Autovelox: multe valide anche senza preavviso se gestiti dai vigili mercoledì, ott 20 2010 

Le multe inflitte dagli autovelox – purché siano gestiti direttamente dalla polizia municipale – sono sempre valide, anche se il rilevatore è installato a sorpresa, senza preavviso né notifica.

Non vale quindi per i vigili urbani l’obbligo in vigore per gli apparecchi collocati dai prefetti, che devono essere pubblicati in un elenco. La brutta notizia, per gli automobilisti che spingono sull’acceleratore, viene da una recente sentenza della Cassazione (21091/2010) che ha bocciato il ricorso di un conducente calabrese contro il Comune di Stignano.

Associazioni e cittadini da anni lamentano casi di scarsa trasparenza nelle modalità con cui vengono collocati gli autovelox: secondo l’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva, il problema riguarda oltre un terzo delle segnalazioni. Si distingue il caso dei rilevatori nella Valle dell’Aniene.

Era stata denunciata la presenza di 5 apparecchi “mal segnalati” in 15 chilometri della Tiburtina Valeria e un’indagine ha dimostrato l’irregolarità di un dispositivo: è stata annullata la gestione privata dei rilevatori...[continua...]

Da Vostri Soldi   la notizia qui

Va ridotto il mantenimento se c’è da pagare il mutuo venerdì, ott 1 2010 

Cass. Sez. civ. sentenza n. 15333/2010

La Suprema Corte di Cassazione ha di recente stabilito che “è legittima la decurtazione dell’assegno di mantenimento” se “il coniuge cui spetta l’obbligo dell’assegno” sta pagando per intero “la rata del mutuo della casa coniugale” in cui vive la moglie.

Da Saranno Avvocati    la notizia qui

Il pedone è responsabile anche se l’incidente è sulle strisce pedonali venerdì, giu 18 2010 

Il pedone? È l’unico colpevole, in caso di incidente, anche se ha attraversato sulle strisce pedonali. A decretarne l’esclusiva responsabilità è il rapido attraversamento.

Parola di Cassazione (sentenza 14064/10) che ha respinto la protesta di una signora milanese, investita da un motociclista mentre attraversava sulle strisce riservate ai pedoni. La signora chiedeva di essere risarcita per le lesioni riportate.

Per la Suprema Corte, che ha negato il risarcimento dei danni, il fatto che la signora fosse sulle strisce non la esime dall’essere l’unica responsabile dell’incidente. Infatti «il pedone il quale attraversi la strada di corsa sia pure sulle apposite strisce pedonali immettendosi nel flusso dei veicoli marcianti alla velocità imposta dalla legge, pone in essere un comportamento colposo che può costituire causa esclusiva del suo investimento da parte del veicolo».

Il pedone, è l’unico colpevole se l’investitore «dimostri che l’improvvisa ed imprevedibile comparsa del pedone sulla propria traiettoria di marcia ha reso inevitabile l’evento dannoso, tenuto conto della breve distanza di avvistamento, insufficiente per operare un’idonea manovra di emergenza». In questo modo, la Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’appello di Milano, del novembre 2005.

Da La Stampa   la notizia qui

Vanno risarciti i danni per il mancato matrimonio martedì, mag 11 2010 

Cass. sez. civ. sentenza n. 9052/2010.

La Corte di Cassazione ha stabilito che “lo scioglimento di una promessa di matrimonio” è una ”espressione del diritto fondamentale della libertà di contrarre matrimonio con la conseguenza che il recesso, anche senza giustificato motivo, non potrà mai considerarsi condotta antigiuridica”

Tuttavia rompere il matrimonio senza giusto motivo comporta che: ”la promessa di matrimonio obbliga il promettente che senza giusto motivo ricusi di eseguirla a risarcire il danno cagionato all’altra parte”. 

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Frasi offensive su “Facebook”: corretto il risarcimento alla persona offesa martedì, apr 6 2010 

Il Tribunale di Monza della Sezione IV Civile, con la recente sentenza 2 marzo 2010, n. 770, ha stabilito che colui il quale lede la reputazione, l’onore o il decoro di una persona tramite l’invio di un messaggio del social network “Facebook” è obbligato al risarcimento del danno.

Questa la vicenda sottoposta al Tribunale di Monza: una giovane donna, portatrice di una particolare tipologia di strabismo, definita “esotropia congenita”, entra in contatto con un giovane attraverso il più famoso social network “Facebook”.

I due intraprendono una relazione sentimentale, ma il giovane, stufo delle continue ed eccessive attenzioni della donna, decide di porre fine al rapporto con un messaggio, visibile da altri utenti, tramite “Facebook”.

Nel citato messaggio il ragazzo non solo la offende sull’aspetto fisico e sulla particolare tipologia di strabismo, ma ne rende noti i gusti sessuali, ledendo la sua reputazione, l’onore ed il decoro.

La donna decide di citare in giudizio il ragazzo, chiedendo il risarcimento del danno morale soggettivo o, comunque, del danno non patrimoniale, conseguente alla lesione subita…[continua...]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Risarcito il cliente del conto on line se il sistema di sicurezza non è adeguato martedì, mar 23 2010 

Tribunale di Palermo – Sentenza 20 dIcembre 2009.

Due correntisti di un conto on line si sono visti sparire 6.000 euro. Era stato fatto un bonificonon autorizzato dal loro a favore di una signora russa.

I due clienti hanno chiesto il rimborso alla banca che si è rifiutata sostenendo la responsabilità dei due clienti perchè non avrebbero custodito i codici personali. Una versione che non è stata accolta dal Got del tribunale di Palermo.

Al contrario ha sostenuto che “il sistema predisposto dalla società convenuta non appare adeguato alla tecnologia esistente” e la stessa “avrebbe dovuto adottare tutte le misure di sicurezza, tecnicamente idonee e conosciute in base al progresso tecnico, a prevenire danni, come quelli verificatasi in capo agli attori”.

In base a queste considerazioni il Tribunale di Palermo ha condannato la società a risarcire i due correntisti del danno subito.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Ecopass illegittimo, la sentenza del Giudice di pace giovedì, mar 18 2010 

L’ecopass sarebbe “illegittimo”, e nelle delibere del Comune di Milano, ci sarebbe un “eccesso di potere”. Così dice la sentenza di ieri di un giudice di pace del Tribunale di Milano, che ha accolto il ricorso di un cittadino multato mesi fa.

Di ecopass, su queste pagine, avevamo scritto spesso: mai particolarmente amato dai milanesi, difficilmente però lo vedremo sparire…

Ecco alcuni passi della sentenza: il cardine che dimostrerebbe l’illegittimità dell’ecopass, è nel passo sulla disparità di trattamento…[continua...]

Da 02Blog.it    la notizia qui

Processi, arriva il mediatore civile mercoledì, mar 10 2010 

Nel nostro ordinamento arriva una nuova figura giuridica, quella della conciliazione e del mediatore civile.

E’ stato infatti pubblicato, sulla G.U. 53 del 5 marzo, l’atteso D.Lgs. 28/2010 sulla mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, in attuazione della riforma del processo civile, che enterà in vigore il 20 marzo.

In alcune materie particolarmente conflittuali la mediazione sarà obbligatoria prima di avviare un giudizio civile in tribunale.
In particolare, ciò vale per le liti in materia di condominio, locazione, per i danni provocati dal medico, per le controversie in materia di contratti bancario finanziari e assicurativi.

In tutte le altre materie la mediazione sarà rimessa a un volontaria scelta delle parti.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Vendita annullabile senza informazione sul diritto di recesso lunedì, mar 8 2010 

La direttiva 85/577/CEE non vieta che un giudice nazionale dichiari nullo il contratto porta a porta.

Corte di giustizia europea 18.12.2009.

In tutt’Europa un giudice può annullare un contratto commerciale porta a porta se il consumatore non era stato informato del suo diritto di recesso. La Corte di giustizia europea ieri ha deciso che la direttiva 85/577/CEE, per la tutela dei consumatori in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali, non vieta affatto che, a certe condizioni, l’impegno a comprare non possa essere annullato.

Il rischio era che la direttiva, pensata per proteggere i consumatori, costituisse un limite alla loro difesa da venditori disinvolti.

Come si sa, la direttiva 85/577/CEE, per la tutela dei consumatori in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali stabilisce che il consumatore ha il diritto di rescindere il proprio impegno indirizzando una comunicazione entro un termine di almeno 7 giorni dal momento in cui ha ricevuto l’informazione sul suo diritto di rescindere il contratto e secondo le modalità e condizioni prescritte dalla legislazione nazionale...[continua...]

Da Azienda Lex   la notizia qui

Spese condominiali: il nuovo condomino non è tenuto a pagare tutti gli oneri pregressi lunedì, mar 1 2010 

Tribunale di Torino Sez. III civile, sentenza 19 novembre 2009, n. 7873.

L’art. 63, 2° comma, disp. attuaz. c.c., ai sensi del quale “chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato, solidalmente con questo, al pagamento dei contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente”, dev’essere interpretato nel senso che l’obbligo ivi previsto concerne unicamente l’esercizio in corso e quello precedente, pertanto sonoesclusi i “riporti” degli esercizi precedenti, il cui pagamento può essere richiesto esclusivamente al precedente proprietario dell’immobile.

Tale interpretazione, oltre ad essere fedele al dettato letterale della citata norma, trova conferma nel raffronto con l’art. 1104, ult. comma, c.c. che, relativamente gli obblighi dei partecipanti nella comunione, prevede che “il cessionario del partecipante è tenuto in solido con il cedente a pagare i contributi da questo dovuti e non versati”.

E’ evidente, infatti, che l’art. 63, 2° comma, disp. attuaz. c.c., dettata in materia di condominio, si trova in rapporto di specialità rispetto all’art. 1104, ult. comma, c.c. .

Del resto, la Cassazione ha affermato che “la responsabilità solidale dell’acquirente per il pagamento dei contributi dovuti al condominio dal venditore è limitata al biennio precedente all’acquisto, trovando applicazione l’art. 63, secondo comma, disp. att. cod. civ., e non già l’art. 1104 cod. civ., atteso che, giusta il disposto di cui all’art. 1139 cod. civ., la disciplina dettata in tema di comunione si applica (anche) al condominio solamente in mancanza di norme che (come appunto il citato art. 63) specificamente lo regolano” (cfr. in tal senso: Cass. civile 18 agosto 2005 n. 16975)…[continua...]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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