L’infedeltà teorica rende nulle le nozze martedì, nov 9 2010 

La donna perde l’assegno: aveva ammesso con il futuro marito di ritenere la fedeltà insignificante per il rapporto.

ROMA – Guai a manifestare al futuro coniuge intenzioni «libertine». Sebbene possano essere considerate al passo con i tempi e in linea con la «laicità» di una coppia, il rischio è che siano tutt’altro che in accordo con i cardini della religione cattolica. E sì, perché una sentenza del massimo organo giurisprudenziale del nostro Paese getta un’ombra funesta su chiunque faccia sfoggio di lealtà pre-nuziale manifestando apertamente il proprio pensiero, magari quando l’ancor tanto sentita cerimonia in chiesa non è stata ancora celebrata e il fatidico «sì» che dovrà essere pronunciato davanti a un sacerdote è lungi dal venire, non si prospetta dietro l’angolo: la Cassazione ha infatti respinto il ricorso della donna mettendo così il sigillo definitivo alla sentenza con la quale, la Corte d’appello di Bologna, aveva dichiarato l’efficacia per la legge italiana del verdetto di nullità di un matrimonio emesso dal tribunale regionale ecclesiastico di Modena. Motivo: lei non aveva fatto mistero, nemmeno al futuro marito, di ritenere la fedeltà un elemento di nessun rilievo per mantenere intatta l’indissolubilità del legame.

L’innovativo principio giuridico pone una pietra miliare nei rapporti tra coppie, al di là del fatto che essi siano stati o meno «ufficializzati» con la loro firma e quella dei testimoni nel registro parrocchiale. La sentenza numero 22677 della prima sezione civile della Suprema Corte non lascia adito a dubbi interpretativi: il tribunale rotale aveva accertato «l’esclusione da parte della moglie di uno dei “bona matrimoni” (appunto, l’obbligo della fedeltà) e a nulla era servito il fatto che «il marito era a conoscenza di detta riserva». Era scattata la nullità del vincolo. E le toghe con l’Ermellino hanno recepito in pieno il verdetto. Sposandolo. Perché non può che essere così in conseguenza del Concordato…[continua...]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

La misura dell’assegno divorzile va commisurata ai futuri miglioramenti dell’onerato martedì, lug 20 2010 

Cassazione, sentenza 23.6.2010 n. 15212.

Con sentenza del 7.02-2.07.2003, il Tribunale di Roma dichiarava lo scioglimento del matrimonio contratto il (OMISSIS) dal ricorrente B.C. e da M.M., affidava al primo il figlio P. (nato il (OMISSIS)) e la figlia secondogenita Ca. (nata il (OMISSIS)) alla M., alla quale assegnava la casa familiare ed attribuiva, con decorrenza dalla pronuncia, l’importo mensile, aggiornabile dal febbraio 2004, di complessivi Euro 660,00, di cui Euro 260,00 quale assegno divorzile ed Euro 400,00, da integrare con il rimborso del 50 % delle spese straordinarie, quale contributo per il mantenimento della figlia affidatale.

Con sentenza del 7.12.2005 – 8.02.2006, la Corte di appello di Roma respingeva il gravame del B., che condannava al pagamento delle spese del grado…[continua...]

Da La Previdenza   la notizia qui

Vanno risarciti i danni per il mancato matrimonio martedì, mag 11 2010 

Cass. sez. civ. sentenza n. 9052/2010.

La Corte di Cassazione ha stabilito che “lo scioglimento di una promessa di matrimonio” è una ”espressione del diritto fondamentale della libertà di contrarre matrimonio con la conseguenza che il recesso, anche senza giustificato motivo, non potrà mai considerarsi condotta antigiuridica”

Tuttavia rompere il matrimonio senza giusto motivo comporta che: ”la promessa di matrimonio obbliga il promettente che senza giusto motivo ricusi di eseguirla a risarcire il danno cagionato all’altra parte”. 

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Matrimoni gay, no della Consulta ai ricorsi “Materia che spetta solo al legislatore” mercoledì, apr 14 2010 

La Corte costituzionale ha respinto come inammissibili e infondate le istanze arrivate da Venezia e Trento. I giudici hanno fatto riferimento alla “discrezionalità del legislatore”.

ROMA – La Corte costituzionale ha respinto come inammissibili e infondati i ricorsi sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nelle motivazioni la Consulta fa riferimento alla discrezionalità del legislatore: i giudici hanno in sostanza ritenuto che la trattazione della materia spetta soltanto al Parlamento.

A sollevare il caso davanti alla Consulta erano stati il tribunale di Venezia e la Corte d’appello di Trento nell’ambito di distinte cause intraprese da tre coppie omosessuali contro il rifiuto loro opposto dall’ufficiale di Stato civile dei comuni di residenza di fare le pubblicazioni matrimoniali da loro richieste. La Corte aveva iniziato ad esaminare il caso nell’udienza pubblica del 23 marzo scorso, ma aveva rinviato la decisione a dopo le festività pasquali…[continua...]

Da La Repubblica   la notizia qui

Si deve comunque mantenere il figlio che non è proprio fino alla sentenza di disconoscimento lunedì, mar 15 2010 

Cass. sez. pen. sentenza n. 8998/2010.

La Corte di Cassazione ha affermato che l’obbligo del mantenimento dura fino a quando “la paternita’ non sia disconosciuta nelle forme di legge, ossia fino a quando non sia passata in giudicato la sentenza del giudice civile che accolga la domanda giudiziale”.

E questo vale anche se si scopre che il figlio non è il nostro. Secondo Cassazione “non e’ in facolta’ dell’obbligato sostituire la somma di denaro, mensilmente dovuta, con cose o beni che, a suo avviso, meglio corrispondono alle esigenze del minore beneficiario: l’utilizzo in concreto della somma versata compete in fatti al coniuge affidatario il quale, propro per tale sua qualita’ gode in proposito di una limitata discrezionalita’ il cui mancato rispetto, in danno del figlio minore, puo’ trovare sanzione ricorrendo nelle condizioni”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Si offende la moglie se si insulta la suocera lunedì, set 21 2009 

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L’uomo è stato condannato a risarcire la consorte.

Cassazione 35874/2009.

Si può essere condannati al risarcimento dei danni anche se si offende la suocera (assente) durante un litigio con la propria moglie. Lo ha deciso la Cassazione con la sentenza 35874 depositata ieri.

I giudici della Suprema corte hanno respinto la richiesta del marito-genero, imputato di ingiuria e lesioni (aveva anche colpito la moglie alla bocca con una testata), di non considerare valida la querela presentata dalla donna perché ad essere ingiuriata era stata la madre e non lei.

La sentenza osserva che, anche se gli epiteti volgari erano rivolti a un altro soggetto, e per di più assente, “non vi è dubbio che ne sia derivata una lesione del decoro della stessa interlocutrice”…[continua...]

Da Cittadino Lex  la notizia qui

E’ reato negare il figlio all’ex marito per le vacanze martedì, lug 21 2009 

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Cass. VI sez. pen. sentenza n. 27995/09.

La Corte di Cassazione ha affermato che: “l’elusione dell’esecuzione del provvedimento giurisdizionale adottato in sede di separazione dei coniugi si realizza anche attraverso la mancata ottemperanza al provvedimento medesimo.

‘Eludere’, infatti, significa frustrare, rendere vane le legittime pretese altrui e ciò anche attraverso una mera omissione, che, nella specie, è consistita nel rifiuto della (…) alla quale era affidato il bambino, di far si che lo stesso trascorresse col padre il periodo di vacanza prestabilito.

L’asserito esercizio del diritto-dovere di avere agito esclusivamente nell’interesse del minire, che avrebbe manifestato indisponibilità ad allontanarsi, sia pure temporaneamente, dal suo ambiente abituale, è rimasto indimostrato. Non va, peraltro, sottaciuto che rientra nei doveri del genitore affidatario quello di favorire, a meno che sussistano contrarie indicazioni di particolare gravità, il rapporto del figlio con l’altro genitore, e ciò proprio perché entrambe le figure genitoriali sono centrali e determinanti per la crescita equilibrata del minore”.

“L’ostacolare gli incontri tra padre e figlio – precisa la Corte -, fino a recidere ogni legame tra gli stessi, può avere effetti deleteri sull’equilibrio psicologico e sulla formazione della personalità del secondo”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Pretende troppo sesso dalla moglie condannato per violenza sessuale venerdì, giu 26 2009 

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La Cassazione ribadisce che non esiste un diritto all’amplesso e conferma la reclusione del marito a sei anni e quattro mesi.

ROMA – Commette violenza sessuale e maltrattamenti il marito che costringe la moglie “a subire rapporti sessuali plurimi” anche quando la donna non ne ha assolutamente desiderio. A dirlo è una sentenza della Corte di Cassazione che conferma la condanna a sei anni e quattro mesi di reclusione per un marito di Novara che pretendeva “prestazioni sessuali” dalla moglie arrivando a minacciarla con un macete.

La terza Sezione penale con la sentenza numero 26.345 ha respinto il ricorso di un marito piemontese, condannato dalla corte d’Appello di Torino nel settembre 2008, sia per aver sottoposto a maltrattamenti la moglie, sia per violenza sessuale per averla costretta a subire rapporti sessuali oltre il desiderio della stessa…[continua...]

Da La Repubblica   la notizia qui

L’adulterio non prova che il figlio è di un altro lunedì, apr 27 2009 

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L’infedeltà della compagna non prova che il figlio è di un altro se il presunto padre si rifiuta di sottoporsi al test del DNA. ha respinto il ricorso di un giovane nei confronti del quale era stata pronunciata la dichiarazione giudiziale di paternità anche se lui lamentava il tradimento della compagna all’epoca del concepimento del bambino.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 6873 del 2009 ha respinto il ricorso di un giovane nei confronti del quale era stata pronunciata la dichiarazione giudiziale di paternità anche se lui lamentava il tradimento della compagna all’epoca del concepimento del bambino.

Da Cassazione.net   la notizia qui

Aumentano i secondi matrimoni e anche i tradimenti giovedì, apr 23 2009 

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Quello del matrimonio è un istituto in crisi. Gli italiani si sposano spesso dopo pochi mesi di fidanzamento e se qualcosa non va interrompono l’unione altrettanto in fretta. E’ nero il quadro tracciato dal presidente dell’Associazione matrimonialisti italiani (Ami), Gian Ettore Gassani,

Secondo i dati dell’istituto di statistica nel 2007 sono stati celebrati 250.360 matrimoni (4,2 ogni mille abitanti), 4.368 in più rispetto al 2006. Le prime nozze, però, risultano in diminuzione mentre aumentano le seconde e quelle successive. Le nozze tra celibi e nubili sono dimezzate in 35 anni, passando da quasi 392mila nel 1972 (il 93,5% del totale) a poco più di 217mila nel 2007 (l’86,7% del totale), i secondi matrimoni e quelli successivi sono invece in aumento: nel 2007 sono stati 33.070 (contro i 31.846 nel 2006) e rappresentano il 13,2% del totale.

Inoltre sono in continuo aumento delle separazioni. “Oggi – sottolinea l’esperto – ci si lascia in qualsiasi momento: dopo un mese, dopo un anno o dopo 30 anni. Non c’è più un periodo critico in particolare: c’è l’80enne che si separa per scappare con la giovane dall’est e la donna che tradisce a 50 o 60 anni. Il tradimento è un fenomeno che riguarda una coppia su due, è in corso un cambiamento radicale del costume”.

Il rovescio della medaglia è che gli italiani stanno diventando più tolleranti: “Parlando con i clienti ci accorgiamo che non esiste più il tabù dell’omosessualità. Non abbiamo più remore a dire in aula che la moglie o il marito è gay per ottenere il riconoscimento della separazione. Il tradimento omosessuale viene visto al pari di quello etero, non è più considerato una perversione”, spiega Gassani.

Gli italiani, poi, preferiscono sempre più spesso il rito civile: sono state 86.639 nel 2007 le nozze celebrate in questo modo (contro le 83.628 nel 2006). Sono aumentate del 50% in 15 anni e rappresentano attualmente il 34,6% del totale delle unioni. “Una scelta che dipende anche dal fatto – precisa Gassani – che per sciogliere un matrimonio religioso spesso non sono sufficienti dieci anni di pratiche. E sono diventati troppi per gli italiani”…[continua...]

Da Tiscali   la notizia qui

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