti pronunce della Cassazione e quindi non si può dire nulla nel merito»….[continua...]

Da La Stampa   la notizia qui