Sì definitivo del Consiglio dei Ministri al decreto legislativo che riforma il fallimento lunedì, Set 10 2007 

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DECRETO LEGISLATIVO: Disposizioni integrative e correttive al R.D. 16 marzo 1942, n. 267, nonché al decreto legislativo n. 5 del 2006, in materia di disciplina del fallimento, del concordato preventivo e della liquidazione coatta amministrativa, a norma dell’articolo 1, commi 5, 5-bis e 6, della legge n. 80 del 2005.

Via libera definitivo del Governo al decreto legislativo che modifica e aggiorna la legge fallimentare (regio decreto n. 267 del 1942), con particolare riferimento alla materia del fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa.

Tra i punti:
– individuazione degli imprenditori soggetti al fallimento
– coordinamento della disciplina del concordato preventivo con quella del concordato fallimentare
– ridefinizione dell’area della fallibilità
– reclamabilità (non più appellabilità) della sentenza di fallimento
– attuazione del regime di responsabilità del comitato dei creditori
– previsione del pagamento in percentuale dei crediti privilegiati anche nel concordato preventivo
– possibilità per il fallito di iscriversi con una nuova attività nel registro delle imprese

Da Il Sole 24 Ore la notizia qui

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Cassazione: carcere per minori che rubano lunedì, Set 10 2007 

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La Suprema Corte ha annullato una sentenza con cui non veniva convalidato l’arresto di una nomade sorpresa in una casa a rubare.

ROMA – Nessuna scusante d’ora in poi per i minorenni trovati a scippare o a rubare. La Cassazione dà il via libera alla custodia cautelare nei confronti di ragazzini accusati di furto in appartamento o scippi per strada. La Suprema Corte ha infatti annullato l’ordinanza con la quale il Tribunale per i minorenni di Roma aveva disatteso la richiesta di convalida dell’arresto di un’adolescente nomade, sorpresa a rubare in una casa, sostenendo che la misura cautelare non era applicabile per questo genere di reati. La Suprema Corte è stata di diverso avviso e ha annullato con rinvio al Tribunale per i minorenni di Roma che dovrà adottare la «linea dura» nei confronti dei giovanissimi ladri d’appartamento e scippatori.

DOPPIA INTERPRETAZIONE – Sull’applicabilità, o meno, del carcere preventivo ai minori accusati di furto nelle abitazioni o scippo, la Cassazione ha prodotto due filoni giurisprudenziali in netto contrasto tra loro e mai risolti, finora, dalle Sezioni Unite cui la questione era stata sottoposta ma che – per motivi di sopravvenuta mancanza d’interesse – non è stata risolta. In base a un primo orientamento, la custodia cautelare non sarebbe applicabile nei confronti dei minorenni che rubano e scippano in quanto il carcere preventivo per tali reati non sarebbe espressamente richiamato dal Dpr 448 del 1988 che disciplina i casi in cui può essere applicata la custodia nei confronti di imputati minorenni e che non sarebbe stato coordinato con la legge 128 del 2001 che ha definito il furto in appartamenti e gli scippi come autonome e specifiche fattispecie di reato.

Un secondo orientamento – condiviso dalla sentenza 34216 della quarta sezione penale della Suprema Corte, depositata oggi, sostiene che è invece possibile applicare ai minori la custodia cautelare anche nel caso di «illeciti puniti con la reclusione non inferiore a nove anni» ed anche nel caso di «specifiche fattispecie» come quelle del furto «ridisegnate» dalla legge 128 del 2001. In pratica, per gli ermellini «i reati di furto, aggravati perchè commessi in abitazione o con strappo» fanno scattare la custodia cautelare in quanto hanno «l’aggravante incorporata» dalla modalità stessa di commissione del reato e non importa se, per i furti in appartamento e gli scippi, il nuovo articolo 624 bis del Codice Penale prevede la reclusione massima fino a 6 anni. Per effetto di questa decisione il Tribunale dei minori di Roma dovrà rivedere la decisione con la quale, lo scorso 23 gennaio, ha rimesso in libertà Romina N., un’adolescente sorpresa a rubare in un appartamento della capitale. La convalida dell’arresto era stata chiesta dal pm.

Da La Repubblica  la notizia qui

Ferie non godute – Compenso sostitutivo – Quando spetta lunedì, Set 10 2007 

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Consiglio di Stato, Sezione quinta, sentenza 13 agosto 2007, n. 443.

L’onere della prova che non sono state concesse ricade sul lavoratore.

Troppo facile sarebbe per il lavoratore, secondo il Consiglio di Stato, sostenere senza dimostrarlo che le ferie non sono state concesse dal datore di lavoro, ai fini del compenso sostitutivo. In altre parole la Sezione quinta del Consiglio di Stato con sentenza del 13 agosto 2007, n. 443 ha sostenuto che non compete alcun compenso sostitutivo al lavoratore se il dipendente non dimostra che le ferie richieste sono state negate dall’amministrazione di appartenenza per esigenze di servizio.

Fatto e diritto
Un dipendente in possesso della 2° qualifica dirigenziale aveva presentato ricorso contro l’amministrazione provinciale ed il giudice di primo grado avrebbe condannato la stessa al risarcimento per il mancato godimento delle ferie.

Le decisioni del Tar
Premesso che per i dipendenti degli enti locali vale il principio di irrinunicabilità del congedo ordinario annuale, fissato dalle disposizioni che disciplinano il rapporto, e quello della sua fruibilità nel corso dell’anno ‘salvo eventuali motivate esigenze di servizio’, con diritto, in questo caso, di cumulo entro il primo semestre dell’anno successivo, il Tar Calabria, adito dall’Amministrazione, aveva accolto solo in parte il ricorso del dipendente argomentando che il giudice di primo grado sarebbe incorso in errore, in quanto avrebbe omesso di considerare che il mancato godimento delle ferie non sarebbe dipeso da fatto imputabile all’Amministrazione, né, in contrario, sarebbero stati forniti, dal dirigente, elementi probatori.
In buona sostanza il Tar lo aveva respinto per la parte relativa alla pretesa corresponsione dei compensi per lavoro straordinario in eccedenza e delle indennità di funzioni di coordinamento non goduti e lo aveva accolto, al contrario per la parte relativa alla monetizzazione delle ferie non godute, condannando l’Amministrazione al pagamento dei relativi importi aumentati di rivalutazione monetaria ed interessi senza applicazione del divieto di cumulo stante l’anteriorità del credito.
Contro tale sentenza il dirigente ha proposto appello….[continua…]

Da Neswfood  la notizia qui

Indennizzo diretto e associazioni dei consumatori lunedì, Set 10 2007 

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Segnaliamo un comunicato stampa inviatoci da Giovanni D’Agata

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