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Consiglio di Stato, Sezione quinta, sentenza 13 agosto 2007, n. 443.

L’onere della prova che non sono state concesse ricade sul lavoratore.

Troppo facile sarebbe per il lavoratore, secondo il Consiglio di Stato, sostenere senza dimostrarlo che le ferie non sono state concesse dal datore di lavoro, ai fini del compenso sostitutivo. In altre parole la Sezione quinta del Consiglio di Stato con sentenza del 13 agosto 2007, n. 443 ha sostenuto che non compete alcun compenso sostitutivo al lavoratore se il dipendente non dimostra che le ferie richieste sono state negate dall’amministrazione di appartenenza per esigenze di servizio.

Fatto e diritto
Un dipendente in possesso della 2° qualifica dirigenziale aveva presentato ricorso contro l’amministrazione provinciale ed il giudice di primo grado avrebbe condannato la stessa al risarcimento per il mancato godimento delle ferie.

Le decisioni del Tar
Premesso che per i dipendenti degli enti locali vale il principio di irrinunicabilità del congedo ordinario annuale, fissato dalle disposizioni che disciplinano il rapporto, e quello della sua fruibilità nel corso dell’anno ‘salvo eventuali motivate esigenze di servizio’, con diritto, in questo caso, di cumulo entro il primo semestre dell’anno successivo, il Tar Calabria, adito dall’Amministrazione, aveva accolto solo in parte il ricorso del dipendente argomentando che il giudice di primo grado sarebbe incorso in errore, in quanto avrebbe omesso di considerare che il mancato godimento delle ferie non sarebbe dipeso da fatto imputabile all’Amministrazione, né, in contrario, sarebbero stati forniti, dal dirigente, elementi probatori.
In buona sostanza il Tar lo aveva respinto per la parte relativa alla pretesa corresponsione dei compensi per lavoro straordinario in eccedenza e delle indennità di funzioni di coordinamento non goduti e lo aveva accolto, al contrario per la parte relativa alla monetizzazione delle ferie non godute, condannando l’Amministrazione al pagamento dei relativi importi aumentati di rivalutazione monetaria ed interessi senza applicazione del divieto di cumulo stante l’anteriorità del credito.
Contro tale sentenza il dirigente ha proposto appello….[continua…]

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