Il licenziamento del dirigente è sempre legittimo se non arbitrario o pretestuoso venerdì, set 24 2010 

Basta poco a incrinare il rapporto preferenziale, cioè quell’investimento di fiducia che il datore ha fatto nei confronti del dirigente rispetto alle mansioni affidate e agli obiettivi da raggiungere.

Basta poco, quindi, a far scattare il licenziamento. È sufficiente, infatti, la cosiddetta «giustificatezza» contrattuale del recesso: ossia quel criterio di valutazione più ampio della giusta causa o del giustificato motivo che la legge pone come condizione di un licenziamento legittimo. In pratica, si tratta di un principio che esclude ovviamente il licenziamento arbitrario o pretestuoso ma afferma la sufficienza di un motivo ragionevole.
Così la Cassazione con la sentenza 18998/10 ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare di un dirigente, dopo che era stata correttamente accertata sia la natura dirigenziale delle sue mansioni che il requisito della “giustificatezza” del recesso, cioè la non arbitrarietà.

Sul punto, infatti, la sezione lavoro ha richiamato un importante precedente di legittimità (la sentenza 15496/08) secondo cui «la nozione di giustificatezza del licenziamento del dirigente, per la particolare configurazione del rapporto di lavoro dirigenziale, non si identifica con quella di giusta causa o giustificato motivo ex articolo 1 della legge 604/66, potendo rilevare qualsiasi motivo, purché apprezzabile sul piano del diritto, idoneo a turbare il legame di fiducia con il datore».

In pratica, si tratta di ragioni che non richiedono l’analitica verifica di specifiche condizioni ma una globale valutazione che esclude l’arbitrarietà e la pretestuosità del licenziamento.

Da La Stampa    la notizia qui

Infortunio in itinere e uso del mezzo proprio giovedì, set 9 2010 

La Corte di Cassazione con Sentenza n. 17752 del 29 Luglio 2010 ha stabilito che, ai fini del riconoscimento dell’infortunio in itinere, è necessario che l’uso del mezzo proprio sia strettamente necessario, cioè senza un’alternativa reale di mezzi pubblici.

Da Studio Ciocioni   la notizia qui

Demansionamento e Risarcimento del Danno giovedì, mag 20 2010 

La Corte di Cassazione con Sentenza n. 8893 del 14 Aprile 2010 ha stabilito che in caso di accertato demansionamento professionale del lavoratore, il giudice di merito può desumere l’esistenza del relativo danno, determinandone anche l’entità, con processo logico-giuridico attinente alle prove presentate, anche presuntive, in base agli elementi di fatto relativi alla qualità e quantità dell’esperienza lavorativa pregressa, al tipo di professionalità colpita, alla durata del demansionamento, all’esito finale della dequalificazione e alle altre circostanze del caso concreto.

Inoltre, la Corte ha specificato che costituisce credito di lavoro non solo quello retributivo, ma ogni credito che sia in diretta relazione causale con il rapporto di lavoro e, quindi, anche il credito per il risarcimento dei danni cagionati al lavoratore dall’inadempimento della società datrice di lavoro.

Infine, la Corte ha precisato che la nozione di giustificatezza del licenziamento si distingue da quella di giustificato motivo e consiste nell’assenza di arbitrarietà o, per controverso, nella ragionevolezza del provvedimento che lo dispone, da correlare alla presenza di valide ragioni di cessazione del rapporto.

Da Studio Ciocioni   la notizia qui

Verbali di Ispezione lunedì, apr 26 2010 

La Corte di Cassazione con Sentenza n. 8335 del 8 Aprile 2010 ha stabilito che il verbale redatto dall’ispettore del lavoro o dal funzionario dell’Istituto Previdenziale, econtenente i fatti che sono avvenuti in sua presenza, fanno prova fino a querela di falso.

Mentre, le circostanze apprese in conseguenza di acquisizione di documenti saranno valutate dal giudice che può considerarle prove sufficienti dei fatti riportati nel verbale nel caso in cui sia convinto dell’effettiva sussistenza degli addebiti mossi dall’ispettore.

Da Studio Ciocioni   la notizia qui

Non si può licenziare il lavoratore che per scioperare non fa lavorare i colleghi giovedì, apr 8 2010 

Cass. Sez. lavoro sentenza n. 7518/20210

La Cassazione ha spiegato che non va licenziato il lavoratore in sciopero che impedisce ai colleghi non scioperanti di andare al lavoro.

Infatti anche se tale comportamento compromette l’altrui diritto all’espletamento della prestazione lavorativa, non lede il rapporto fiduciario che lega il lavoratore all’azienda e la sanzione del licenziamento risulta eccessiva.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Può essere licenziato chi invia troppi sms dal cellulare aziendale mercoledì, mar 24 2010 

Cass. sez. lav. Sentenza n. 5546/2010

La Cassazione ha affermato che anche l’abuso di invio di sms privati può portare alla perdita del posto di lavoro, infatti è stato spiegato che:”il fatto che l’abuso del cellulare di servizio avvenga con l’invio di sms e non con telefonate non esclude l’inadempimento perche’ con l’espressione traffico si intendono comprese tutte le possibili modalita’ di utilizzo dell’apparecchio”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Il lavoratore demansionato merita il risarcimento morale venerdì, mar 5 2010 

Cass. Sez. Unite sentenza n. 4063/2010.

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno affermato che i danni da demansionamento vanno risarciti infatti nella sentenza si legge:”l’esistenza del demansionamento e’ stata accertata dai giudici di merito in base ad una ricostruzione puntuale dei compiti affidati al dipendente dopo la sua assegnazione alla sede della direzione provinciale sino alla cessazione del rapporto per pensionamento”.

Sarebbe oltretutto emersa la “sostanziale privazione di mansioni” ai danni del lavoratore che, per “caratteristiche, durata, gravità e frustrazione professionale”, e’ stata esattamente identificata “negli aspetti di vissuta e credibile mortificazione derivanti dalla situazione lavorativa in cui si trovò ad operare”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Collegato lavoro: dall’apprendistato al ritorno dello staff leasing le novità del collegato lavoro giovedì, mar 4 2010 

C’è di tutto di più nel collegato Lavoro, sbarcato, in quarta lettura, a Palazzo Madama. Nel provvedimento, lievitato dagli iniziali 9 articoli del settembre 2008 agli attuali 50, trovano spazio norme di contenuto assai eterogeneo: dalla nuova possibilità per un 15enne di entrare in azienda come apprendista, ai certificati di malattia on line, alla possibilità di impugnare un provvedimento di licenziamento, anche in sede stragiudiziale.

Tra le novità in arrivo, il ritorno dello staff leasing, la revisione della disciplina pensionistica sui lavori usuranti, il riordino delle sanzioni in materia di orario di lavoro e di sommerso.

Nel corso del passaggio alla Camera, sono, invece, saltati i limiti al riscatto dei periodi di congedo di maternità fuori del rapporto di lavoro e la norma sui direttori scientifici.

Confermata, invece, la mini riforma di conciliazione e arbitrato nelle controversie di lavoro e un vero e proprio “condono” su alcuni contenziosi pendenti per mancate trasformazioni di rapporti precari in posti a tempo indeterminato: il datore di lavoro pagherà al lavoratore un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 e un massimo di 6 mensilità di retribuzione…[continua...]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Licenziamenti, arriva la legge per aggirare l’articolo 18 mercoledì, mar 3 2010 

Previsto un arbitrato invece del giudice per risolvere le controversie fra lavoratori e datori di lavoro. La Cgil: “E’ peggio che nel 2002″.

ROMA – Aggirare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello che tutela dal licenziamento senza giusta causa, e anche altre norme della nostra legislazione sul lavoro.

Ma senza dirlo, almeno direttamente. La nuova legge sul processo del lavoro presentata dal governo è ormai a un passo dall’approvazione: questa settimana dovrebbe concluderne l’esame la Commissione Lavoro di Palazzo Madama, subito dopo sarà l’Aula a dare il via libera definitivo dopo quasi due anni di navetta tra Camera e Senato.

In quel testo (il disegno di legge 1167-B) c’è scritto che le controversie tra il datore di lavoro e il suo dipendente potranno essere risolte anche da un arbitro in alternativa al giudice: o l’uno o l’altro. Un cambiamento radicale rispetto alla tradizione giuridica italiana, dove c’è sempre stata una forte diffidenza nei confronti dei lodi arbitrali di stampo anglosassone…[continua...]

Da La Repubblica    la notizia qui

Scuola: incostituzionale la legge che fissa un limite massimo agli insegnanti di sostegno martedì, mar 2 2010 

Sentenza della Corte Costituzionale del 26 febbraio 2010 n. 80 

È incostituzionale la Legge finanziaria 2008, nella parte in cui fissa un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno ed esclude la possibilità di assumere insegnanti di sostegno in deroga, in presenza nelle classi di studenti con disabilità grave, una volta esperiti gli strumenti di tutela previsti dalla normativa vigente…[continua...]

Da Eius    la notizia qui

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