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SOMMARIO:
1) Inquadramento della problematica: nozione di clausola di regolamentazione del premio assicurativo e giurisprudenza dominante
2) Orientamento giurisprudenziale contrario: commento a Cassazione Civile n. 3370 del 2005
3) Intervento della Cassazione Civile S.U. n. 4631 del 28 febbraio 2007

1) Inquadramento della problematica: nozione di clausola di regolamentazione del premio assicurativo e giurisprudenza dominate

Ai sensi dell’art. 1901 Codice Civile se il contraente nel contratto di assicurazione non paga il premio o la prima rata del premio stabilita per contratto, l’obbligo dell’indennità rimane sospeso fino alle ore ventiquattro del giorno in cui il contraente non corrisponde quanto dovuto.

Nel caso in cui il contraente non paghi i premi successivi al primo é previsto un periodo di tolleranza di quindici giorni durante il quale l’assicurazione rimane operativa con obbligo dell’assicuratore di corrispondere il capitale o la rendita nel caso in cui si verifichi l’evento o il sinistro durante il periodo di tolleranza.

Le parti, oltre a prevedere una misura fissa del premio, possono inserire nel contratto di assicurazione una clausola c.d. di regolamentazione del premio.

Si tratta di una clausola in virtù della quale l’assicurato è tenuto, oltre che al pagamento del premio minimo, anche alla corresponsione di un maggior premio alla scadenza di ciascun periodo assicurativo da determinarsi in funzione di elementi variabili da comunicare dall’assicurato all’assicuratore. Esempio di elementi variabili possono essere considerati l’ammontare delle retribuzioni corrisposte dal contraente ai propri dipendenti o il volume d’affari.

La giurisprudenza maggioritaria è orientata nel riconoscere nei contratti di assicurazione la clausola di regolamentazione del premio alla scadenza del periodo assicurativo.

In particolare il premio può essere stabilito per una parte in maniera definitiva ed invariabile all’inizio del contratto; per altra parte con riferimento ad elementi mutevoli e variabili. Nonostante ciò il premio costituisce un tutto immutabile e non frazionabile in virtù del quale il contraente è tenuto a comunicare all’assicurazione gli elementi mutevoli in maniera definitiva per consentire l’esatta determinazione del premio. Tale dovere è per l’assicurato un obbligo la comunicazione di quagli elementi variabili all’assicuratore, così come per l’assicuratore è un obbligo il pagamento del premio, che senza quegli elementi non può essere determinato nell’esatto ammontare.

Secondo questo orientamento giurisprudenziale questa clausola di regolamentazione del premio nel contratto di assicurazione è un elemento accessorio del premio in perfetta armonia con quanto statuito dall’art. 1901 Codice Civile.

La mancata comunicazione, nei termini contrattuali, degli elementi variabili sui quali si fonda l’esatta determinazione del premio, mette l’assicuratore nella posizione di non essere in grado di determinare l’esatto ammontare del premio, ed equivale al mancato pagamento di una parte di questo, la cui sanzione è costituita dalla sospensione della garanzia assicurativa da parte dell’assicurazione.

2) Orientamento giurisprudenziale contrario: commento a Cassazione Civile n. 3370 del 2005

La giurisprudenza di legittimità con la sentenza n. 3370 del 2005 si discosta dall’orientamento esposto in narrativa.

Il fatto. Le clausole vessatorie che prevedono, a carico dell’assicurato, l’onere di comunicare alla scadenza gli elementi in grado di modificare il rischio contrattuale (e ridefinire quindi il premio) devono essere approvate dall’aderente per iscritto.

Lo stabilisce la sentenza n. 3370 della III Sezione Civile della Corte di Cassazione, intervenuta nella controversia tra due compagnie di assicurazione e un notaio che si era assicurato con le due società per la responsabilità professionale. Non avendo segnalato per tempo gli elementi variabili previsti, le compagnie assicurative avevano invocato, nell’ambito di una causa intentata dal cliente al notaio per la mancata segnalazione di ipoteche su appartamenti acquistati, la sospensione dell’assicurazione.

La sentenza che risolve la controversia si pone in netto contrasto con il precedente orientamento giurisprudenziale; indirizzo che metteva in evidenza come spettasse all’assicurato la tempestiva comunicazione degli elementi variabili all’ente assicuratore.

Essendo detta clausola un accessorio del premio, coinvolge direttamente l’obbligo di pagamento e il suo mancato rispetto da’ luogo all’applicazione dell’articolo 1901 c.c..

Invece secondo questo revirement della giurisprudenza di legittimità la fattispecie appena esaminata non può portare all’applicazione dell’articolo 1901 Codice Civile….[continua...]

Da Filodiritto  la notizia qui

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