L’occhio Microsoft per studiare i comportamenti in ufficio giovedì, Gen 17 2008 

bill.jpg

L’azienda di Bill Gates ha presentato il brevetto di un software che monitorizza la produttività, la competenza e il benessere psicofisico.

LONDRA – Il “Grande Fratello” diventa realtà. L’occhio elettronico che tutto vede e tutto controlla, immaginato da George Orwell nel suo celebre romanzo fantapolitico “1984”, potrebbe essere dietro l’angolo, se un brevetto presentato dalla Microsoft di Bill Gates verrà approvato dalle autorità dagli Stati Uniti.

Si tratta di un sistema di software capace di monitorare la produttività, la competenza e il benessere psicofisico di chi sta davanti a un computer. Il dipendente di un’azienda sarebbe collegato al proprio computer attraverso sensori senza fili, che permetterebbero ai suoi superiori di monitarne il battito cardiaco, la temperatura corporea, i movimenti, le espressioni facciali e la pressione del sangue. I sindacati britannici temono che i lavoratori potrebbero essere licenziati sulla base della valutazione data dal computer del loro stato fisiologico.

La notizia è stata data stamane in prima pagina dal Times di Londra, un cui reporter ha potuto visionare la domanda di accettazione del brevetto presentata dalla Microsoft: diciassette pagine di analisi e di grafici, che il quotidiano londinese riassume sotto il titolo “la spia in ufficio”. La Microsoft per il momento rifiuta di fare qualsiasi commento, notando che il brevetto non è ancora stato approvato e che potrebbe essere modificato prima di diventare operativo.

Tecnologie che permettono un costante monitoraggio sono state usate fino ad ora soltanto per l’addestramento di determinate professioni ad alto rischio, come i piloti di aereo, i pompieri e gli astronauti. Questa è la prima volta che una compagnia ha prodotto un programma di software per monitorare qualsiasi tipo di luogo di lavoro. I sensori, afferma la Microsoft nella sua richiesta di approvazione del brevetto, sarebbero in grado di leggere “il battito cardiaco, le reazioni galvaniche della pelle, i segnali del cervello, il tasso di respirazione, la temperatura corporea, i movimenti e le espressioni del volto, la pressione sanguinea”. Il sistema, aggiunge la Microsoft, può anche “individuare automaticamente frustrazione o stress in chi sta usando il computer” e “offrire e provvedere assistenza a seconda del bisogno”.

Cambiamenti psicofisici in un lavoratore verrebbero confrontati dal computer con un profilo psicologico basato su peso età e salute del lavoratore medesimo, indicando al management che è necessario aiutarlo se ad esempio il battito cardiaco aumenta o le espressioni facciali suggeriscono stress o frustrazione. Il sistema funziona non solo con personal computer fissi, ma anche attraverso computer portatili e telefonini cellulari, il che vuol dire che i dipendenti potrebbero essere controllati anche al di fuori del’ufficio…[continua…]

Da La Repubblica  la notizia qui

Annunci

I disabili e le barriere: senza lavoro 7 su 10 giovedì, Gen 17 2008 

handy234567.jpg

Le associazioni «Siamo più di 5 milioni, tanti ma invisibili». La ricognizione di Ferrero in 21 città.

Diritti negati, dai viaggi allo studio.

«Vuole sapere come funziona l’inserimento sociale dei disabili in Italia? Male grazie». Pietro Barbieri è presidente della Fish, la Federazione italiana superamento handicap: 34 associazioni nazionali che si prendono cura di epilettici, cerebrolesi, Down, autistici. E di tutti quei figli di un dio minore nascosti fino a pochi anni fa dietro le mura domestiche. Segregati. Per vergogna, ignoranza, cattiveria. Per la paura di vedere in loro lo specchio di noi stessi. «Persone non rassegnate, impegnate a esprimere una speranza attiva realizzando al meglio sé grazie a una splendida rete di solidarietà», ha detto di loro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio di fine anno. Una popolazione che ancora sfugge ai censimenti ufficiali. L’Istat ne conta 2 milioni 609 mila, il 4,8% della popolazione di 6 anni e più che vive in famiglia (una su dieci ha un disabile in casa).

Ma è una stima per difetto. L’Oms calcola che il 10% della popolazione ha disabilità più o meno gravi. Del resto, e la fonte è il sito disabilitaincifre.it patrocinato dal ministero della Solidarietà e dal-l’Istat, nel 2004 i beneficiari di pensioni di invalidità di ogni tipo sono stati oltre 4,8 milioni, per una spesa pubblica di 52,2 milioni di euro.

Impegno internazionale
«Siamo tanti, ma invisibili», si lamentano le associazioni. Malgrado questo sia un anno importante per loro. L’Italia nel marzo scorso ha firmato la Convenzione Onu sui disabili, accolta da Kofi Annan come «la promessa di una nuova era». L’ultimo Consiglio dei ministri del 2007 ha approvato il disegno di legge di ratifica, che ora dovrà seguire l’iter parlamentare. Proprio per questo il ministro Paolo Ferrero comincia domani a Firenze una serie di 21 incontri che lo porteranno in tutta Italia per parlare con Regioni, Province e Comuni, competenti (nell’ordine) di barriere architettoniche, integrazione professionale e assistenza alle persone. «Perché a parole nel mondo politico sono tutti d’accordo — ha detto ieri —. Ma in realtà le cose non funzionano come dovrebbero e anche laddove le leggi sono avanzate non vengono rispettate».

Associazionismo
«L’iniziativa è encomiabile, ma queste cose mi lasciano perplesso. L’integrazione va cambiata con l’inclusione», spiega Pietro Barbieri. «Esistono ancora oggi strutture segreganti che prelevano ingenti risorse statali. Penso a Serra d’Aiello, in Calabria, all’Istituto Vaccari di Roma, al Piccolo Cottolengo di Tortona. Noi vorremmo che i finanziamenti pubblici fossero impiegati per includere, non per escludere. I disabili devono poter stare in mezzo a tutti gli altri. Non si può pensare, per aiutarli, di aggiungere nuove tasse: i cittadini si ribellerebbero».

Diritto al lavoro
La Fand, che è la Federazione delle 5 associazioni storiche di ciechi, invalidi civili e sul lavoro, mutilati per servizio e sordomuti, da anni insiste sull’adeguamento delle pensioni di invalidità ai minimi Inps. Il presidente Giovanni Pagano non si stanca di ricordarlo: «Un disabile grave, con un’invalidità del 100 per cento, riceve dallo Stato 8,4 euro al giorno. Non siamo ancora riusciti a far capire al Governo che non si può vivere così». Per Tommaso Daniele, in testa all’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uic), la nota dolente è il lavoro. Seicentomila disabili sono iscritti nelle liste di collocamento mirate, 400 mila soltanto al Sud. Il loro tasso di disoccupazione sfiora il 70%, contro quello ordinario del 5,6%. Daniele precisa: «I ciechi che lavorano sono quindicimila su 380 mila. Per noi la tecnologia sta diventando un nemico. La funzione del centralinista, che per legge ci deve essere riservata nel 51% dei casi, è sempre più spesso assolta da dischi automatici. Nei call center il problema è il precariato. Anche la professione del fisioterapista, un tempo a noi congeniale, ci viene pian piano estromessa da tecnologie sempre più sofisticate»…[continua…]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

Il patto di prova è illegittimo se la capacità del lavoratore è stata in precedenza sperimentata con esito positivo giovedì, Gen 17 2008 

patto-in-prova345.jpg

IL PATTO DI PROVA E’ ILLEGITTIMO SE LA CAPACITA’ DEL LAVORATORE E’ STATA IN PRECEDENZA SPERIMENTATA CON ESITO POSITIVO – Viene meno la sua funzione (Cassazione Sezione Lavoro n. 138 dell’8 gennaio 2008, Pres. De Luca, Rel. Di Cerbo).

Ibou D., dopo aver lavorato come operaio alle dipendenze della s.p.a. Fonpresmetal Gap dal 18 aprile 1997 all’8 febbraio 2002, si è dimesso per motivi familiari. Quattro mesi dopo, il 10 giugno 2002, egli è stato nuovamente assunto dalla stessa azienda, con contratto a termine di durata semestrale, con patto di prova e con le stesse mansioni in precedenza svolte.

Due giorni dopo la seconda assunzione, egli ha partecipato a uno sciopero. L’azienda lo ha licenziato con motivazione riferita al mancato superamento della prova per scarsa correttezza nei confronti dell’azienda. Il lavoratore ha impugnato il licenziamento davanti al Tribunale di Brescia, sostenendo che il patto di prova doveva ritenersi nullo e che l’azienda aveva posto termine al rapporto per ritorsione alla sua partecipazione allo sciopero. Il Tribunale ha rigettato la domanda. Questa decisione è stata riformata dalla Corte d’Appello di Brescia che ha dichiarato il licenziamento illegittimo e ha condannato l’azienda al risarcimento del danno in misura pari alla retribuzione relativa al periodo della prevista durata del contratto a termine.

La Corte ha ritenuto non necessario un ulteriore periodo di prova considerati l’inquadramento contrattuale attribuito (il medesimo nei due rapporti di lavoro), la durata del primo rapporto di lavoro e la brevità dell’intervallo trascorso fra la data di cessazione del primo rapporto e la nuova assunzione. Dalla nullità del patto di prova la Corte ha tratto la conseguenza della nullità del recesso in quanto motivato col mancato superamento del periodo di prova.

Sotto altro profilo la Corte ha rilevato che il licenziamento era stato intimato pochissimi giorni dopo l’inizio del nuovo rapporto di lavoro ed era stato motivato in modo affatto generico, con riferimento ad un’allegata mancanza di impegno e scarsa correttezza nei confronti dell’azienda e non già con riferimento ad una incapacità a svolgere le mansioni. Tenuto conto della genericità della motivazione, della coincidenza del licenziamento con la partecipazione del lavoratore a uno sciopero e della limitata durata del periodo di prova (due giorni e mezzo di lavoro), la Corte ha ritenuto dimostrata la natura ritorsiva e discriminatoria del recesso. L’azienda ha proposto ricorso per cassazione, censurando la sentenza della Corte di Brescia per vizi di motivazione e violazione di legge….[continua…]

Da Legge e Giustizia  la notizia qui

Lavoro nero, condono riaperto giovedì, Gen 17 2008 

larovatori-in-nero-condono.jpg

Il condono sul lavoro nero riapre… i battenti. I datori di lavoro avranno tempo fino al 30 settembre per regolarizzare i rapporti di lavoro sommersi, cioè non risultanti da scritture o altra documentazione obbligatoria.

Infine, finisce in soffitta il Cless (comitato per l’emersione del lavoro nero). Si riapre la “finestra temporale” per far emergere i rapporti di lavoro in nero. Basta un’assunzione, anche a termine, di durata non inferiore a due anni e il pagamento di un ridotto onere contributivo, anche a rate, per regolarizzare i lavoratori in nero (tali fino al 30 settembre 2008) e vedere di colpo cancellare ogni reato in materia di lavoro e previdenza, con amnistia di quelli penali.

La nuova scadenza è fissata al 30 settembre 2008, data entro cui vanno presentate le richieste all’Inps. La sanatoria, secondo l’Inps, rappresenta una sorta di “finestra temporale”, da intendersi riferita all’arco di tempo che va dall’1 gennaio al 30 settembre 2008, col fine di far emergere i rapporti di lavoro subordinato in nero e, dunque, non assoggettati alle assicurazioni sociali, concedendo incentivi ai datori di lavoro che provvedono alla regolarizzazione.

L’opportunità riguarda tutti i datori di lavoro senza ulteriori requisiti. Quindi qualsiasi soggetto che riveste tale qualifica, inclusi professionisti e datori di lavoro domestico.

Da Tutti Assunti   la notizia qui