Fornero denunciata per mobbing sociale: arriva la ribellione di 191 esodati lunedì, lug 15 2013 

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Arriva la denuncia contro l’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero per mobbing sociale. Tutto questo perché la Riforma delle Pensioni, secondo la Ragioneria di Stato, ha prodotto 314.576 esodati, di cui solo 130mila sono stati salvaguardati nel raggiungimento della pensione.

La denuncia parla di risarcimento dovuto e di danno psicologico da patema d’animo. E i tutelati non se la sono vista benecontinua a leggere

Da Signoraggio.it

Ordinanza del Tribunale di Milano, Dott.ssa Ravazzoni, del 8 maggio 2013 lunedì, lug 15 2013 

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Interessante Ordinanza del Tribunale di Milano, Dott.ssa Ravazzoni, del 8 maggio 2013.

Il Giudice, a scioglimento della riserva, rilevato che già nel ricorso la difesa del lavoratore ha anticipato di non essere in possesso del regolamento della Cooperativa, atto indispensabile per individuare il CCNL applicabile, di aver fatto domanda di accesso agli atti presso la Direzione Territoriale di Lavoro al fine di ottenere tale regolamento, ha chiesto al giudice di ordinarne l’esibizione in giudizio e ha svolto domanda di pagamento di differenze retributive quantificate in base al CCNL Multiservizi ma altresì specificando “o alla diversa somma ritenuta di giustizia”.

Rilevato, pertanto, che l’indicazione dei diversi importi calcolati sulla base del CCNL indicato nel regolamento prodotto (CCNL Terziario Autonomo Avanzato) non costituisce domanda nuova bensì solo modifica nel quantum sulla base di un parametro fornito da controparte solo in udienza.

PQM acquisisce il conteggio prodotto da parte ricorrente e autorizza la modifica delle domande secondo gli importi nello stesso indicati

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Tribunale di Bergamo: ordinanza del 20 giugno 2013 – illegittimità del licenziamento (rito Fornero) lunedì, lug 8 2013 

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Tribunale di Bergamo, ordinanza del 20 giugno 2013, Giudice Dott.ssa Troisi

Il licenziamento è illegittimo per la mancata previa contestazione degli addebiti, ma anche perché sproporzionato bella sostanza. Infatti il fatto verificatosi se verificatosi) avrebbe dovuto comportare la sanzione della multa o al più della sospensione – secondo un canone di logica ed anche rapportandosi alle previsioni del CCNL. Secondo il CCNL il provvedimento espulsivo è possibile al verificarsi di casi particolarmente gravi quali condanne penali, assenze ingiustificate prolungate per oltre cinque giorni, furto o danneggiamento volontario del materiale aziendale e simili.

Anche secondo la nuova legge Fornero tutto ciò comporta la tutela della reintegra, del pagamento delle retribuzioni medio tempore non percepite (con il minimo di cinque) e la detrazione dell’aliunde perceptum…. …..

Il Tribunale di Bergamo accoglie il ricorso e dichiara illegittimo il licenziamento intimato e per l’effetto condanna la società resistente alla reintegrazione del ricorrente nel posto di lavoro e al risarcimento del danno nella misura delle retribuzioni globali di fatto dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione (non in misura inferiore a cinque mensilità)…

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Ordinanza Tribunale di Milano: Legge Fornero giovedì, lug 4 2013 

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Tribunale di Milano, ordinanza del 25 Marzo 2013, Giudice Dott. Casella

Si deve ritenere che, a decorrere dal 18 luglio 2012, debbono essere proposte secondo il nuovo rito tutte le impugnazioni giudiziali di licenziamenti, anche quelle relative a licenziamenti intimati prima di quella data, e tuttavia a condizione che si applichi il regime previsto dal testo dell’art. 18 precedente alla novella del 2012…

….l’esempio più notevole, in proposito, è costituito dal licenziamento orale intimato prima del 18 luglio 2012 da un datore di lavoro che occupava meno di 16 dipendenti: non rientrando tale fattispecie di licenziamento illegittimo nella sfera di applicabilità dell’art. 18 della legge 300 del 1970 nel testo vigente all’epoca del compimento dell’atto, la sua impugnazione, diretta ad ottenere la tutela di diritto comune, deve essere proposta seguendo la disciplina dettata dagli art. 409 ss c.p.c. a nulla rilevando il fatto che, a seguito della novella del 2012, quella fattispecie dia luogo, oggi, all’applicazione di una delle tutele previste dall’art. 18…

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Danno esistenziale esiste, ma può esser incluso nel danno biologico mercoledì, lug 3 2013 

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Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 04.06.2013 n° 14017

Con la sentenza n. 14017/2013 la Corte di Cassazione nel confermare la sentenza della Corte di Appello di Catania fornisce un altro importante contributo in tema di quantificazione e risarcimento del danno esistenziale.

Il caso è quello di un dipendente di una società soggetto a diverse sanzioni disciplinari e per ultimo a licenziamento per giusta causa per motivazioni che la Corte territoriale ritiene infondate per mancanza di idonei elementi probatori, di conseguenza l’organo giudiziario dichiara illegittimi tutti i provvedimenti della società…continua a leggere

Da Altalex

La contestazione dell’addebito disciplinare deve esprimersi nell’attribuzione di fatti precisi mercoledì, lug 3 2013 

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Cassazione Sezione Lavoro n. 15006 del 14 giugno 2013

Costituisce onere del datore di lavoro che esercita il potere disciplinare quello di fornire, nella previa contestazione dell’addebito, l’indicazione degli elementi di fatto che consentono di evidenziare il significato univoco dell’addebito stesso, sicché tale necessaria contestazione deve esprimersi nell’attribuzione di fatti precisi dai quali possa derivare una responsabilità del lavoratore al fine di consentire a quest’ultimo un’idonea e piena difesa…continua a leggere

Da Legge e Giustizia

Il licenziamento per scarso rendimento è possibile in caso di evidente violazione dell’obbligo di diligente collaborazione mercoledì, giu 26 2013 

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Cassazione Sezione Lavoro n. 14758 del 12 giugno 2013.

Ricorre l’ipotesi del licenziamento per scarso rendimento qualora sia risultato provato sulla scorta della valutazione complessiva dell’attività resa dal lavoratore ed in base agli elementi dimostrati dal datore di lavoro, una evidente violazione della diligente collaborazione dovuta dal dipendente – ed a lui imputabile – in conseguenza dell’enorme sproporzione tra gli obiettivi fissati dai programmi di produzione dei lavoratori e quanto effettivamente realizzato nel periodo di riferimento, avuto riguardo al confronto dei risultanti dati globali ad una media di attività fra i vari dipendenti ed indipendentemente dal conseguimento di una soglia minima di produzione…continua a leggere

Da Legge e Giustizia

Licenziamento per superamento del periodo di comporto e mobbing giovedì, giu 20 2013 

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Con sentenza n. 14643 del 11 giugno 2013, la Cassazione ha affermato che è illegittimo il licenziamento del dipendente per il superamento del periodo di comporto se la malattia (frequenti stati depressivi, ansie e crisi di panico) è dipeso dal mobbing subìto all’interno dell’azienda…la sentenza integrale la trovi qui

Da Dpl Modena

Il mobbing è una condotta persecutoria lesiva della salute e della personalità del dipendente giovedì, giu 20 2013 

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Cassazione dell’11 giugno 2013

Per mobbing si intende comunemente una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l’emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità…continua a leggere

Da Legge e Giustizia

 

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo venerdì, giu 14 2013 

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Con sentenza n. 299/13 il Tribunale di Milano, Giudice Dott.ssa Eleonora Porcelli, ha stabilito che “il ricorso è fondato e merita accoglimento. Il ricorrente è stato licenziato per giustificato motivo oggettivo, consistente nella pretesa perdita dell’appalto presso il quale il lavoratore era addetto. E’ noto che l’onere della prova relativa alla sussistenza del giustificato motivo addotto a fondamento del licenziamento, nonchè relativa all’impossibilità di ricollocare utilmente il lavoratore in azienda incombe sul datore di lavoro. Nel caso di specie il ricorrente ha contestato l’impossibilità di essere ricollocato presso uno degli altri appalti della società convenuta.

La convenuta, non costituitasi nel presente giudizio nonostante la rituale instaurazione del contraddittorio, non ha assolto all’onere probatorio che le incombeva, con la conseguenza che il licenziamento intimato al ricorrente deve essere dichiarato illegittimo”.

Studio Legale Associato Mei & Calcaterra

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