Lo svolgimento delle mansioni superiori dà diritto alla promozione anche in mancanza del titolo di studio martedì, Set 18 2007 

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La mancanza del titolo di studio o altro requisito analogo previsto dal contratto collettivo per l’attribuzione di una qualifica superiore non esclude l’acquisibilità della medesima ai sensi dell’art. 2103, primo comma, cod. civ, nel caso di effettivo esercizio delle relative mansioni per il periodo minimo prescritto.

Tuttavia l’esercizio delle mansioni corrispondenti alla qualifica superiore conferita resta precluso qualora il titolo di studio o altro requisito analogo sia richiesto, da norme inderogabili, per lo svolgimento di determinate attività (Cassazione Sezione Lavoro n. 17940 del 23 agosto 2007, Pres. Sciarelli, Rel. De Matteis).

Da Legge e Giustizia     la notizia qui

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Nel conflitto prevale il cognome paterno martedì, Set 18 2007 

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Anche in caso di riconoscimento tardivo la sostituzione creerebbe inutili curiosità sul minore. Corte di Cassazione sentenza 15953/2007.

In caso di contrasto tra i genitori sul cognome da attribuire al figlio riconosciuto successivamente deve prevalere l’attribuzione del cognome paterno. Lo ha stabilito la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione decidendo il caso della figlia di una coppia umbra che era stata riconosciuta inizialmente solo dalla madre, e alla quale era stato attribuito sia dal Tribunale dei Minori dell’Umbria che dalla Corte di Appello di Perugia il cognome paterno, sulla base del principio che il disagio che potrebbe derivare alla minore dalla sostituzione del suo cognome appaia del tutto trascurabile di fronte al vantaggio che la stessa potrà ricavare in futuro dal fatto di portare, come la grande maggioranza delle persone, il solo cognome paterno, evitando così morbose curiosità circa le sue vicende personali.

La vicenda è finita in Cassazione in seguito al conflitto tra i genitori sul cognome da dare alla figlia minore: la madre avrebbe voluto che la bambina portasse il cognome del padre, mentre il padre, che la aveva riconosciuta successivamente, aveva chiesto che la bambina mantenesse il cognome di entrambi i genitori. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito ritenendo che i provvedimenti contengano “un’adeguata valutazione dell’interesse del minore ad assumere il solo cognome paterno”, in quanto “il disagio che potrebbe derivare alla minore dalla sostituzione del suo cognome appare del tutto trascurabile di fronte al vantaggio che la stessa potrà ricavare in futuro dal fatto di portare, come la grande maggioranza delle persone, il solo cognome paterno, evitando così molestie e curiosità circa le sue vicende personali”.

Da Cittadinolex  la notizia qui

Fermo un’ora in autostrada, sarà risarcito martedì, Set 18 2007 

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Per un incidente non segnalato aveva perso un appuntamento di lavoro.

Il giudice di pace condanna la società. Bloccato da una fila, un commerciante di Bolzano riceverà 200 euro come indennizzo.

BOLZANO – Aveva perso un appuntamento di lavoro per una fila in autostrada. Infuriato, un commerciante di Bolzano aveva fatto ricorso contro la società autostradale, che non aveva segnalato l’incidente che aveva bloccato il traffico. Il giudice di pace gli ha dato ragione: ora lo sfortunato automobilista ricerverà un indennizzo di 200 euro che, seppure simbolico, è una bella soddisfazione (e un precedente?) per tanti guidatori che spesso si ritrovano intrappolati lungo le autostrade italiane.

Il commerciante era rimasto bloccato per un’ora sulla bretella d’accesso dell’autostrada a causa di un incidente stradale. Il fatto, come detto, è avvenuto a Bolzano. Il signor Angelo, commerciante, a maggio si doveva recare a Trento per incontrare un cliente. Appena entrato sull’Autobrennero al casello di Bolzano Nord, però, era rimasto bloccato in coda per un incidente con cinque feriti avvenuto un’ora e tre quarti prima.

Una volta ripreso il viaggio, il signor Angelo era giunto in ritardo all’appuntamento e si era perciò recato dal suo avvocato, Laura Benuzzi, per chiedere danni, anche per il danno avuto alla sua immagine professionale. Il giudice di pace ha ritenuto fondata la richiesta del commerciante, assistito dal Cento tutela consumatori utenti di Bolzano, assegnandogli un risarcimento di 200 euro.

In particolare, il giudice ha accertato che non esistevano lavagne luminose con le quali avvertire gli automobilisti dei disagi in vista. Inoltre, il giudice non ha accolto quanto sostenuto della difesa, è cioè un riferimento a un regolamento della Ue in tema di rimborsi dovuti a passeggeri di volo in ritardo, nella parte in cui il risarcimento viene erogato solo se il volo subisce un ritardo di almeno due ore. «Infatti – ha osservato il giudice – ben diverso è trovarsi dentro a un aeroporto dotato di tutti i confort (servizi igienici, bar, telefono, giornali, ecc.) rispetto al rimanere sul ciglio di una strada: nonostante ciò, con sole due ore di ritardo, a condizioni ben più vantaggiose, il passeggero di volo viene rimborsato».

Da Il Corriere Della Sera  la notizia qui

Lavoratori migranti: finanziamento progetti per inclusione sociale martedì, Set 18 2007 

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(Ministero della Solidarietà sociale, Avviso 1/2007)

L’art. 1, comma 1267 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007) ha previsto l’istituzione presso il Ministero della solidarieta’ sociale di un fondo denominato “Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati”, destinato a favorire l’inclusione sociale dei migranti e dei loro familiari. Al fondo in questione e’ stata assegnata la somma di Euro 50.000.000,00, per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

Con la direttiva del 3 agosto 2007 emanata dal Ministro della solidarieta’ sociale di concerto con il Ministro per i diritti e le pari opportunita’, registrata dalla Corte dei conti in data 27 agosto 2007 e disponibile sul sito http://www.solidarietasociale.gov.it, sono state individuate, tra l’altro, le aree prioritarie sulle quali convogliare, per il corrente anno, gli interventi finanziabili con le risorse del fondo per l’inclusione sociale degli immigrati.

La programmazione degli interventi contenuti nella direttiva e’ destinata a trovare attuazione mediante interventi diretti da parte dell’amministrazione, anche tramite convenzioni e contratti, con particolare riguardo alle aree prioritarie di intervento individuate ai numeri 3, 6 e 7 del capoverso 1 della direttiva medesima, nonche’ mediante la realizzazione, da parte dei soggetti individuati nella direttiva come legittimati alla presentazione delle proposte di azioni, di progetti di inclusione sociale cofinanziati da questa amministrazione.

Da La Previdenza  la notizia qui

Rimborsi delle spese di lite più adeguati all’attività dell’avvocato martedì, Set 18 2007 

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Rimborsi delle spese di lite sempre più adeguati all’attività effettivamente svolta dagli avvocati. Il valore della controversia, al fine dell’esatta applicazione delle tariffe forensi si calcola in relazione a quanto ha chiesto il ricorrente nell’atto introduttivo del giudizio.

Con delle eccezioni, però. Se il giudice ha accolto la domanda solo in parte il parametro di calcolo diventa il contenuto effettivo della decisione.

È quanto affermato dal Collegio esteso della Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 19014 dell’11 settembre 2007, ha risolto un contrasto di giurisprudenza sul punto.

Da Cassazione.net  la notizia qui