Contratti di inserimento donne: recupero agevolazioni giovedì, Gen 31 2008 

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Inps cir. 28.1.2008, n. 10

L’Istituto previdenziale fornisce nuove indicazioni operative per il “recupero”delle agevolazioni spettanti alle aziende a seguito di assunzioni operate nel corso dell’anno 2007 di lavoratrici con contratto di inserimento, nonché le istruzioni per la “regolarizzazione” ad opera di imprese che hanno assunto (sempre nel 2007) lavoratrici residenti nella Regione Lazio.

Tali indicazioni dovranno essere applicate, a detta dell’Istituto, entro il giorno 16 del terzo mese successivo all’emanazione della presente circolare senza l’aggravio di oneri accessori (16 aprile 2008).

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Usa, ultima stretta sulla sicurezza impronte di dieci dita alla frontiera giovedì, Gen 31 2008 

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Via da ieri alla nuova procedura negli scali maggiori del Paese. E arriva anche il check out: i controlli verranno ripetuti all’uscita.

NEW YORK – “Ten Fingerprints”, la schedatura digitale dell’impronta di tutte e dieci le dita: è la nuova frontiera della sicurezza americana. Da ieri all’aeroporto di Chicago, da domani al Kennedy di New York, entro la fine dell’anno ad ogni ingresso negli Stati Uniti ogni cittadino straniero dai 14 ai 79 anni dovrà permettere l’archiviazione dei dati di tutti i suoi polpastrelli.

Finora si premevano soltanto i due indici su uno scanner che rilevava l’impronta digitale e la archiviava, dopo averla confrontata con i dati delle memorie dell’Fbi e del Dipartimento della Sicurezza Nazionale. Da oggi, i dati biometrici di chi arriva in America verranno schedati nel database Ident, che già contiene 90 milioni di impronte e cresce al ritmo di 20 milioni ogni dodici mesi, e ci resteranno per 76 anni.

Robert A. Mocny, direttore dello “Us-visit program”, l’organismo che gestisce la raccolta dei dati personali e registra l’entrata e l’uscita dagli Usa di ogni straniero, ci spiega che verrà rispettata la privacy ma poi racconta che le informazioni verranno condivise con l’Fbi, il Dipartimento di Stato, quello della Giustizia, il Pentagono, le polizie locali, la Guardia costiera, la Cia e tutte le agenzie di intelligence.

Perché dieci dita, non bastavano i due indici come in passato? Mocny parte a raffica: “Efficienza e sicurezza: queste nuove impronte digitali ci permettono di prevenire meglio l’uso di documenti falsi, proteggere i visitatori dal furto d’identità e fermare criminali e terroristi. Ora capita che i computer non siano in grado di distinguere due impronte simili e allora si passa alla comparazione fatta ad occhio da un agente, procedura che arriva a prendere mezz’ora. Con le dieci dita non si può più sbagliare”…[continua…]

Da  La Repubblica     la notizia qui

Amministratore di società dichiara di non essere pagato per l’icarico? sì alle tasse giovedì, Gen 31 2008 

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L’amministratore di una società che dichiara di non percepire nulla per l’incarico svolto va in ogni caso incontro ad un accertamento induttivo e a una pretesa tributaria più alta.

Infatti la responsabilità e la delicatezza di tale incarico fanno presumere che sia sempre retribuito. Per provare il contrario sarebbe necessaria una clausola dello statuto societario in cui si deroga alla consueta remunerazione degli amministratori e l’originanale del bilancio consuntivo.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 1915 del 29 gennaio 2008.

Da Cassazione.net  la notizia qui

Nelle cause di divorzio, in caso di contestazione sui redditi, il giudice non è tenuto a disporre indagini tramite la polizia tributaria mercoledì, Gen 30 2008 

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NELLE CAUSE DI DIVORZIO, IN CASO DI CONTESTAZIONI SUI REDDITI, IL GIUDICE NON E’ TENUTO A DISPORRE INDAGINI TRAMITE LA POLIZIA TRIBUTARIA – Si tratta di una facoltà discrezionale (Cassazione Sezione Prima Civile n. 593 del 14 gennaio 2008, Pres. Luccioli, Rel. Bonomo).

In base all’art. 10 della legge n. 74/1987 nelle cause di divorzio “I coniugi devono presentare all’udienza di comparizione avanti al presidente del tribunale la dichiarazione personale dei redditi e ogni documentazione relativa ai loro redditi e al loro patrimonio personale e comune. In caso di contestazioni il tribunale dispone indagini sui redditi, sui patrimoni e sull’effettivo tenore di vita, valendosi, se del caso, anche della polizia tributaria.”

L’esercizio del potere officioso di disporre, tramite la polizia tributaria, indagini sui redditi e sui patrimoni dei coniugi e sul loro effettivo tenore di vita rientra nella discrezionalità del giudice del merito e non può essere considerato come un dovere imposto sulla base della semplice contestazione delle parti in ordine alle loro rispettive condizioni economiche.

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Chi accusa ingiustamente un superiore può essere legittimamente licenziato mercoledì, Gen 30 2008 

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(Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 23 gennaio 2008, n. 1431 – Gesuele Bellini )

E’ legittimo il licenziamento del lavoratore che, senza averne le prove, accusa ingiustamente un superiore. Così ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione lavoro, nella sentenza 23 gennaio 2008, n. 1431. La questione ha riguardato una dipendente delle poste S.p.A. che, evidenziando delle irregolarità relativamente a dei contratti in cui era parte la stessa società, aveva provveduto a portarle a conoscenza dei dirigenti dell’azienda aggiungendo delle critiche verso un superiore, e a seguito di ciò aveva ricevuto una contestazione disciplinare sfociata nel licenziamento per giusta causa.

L’interessata proponeva ricorso e il giudice di primo grado, accogliendo parzialmente la sua domanda, ordinava la reintegra dell’interessata nel posto di lavoro. Il giudice d’appello, a cui si sono rivolte entrambi le parti, ricostruendo i fatti emersi, osservava che la lavoratrice non si era limitata ad informare la società di presunte irregolarità commesse, ma era andata “ben oltre….”.

In pratica era risultato che la stessa nel denunciare le irregolarità non si era limitata alla mera informazione, ma nella comunicazione aveva insultato apertamente un superiore, insinuando reiteratamente sospetti sul suo operato e si era rifiutata di collaborare al fine di consentire di fare piena luce sulla vicenda. Perciò il tribunale condannava l’interessata alla restituzione di un’ingente cifra, nonché a rimborsare alla società le spese del doppio grado di giudizio…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

Il licenziamento per cumulo di assenze per malattia può essere ritenuto illegittimo mercoledì, Gen 30 2008 

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IL LICENZIAMENTO PER CUMULO DI ASSENZE PER MALATTIA PUO’ ESSERE RITENUTO ILLEGITTIMO SE IL LAVORATORE HA PRESTATO SERVIZIO PER UN CONGRUO PERIODO DOPO LA SCADENZA DEL COMPORTO – In base all’art. 2110 cod. civ. (Cassazione Sezione Lavoro n. 1438 del 23 gennaio 2008, Pres. Senese, Rel. De Renzis).

Salvatore L. dipendente dell’AMIAT Azienda Multiservizi Igiene Ambientale si è ripetutamente assentato dal lavoro per malattia. Il 23 gennaio 2002 l’azienda gli ha comunicato che egli aveva cumulato 345 giorni di assenza per malattia, ossia 21 giorni meno del limite massimo previsto dal contratto collettivo. Il lavoratore ha ripreso servizio il 29 gennaio 2002 ed ha lavorato ininterrottamente fino al 15 maggio 2002. Si è quindi assentato per infortunio sino al 9 settembre 2002; ha poi ottenuto un congedo parentale di un mese ed ha ripreso servizio il 10 ottobre 2002. Egli è stato licenziato l’11 ottobre 2002, con motivazione riferita al superamento del periodo di comporto di malattia scaduto il 26 gennaio 2002.

Il Tribunale di Torino al quale il lavoratore si è rivolto, ha annullato il licenziamento. La Corte d’Appello di Torino ha rigettato l’impugnazione proposta dall’azienda, osservando che il lavoratore, dopo il superamento del periodo di comporto, aveva lavorato per circa quattro mesi e che aveva successivamente ottenuto un congedo parentale; pertanto la condotta dell’azienda doveva ritenersi incompatibile con la volontà di risolvere il rapporto. L’Amiat ha proposto ricorso per cassazione, censurando la decisione della Corte di Torino per vizi di motivazione e violazione di legge.

La Suprema Corte (Sezione Lavoro n. 1438 del 23 gennaio 2008, Pres. Senese, Rel. De Renzis) ha rigettato il ricorso. Il giudice di appello – ha osservato la Corte – si è dato cura di ricostruire con diligenza lo svolgimento dei fatti ed il comportamento di entrambe le parti, puntualizzando che il susseguirsi delle date di assenze dal lavoro e relative riprese dimostra in maniera univoca come il lavoratore, dopo il superamento del periodo di comporto, lavorò per quasi quattro mesi e, quando doveva tornare in servizio, ottenne un congedo per motivi parentali; la conclusione del giudice di appello è stata pertanto nel senso che tutta la complessiva vicenda è incompatibile con una volontà rescissoria del datore di lavoro, in quanto un periodo ininterrotto di servizio di oltre tre mesi non avrebbe potuto non considerarsi rilevante ai fini della tempestività del recesso, ben potendo in detto periodo essere esperito ogni utile controllo…[continua…]

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Il ramo d’azienda è un’entità economica organizzata in maniera stabile martedì, Gen 29 2008 

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Il ramo d’azienda è un’entità economica organizzata in maniera stabile – Il suo trasferimento comporta la continuazione dei rapporti di lavoro con il cessionario – in caso di trasferimento di ramo d’azienda i lavoratori addetti al settore ceduto passano alle dipendenze del cessionario, in base all’art. 2112 cod. civ., senza necessità del loro consenso.

Può configurarsi un trasferimento aziendale che abbia ad oggetto anche solo un gruppo di dipendenti stabilmente coordinati ed organizzati tra loro, la cui capacità operativa sia assicurata dal fatto di essere dotati di un particolare “know how” (o, comunque, dall’utilizzo di “copyright”, brevetti, marchi etc.), realizzandosi in tale ipotesi una successione legale di contratto non bisognevole del consenso del contraente ceduto, ex art. 1406 e seguenti cod. civ., ma requisito indefettibile della fattispecie legale tipica delineata dal diritto comunitario e dell’art. 2112 cod. civ. resta comunque, anche in siffatte ipotesi, l’elemento della organizzazione, intesa come legame funzionale che rende le attività dei dipendenti appartenenti al gruppo interagenti tra di esse e capaci di tradursi in beni o servizi ben individuabili, configurandosi altrimenti la vicenda traslativa come concessione del contratto di lavoro, richiedente per il suo perfezionamento il consenso del contraente ceduto.

D’altra parte per “ramo d’azienda”, ai sensi dell’art. 2112 cod. civ. (così come modificato dalla legge 2 febbraio 2001, n.18, in applicazione della direttiva CE n.98/50), come tale suscettibile di autonomo trasferimento riconducibile alla disciplina dettata per la cessione di azienda, deve intendersi ogni entità economica organizzata in maniera stabile, la quale, in occasione del trasferimento, conservi la sua identità, il che presuppone una preesistente realtà produttiva autonoma e funzionalmente esistente, e non anche una struttura produttiva creata “ad hoc” in occasione del trasferimento, o come tale identificata dalle parti del negozio traslativo (Cassazione Sezione Lavoro n. 271 del 10 gennaio 2008, Pres. Sciarelli, Rel. Vidiri).

Da Legge e Giustizia  la notizia qui

Si può dare del buffone al politico che non mantiene le promesse martedì, Gen 29 2008 

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Non commettono reato i cittadini che danno del “buffone” ai politici che non mantengono le promesse.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 4129 del 28 gennaio 2008

Da Cassazione.net   la notizia qui

Strage di Erba processo show al via lunedì, Gen 28 2008 

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Andare in aula o no: oggi la scelta di Olindo e Rosa. Tra i testi anche Tavaroli. Domani la prima udienza

MILANO – L’unica certezza che manca è quella sulla presenza in aula di Rosi e Olindo. Sul resto, alla vigilia del processo per la strage di Erba, tutto sembra pronto. La Corte d’assise di Como ha fissato 16 udienze, da domani a metà marzo, due ogni settimana, nella speranza di arrivare in tempi record a una sentenza. Il Tribunale ha organizzato gli ingressi: 40 posti in aula per i giornalisti, 30 per il pubblico, uno stanzone poco distante adibito a sala stampa con annesso maxischermo per seguire la diretta del dibattimento.

La riserva, loro – la coppia insospettabile di Erba che la sera dell’11 dicembre del 2006 si sbarazzò con metodi da killer professionisti dei vicini Raffaella Castagna, del piccolo Youssef, della nonna Paola, della vicina Valeria Cherubini, per poi andare in un fast food di Como per crearsi un alibi – la scioglieranno solo oggi. Il loro avvocato li andrà nuovamente a trovare in carcere, come successo già sabato scorso, per sapere la loro decisione. Certamente in aula sarà presente Azouz Marzouk, il marito di Raffaella, il padre di Youssef, che, nonostante si trovi a sua volta detenuto con l’accusa di spaccio di stupefacenti, ha annunciato di “volerli guardare negli occhi”.

Tutto pronto, insomma, si assicura da Como, anche se le incognite sul processo sono moltissime. Arrestati l’8 gennaio del 2007, quasi un mese dopo la strage, i coniugi Romano hanno confessato poche ore dopo aver conosciuto le mura del carcere Bassone. Ricostruzioni minuziose, con il passare dei giorni, anche univoche. Il puzzle, per la procura lariana, si era insomma ricomposto in tutti i suoi tasselli. Il loro legale, Pietro Troiano, alla vigilia della richiesta del rinvio a giudizio, stava pensando a un rito alternativo capace di “limitare i danni”, di evitare un processo pubblico imbarazzante per i due suoi assistiti, differenziando anche le posizioni.

Poi è cambiato improvvisamente qualcosa. Rosi e Olindo hanno deciso di abbandonare questa linea, lasciare Troiano. Davanti al gup il primo colpo di scena: non siamo stati noi. Tesi incredibile per la mole di prove raccolte in quel mese successivo alla strage. Soprattutto una macchia di sangue sul lato passeggero della Seat Arosa del netturbino di Erba. Era di Valeria Cherubini, ha sentenziato la perizia affidata all’università di Pavia. Nel frattempo erano arrivate le intercettazioni ambientali in carcere, i “pizzini” scovati tra i libri sfogliati da Olindo: “Siamo stati noi”. Niente. I Romano vogliono stare insieme anche nella cattiva sorte e ora, attraverso i nuovi legali, Luisa Bordeaux e Luigi Schembri, tenteranno da domani mattina di smontare pezzo per pezzo la ricostruzione della procura e la non veridicità delle prime ammissioni fatte dai due imputati…[continua…]

Da La Repubblica   la notizia qui

Pubblicità in cambio di musica e il download gratuito diventa legale lunedì, Gen 28 2008 

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Le major fanno il passo tanto atteso e mettono a disposizione i loro cataloghi.

Nasce Qtrax: metterà a disposizione circa 30 milioni di canzoni gratis agli utenti.

NEW YORK – Potrebbe essere la svolta nel campo diffusione legale della musica on line. Per la prima volta diventa legale scaricare musica gratis. Sta per sbarcare sul mercato Qtrax un servizio di file-sharing che consente agli utenti di scaricare gratuitamente brani musicali. Qtrax ha annunciato che per il proprio lancio metterà a disposizione 25-30 milioni di tracce protette da copyright grazie al sostegno delle più grandi etichette discografiche.

Il servizio gratuito sarà finanziato grazie ai profitti della pubblicità, che Qtrax dividerà con le compagnie musicali. I dirigenti di Qtrax dicono che la tecnologia per la gestione dei diritti digitali consentirà di contare il numero di volte che il brano viene ascoltato, per ricompensare in modo equo gli artisti e i detentori dei diritti, senza restrizioni d’uso da parte dei consumatori. La società si è particolarmente impegnata nel garantire che la sua rete sia priva di spyware o adware come i pop-up comuni su molte reti peer-to-peer. Qtrax ha stipulato accordi con tutte e quattro le maggiori compagnie discografiche: Universal Music, Sony BMG Music Entertainment, Warner Music ed EMI.

Per utilizzare il servizio gli utenti dovranno scaricare il software di Qtrax. Sul sito saranno presenti in una sezione speciali anche brani live tratti da concerti registrati solo la notte prima. Qtrax non è il primo servizio che offre download gratuito grazie alla pubblicità. A settembre del 2007, SpiralFrog ha lanciato un servizio simile, sostenuto però solo dalla Universal Music.

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

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