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Anche per il danno da fumo derivante da pubblicità ingannevole di sigarette lights è necessario provare la sussistenza di un danno. Non può esistere un danno in re ipsa.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE – SENTENZA 4 luglio 2007, n.15131

Svolgimento del processo

Santoro Rocchina conveniva davanti al giudice di pace di Torre Annunziata la s.p.a. Britsh American Tobaco Italia per sentirla condannare al risarcimento dei danni, nei limiti del giudizio di .equità, derivanti dall’ingannevolezza del descrittivo “Lights” contenuto sul contenitore di sigarette Rothmans , per effetto del quale egli, già fumatore di Rothmans normali, era passato a questo tipo di sigarette più “leggere”, nella convinzione indotta che esse fossero meno dannose.

Assumeva il ricorrente che tale convinzione era frutto della pubblicità ingannevole contenuta nel descrittivo Lights, come emergeva dal provvedimento dell’A.G.C.M. del 13.3.2003, mentre, come risultava scientificamente accertato, tale tipo di sigarette non comportavano alcuna riduzione del rischio e del danno da fumo. Si costituiva la convenuta, che proponeva varie eccezioni. Il Giudice di pace, con sentenza definitiva depositata il 22.2.2005 condannava la convenuta al pagamento della somma di € 1000,00 a titolo di risarcimento del danno…[continua…]

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