Cogne, Franzoni condannata a 16 anni lunedì, Apr 30 2007 

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La Corte, dopo una camera di consiglio durata quasi dieci ore, ha concesso all’imputata le attenuanti generiche.

TORINO Pena ridotta per Anna Maria Franzoni. La Corte d’assise e d’appello di Torino l’ha condannata alla pena di 16 anni di reclusione contro i 30 comminati in primo grado. La Corte, dopo una camera di consiglio durata quasi dieci ore, ha concesso all’imputata le attenuanti generiche[continua]

Da La Stampa la notizia

Di seguito, abbiamo pubblicato gli articoli 62 e 62 bis del codice penale che specificano cosa si intende per attenuanti comuni e attenuanti generiche 

Art. 62, codice penale, Circostanze attenuanti comuni
Attenuano il reato, quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze attenuanti speciali, le circostanze seguenti:
1) l’avere agito per motivi di particolare valore morale o sociale;
2) l’aver agito in stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui;
3) l’avere agito per suggestione di una folla in tumulto, quando non si tratta di riunioni o assembramenti vietati dalla legge o dall’Autorita’, e il colpevole non e’ delinquente o contravventore abituale o professionale, o delinquente per tendenza;
4) l’avere, nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di speciale tenuita’, ovvero, nei delitti determinati da motivi di lucro, l’avere agito per conseguire o l’avere comunque conseguito un lucro di speciale tenuita’, quando anche l’evento dannoso o pericoloso sia di speciale tenuita’ (1);
5) l’essere concorso a determinare l’evento, insieme con l’azione o l’omissione del colpevole, il fatto doloso della persona offesa;
6) l’avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso, e, quando sia possibile, mediante le restituzioni; o l’essersi, prima del giudizio e fuori del caso preveduto nell’ultimo capoverso dell’articolo 56, adoperato spontaneamente ed efficacemente per elidere o attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato.

Art. 62bis, codice penale, Attenuanti generiche
Il giudice, indipendentemente dalle circostanze prevedute nell’art. 62, puo’ prendere in considerazione altre circostanze diverse, qualora le ritenga tali da giustificare una diminuzione della pena. Esse sono considerate, in ogni caso, ai fini della applicazione di questo capo, come una sola circostanza, la quale puo’ anche concorrere con una o piu’ delle circostanze indicate nel predetto articolo 62.

COMMENTO DELLO STUDIO LEGALE: Quali siano le attenuanti generiche applicate nel caso di specie, ovvero le circostanze diverse di cui si sia tenuto conto nella quantificazione della pena, potrà sapersi esclusivamente al momento del deposito della sentenza, cioè decorsi i 90 giorni dalla lettura del dispositivo in udienza. Soltanto da tale momento, peraltro, la difesa della Franzoni potrà presentare ricorso per Cassazione, disponendo di tutti gli elementi per poter impugnare la sentenza.

Franzoni, oggi la sentenza d’Appello venerdì, Apr 27 2007 

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La Corte in Camera di Consiglio, oggi la sentenza d’Appello.

L’accusa chiede la conferma di 30 anni di carcere. La difesa: «L’assassino non indossava gli zoccoli di Annamaria»

TORINO – Poche parole, un appello ai giudici, tra le lacrime, per ribadire ancora una volta che non ha ucciso Samuele. Anna Maria Franzoni accoglie l’invito del presidente della Corte, Romano Pettenati, che al termine della contro replica dell’avvocato difensore Paola Savio ricorda ad Anna Maria che se vuole può dire qualcosa. «Volevo dire, spero che siate giusti nel giudicare. Non ho ucciso mio figlio – assicura – non gli ho fatto niente».

 Subito dopo la Corte si è riunita in camera di consiglio. Salvo colpi di scena, ormai peraltro improbabili, la sentenza è attesa per oggi e sarà letta in aula forse già nel tardo pomeriggio.

La donna accusata di aver ucciso il figlio Samuele il 30 gennaio 2002 ha assistito in aula alle controrepliche del suo avvocato, Paola Savio, e adesso attenderà la sentenza. Nelle scorse udienze, in sede di requisitoria e di replica, l’accusa tenuta dal Pg Vittorio Corsi ha chiesto la conferma della condanna a 30 anni del primo grado di giudizio mentre il difensore, nell’arringa e nelle repliche che si sono chiuse proprio oggi, ha chiesto l’assoluzione…[continua]

Da Il Corriere Della Sera  la notizia

Smarrimento bagagli:chi risarcisce il danno? venerdì, Apr 27 2007 

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Tribunale di Marsala, sez. civ. sent. 5.4.07; smarrimento del bagaglio

In ipotesi di smarrimento del bagaglio l’acquirente di un viaggio tutto compreso, oltre all’azione contrattuale nei confronti del venditore od organizzatore, può esperire un’azione risarcitoria direttamente nei confronti del vettore aereo (o di altro prestatore dei servizi acquistati con il pacchetto), tanto a titolo contrattuale, dovendosi il consumatore configurare come un terzo in favore del quale è stato stipulato il contratto o comunque “protetto” dal contratto di noleggio del velivolo e trasporto dei passeggeri, quanto in via aquiliana.

La responsabilità del vettore aereo nei confronti del viaggiatore per l’ipotesi di smarrimento del bagaglio è in ogni caso – anche laddove la prestazione sia resa nell’ambito di un pacchetto turistico regolato dal d. l.vo 111/1995 – soggetta ai limiti risarcitori previsti dalla Convenzione di Montreal e riguardanti anche il danno non patrimoniale c.d. “da vacanza rovinata”….[continua]

Da Diritto & Diritti  la notizia

Il danno alla vita di relazione rientra in quello biologico venerdì, Apr 27 2007 

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Niente valutazione autonoma per il danno esistenziale. Rientra nel danno biologico.

È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che, con la sentenza 9514 del 20 aprile 2007, ha respinto il ricorso di una ragazza che, dopo una caduta in motorino a causa di una buca nella strada, aveva battuto la testa ed aveva sviluppato una psicopatologia, una ipersessualità, che aveva totalmente compromesso la sua vita sentimentale. Infatti la giovane aveva bisogno di continua assistenza perché era solita “spogliarsi in pubblico per poi concedersi a chiunque”.

Da Cassazione.net  la notizia

Nullo verbale di eccesso di velocità senza indicazione detrazione tolleranza apparecchio rilevamento giovedì, Apr 26 2007 

eccesso-di-velocita.jpg   E’ nullo il verbale elevato per eccesso di velocità se non viene indicata la detrazione apportata al valore effettivamente rilevato (art. 345 c. 2 D.P.R. n. 495/1992)

Con questa innovativa motivazione il Giudice di Pace di Borgo San Lorenzo, Avv. Nicola Dei, ha accolto il ricorso proposto da un automobilista avverso l’ordinanza ingiunzione con cui la Prefettura di Firenze aveva respinto il ricorso amministrativo avverso un verbale elevato dalla Polizia Stradale di Firenze per la violazione dell’art. 142 co. 11 C.d.S. (circolazione alla velocità di km/h 130 superando di km/h 56 il limite massimo di velocità fissato in km/h 80).

In particolare, con la richiamata pronuncia il G.d.P. adito ha accolto il ricorso rilevando che nel verbale impugnato non è stata specificata l’effettiva tolleranza dovuta per l’apparecchio di rilevamento, in quanto è riportato esclusivamente che il conducente dell’auto di proprietà del ricorrente “circolava, considerata la tolleranza dovuta per l’apparecchio di rilevamento, ad una velocità di km/h 156 eccedendo di km/h 56 il limite massimo di velocità stabilito dalla legge, per tale categoria di veicolo, in km/h 80″…[continua…]

Da Filodiritto la notizia

Trattenute pesanti sul Tfr giovedì, Apr 26 2007 

trattenute-tfr.jpg  Trattenute fiscali pesanti sul trattamento di fine rapporto. Nel calcolo vanno computate anche la tredicesima e la quattordicesima.
E ciò a prescindere, ha spiegato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 9000 del 16 aprile 2007, dal fatto che il Tfr sia maturato, almeno in parte, prima dell’82 (anno di entrata in vigore della legge n. 297).

 Da Cassazione.net la notizia

Il medico dell’ospedale non è responsabile per l’intervento estetico martedì, Apr 24 2007 

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I medici dell’ospedale non sono tenuti a garantire il risultato estetico di un intervento fatto sia per correggere difetti fisici sia per risolvere una patologia in atto. (Nella specie, sentenza n. 8826 del 13 aprile 2007, la Suprema corte ha accolto soltanto in parte il ricorso di una donna che, in ospedale, si era fatta operare al naso e il cui intervento non solo non aveva migliorato il suo aspetto ma aveva lasciato inalterato il problema respiratorio).

Da Cassazione.net la notizia

Presupposti e condizioni per la dichiarazione di interdizione martedì, Apr 24 2007 

interdizione.jpg      Pubblichiamo alcune sentenze in tema di interdizione:

  1. Trib. Modena 9 settembre 2002, n. 1054  – l’infermità mentale richiesta dall’art. 414 c.c. deve essere ritenuta sussistente non soltanto quando risultino compromesse le facoltà intellettive superiori, con conseguente incapacità del soggetto di intendere e volere, am anche quando, pu sussistendo tali capacità, il soggetto sia fisicamente impedito al punto di non essere in grado di manifestare la propria volontà in modo sufficientemente apprezzabile dagli altri, con conseguente incapacità assoluta di provvedere ai propri interessi. In tali casi l’ordinamento deve intervenire con istituti giuridici di protezione;
  2. Trib. Terni 27 ottobre 1994 – deve essere pronunciata l’interdizione di un soggetto che, a causa di forma morbosa di demenza che non gli consenta neppure di sapere in quale luogo si trovi, non sia capace di badare ai propri interessi;
  3.  Cass. 13 marzo 1990, n. 2301 – l’interdizione o l’inabilitazione dell’infermo di mente devono ricollegarsi alle condizioni di salute psichica in atto al momento della relativa pronuncia e, quindi, devono prescindere tanto da percorsi episodi di infermità, quanto dall’eventualità di ricadute, ove prospettabile in termini di mera possibilità e non di alta probabilità.

Approvata la riforma della Bossi-Fini martedì, Apr 24 2007 

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Via libera dal Consiglio dei ministri al provvedimento sugli immigrati. Amato: «Con la vecchia legge troppi clandestini»

ROMA – Via libera dal Consiglio dei ministri al disegno di legge delega sull’immigrazione che riforma la legge Bossi-Fini. Il testo è stato redatto a quattro mani dai ministri dell’Interno Giuliano Amato e della Solidarietà sociale Paolo Ferrero.

AMATO – «La modifica della Bossi-Fini si è resa necessaria perché i meccanismi adottati hanno favorito lo sproporzionato ingresso degli immigrati clandestini, rispetto a quelli regolari» ha puntualizzato il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, al termine del Cdm. «Bisogna porre fine – ha aggiunto Amato – a questo fenomeno ed è questo lo scopo primario del ddl che abbiamo presentato».

COSA CAMBIA
– Ecco le principali novità contenute nel provvedimento: test d’italiano nel Paese d’origine per iscriversi alle liste di «collocamento» nelle nostre ambasciate. Corsie preferenziali per infermieri, badanti, colf, tecnici specializzati, manager, artisti. Per tutti gli altri, comunque, abolizione del contratto di soggiorno, previsto dalla Bossi- Fini. Decreto flussi triennale con correzioni in corso d’opera ogni anno. Procedure semplificate per permessi d’ingresso e nulla osta. Documenti regolari, per un anno, anche per chi viene licenziato e cerca un nuovo lavoro. Rimpatri volontari e incentivati grazie alla creazione di un apposito Fondo nazionale. Espulsioni decise dal giudice ordinario e non più da quello di pace. Superamento graduale degli attuali Cpt con la creazione di un triplo circuito: centri d’identificazione aperti, «con un congruo orario d’uscita», per le famiglie e gli stranieri che collaborano, identificazione obbligatoria in carcere per gli arrestati, centri di trattenimento solo per chi, in attesa dell’espulsione, non vuole dichiarare la propria identità.

24 aprile 2007

Da La Repubblica la notizia

Le donne diventano lunedì, Apr 23 2007 

libro-mg.jpg    E’ finalmente stato pubblicato “Le donne diventano”. Il libro, le cui autrici sono Lilia Beretta, Renata Borgato, Maria Grazia Mei e Sara Rubino, è edito da Bine editore e può essere richiesto all’Ufficio Formazione di CGIL Lombardia.

La pubblicazione acquista maggiore importanza se sol si pensi che esso vede la luce in quello che dalla Commissione Europea è stato dichiarato “anno europeo delle pari opportunità”.

La necessità di una tale dichiarazione rende evidente come ancora nel terzo millennio vi siano disparità di trattamento tra uomini e donne e sperequazioni a loro danno, nonché la necessità di orientare scelte formative e professionali femminili verso settori fino ad oggi di esclusivo appannaggio maschile.

Non può del pari trascurarsi che il libro nasce in un contesto storico in cui sembra registrarsi una regressione con riferimento ad alcuni dei diritti dalle donne tanto faticosamente acquisiti e che occorre un intervento mirato per tutelare le situazioni di emarginazione in cui si trovano a vivere tante donne immigrate nel nostro paese.

“Le donne diventano” si rivolge in primis a tutte le donne, quale strumento per acquisire consapevolezza dei diritti acquisiti nel corso di un secolo e dei limiti tuttora esistenti ai fini del raggiungimento della parità. Tra le donne, giovani e meno giovani, è infatti ancora scarso il livello di conoscenza di quante lotte, quanti mutamenti e quante conquiste siano intervenuti nel corso di un secolo.

Si rivolge, inoltre, al legislatore, invitandolo a sperimentare nuove forme al fine della realizzazione della uguaglianza di opportunità tra uomini e donne, nonché a tutti gli uomini per i quali si propone di costituire uno strumento di riflessione.

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