Tutele in termini d’indennizzi per i lavoratori danneggiati sul luogo di lavoro giovedì, Set 27 2007 

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Di seguito pubblichiamo un importante comunicato stampa pervenutoci da un nostro assiduo lettore: Giovanni d’Agata

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La prescrizione degli accertamenti passati in giudicato giovedì, Set 27 2007 

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Con Legge 156/2005 sono stati introdotti termini certi di decadenza per la notifica della cartella di pagamento da parte del Concessionario della riscossione. Il D.L citato fissa termini perentori partendo da un momento certo e facilmente verificabile dal contribuente . Difatti il D.L. dispone che :

1. II concessionario notifica la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo o al coobbligato nei confronti dei quali procede, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre:

a) del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, ovvero a quello di scadenza del versamento dell’unica o ultima rata se il termine per il versamento delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre dell’anno in cui la dichiarazione e presentata, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di liquidazione prevista dall’articolo 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonchè del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione del sostituto d’imposta per le somme che risultano dovute ai sensi degli articoli 19 e 20 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

b) del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di controllo formale prevista dall’articolo 36 ter del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973;

c) del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo per le somme dovute in base agli accertamenti dell’uffici…[continua…]

Da Ascom di Procida   la notizia qui

Anche nella stagione della flessibilità le norme di legge imperative regolano direttamente il rapporto di lavoro in misura prevalente rispetto all’autonomia individuale giovedì, Set 27 2007 

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(Cassazione Sezione Lavoro  n. 18692 del 6 settembre 2007, Pres. Senese, Rel. De Matteis).

Anche nella stagione della flessibilità le norme di legge imperative regolano direttamente il rapporto di lavoro in misura prevalente rispetto all’autonomia individuale – In ragione della diseguaglianza di fatto delle parti nel contratto.

Lo svolgimento del lavoro di commesso alle vendite all’interno della struttura dell’impresa, con materiali ed attrezzature proprie della stessa costituisce un forte indizio della esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, indipendentemente dalla definizione del rapporto come collaborazione saltuaria. Quella del commesso è una figura tipologicamente subordinata, come quella del lavoratore che in fabbrica è addetto alla catena di produzione.

Nel nostro ordinamento non sussisteva e non sussiste, neppure dopo le recenti riforme del mercato del lavoro, una libertà indiscriminata ed incontrollabile di sussunzione della prestazione lavorativa in un modello contrattuale informale. Nella stagione c.d. della flessibilità il decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 276 prevede rigorosi requisiti formali per le tipologie contrattuali, anche connotate dall’autonomia, diverse dal rapporto di lavoro subordinato (art. 62 per il contratto a progetto, art. 35 per il lavoro intermittente, art. 56 per il contratto di inserimento, art. 70 e segg. per le prestazioni occasionali di tipo accessorio, etc.).

L’art. 1 d.lgs. 6 settembre 2001, n. 368, consentendo l’apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, conserva l’esigenza causale del termine e l’onere della forma scritta. Per quanto riguarda l’orario, l’art. 3 d.lgs. 8 aprile 2003, n. 66 pone una presunzione di normalità dell’orario di lavoro in 40 ore settimanali, e l’art. 2 D.Lgs 25 febbraio 2000 n. 61 continua a richiedere la forma scritta per il contratto a tempo parziale…[continua…]

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Adozione e congedo parentale giovedì, Set 27 2007 

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Inps mess. 20.9.2007, n. 22913.

L’indennizzabilità al 30% del congedo parentale per i genitori in caso di adozione di un bambino entro i primi tre anni dall’ingresso nel nucleo spetta, a prescindere dal reddito, per un massimo di 6 mesi tra i due genitori fino al compimento dei 6 anni di età del bambino.

 Le condizioni reddituali minime devono sempre sussistere:
– quando il bambino per il quale è già in corso il godimento del congedo ha superato i sei anni di età;
– quando il bambino al momento dell’ingresso nel nucleo ha un’età compresa tra 6 e 12 anni.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Il licenziamento può essere validamente comunicato con la consegna al lavoratore del libretto di lavoro recante la relativa annotazione – In base all’art. 2 della legge n. 604 del 1966 giovedì, Set 27 2007 

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In base all’art. 2 della legge n. 604 del 1966 il licenziamento comunicato verbalmente non è idoneo a risolvere il rapporto di lavoro, il quale deve essere considerato giuridicamente in atto, con la conseguenza che persiste l’obbligo retributivo a carico del datore di lavoro fino a quanto non venga comunicato per iscritto il provvedimento di risoluzione del rapporto.

L’atto scritto di comunicazione del licenziamento può essere anche diverso da una lettera indirizzata al lavoratore. La forma scritta può ritenersi rispettata anche quando il datore di lavoro comunichi la volontà di risolvere il rapporto consegnando al lavoratore il libretto di lavoro recante l’annotazione scritta del licenziamento.

(Cassazione Sezione Lavoro n. 17652 del 13 agosto 2007, Pres. Ianniruberto, Rel. Balletti).

Da Legge e Giustizia  la notizia qui

L’indigente che occupa una casa popolare non commette reato giovedì, Set 27 2007 

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Chi versa in uno stato di grave indigenza non commette reato se occupa abusivamente una casa popolare. Opera, in questi casi, la scriminante dello stato di necessità.

Lo ha stabilito la seconda sezione penale della Corte di Cassazione con sentenza 35580 del 26 settembre 2007.

Da Cassazione.net  la notizia qui