Considerazioni sulla cd. «professionalità dinamica» lunedì, Gen 21 2008 

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Prof. Meucci Mario

Abstract
Si esamina criticamente il revirement della Cassazione sul tema della professionalità tramite cui si è individuato – in difformità dal pregresso orientamento consolidato – nel formale accordo sindacale classificatorio il punto di riferimento per l’equivalenza delle mansioni e lo schermo di salvaguardia dalla nullità dei declassamenti anche temporanei, in omaggio alle esigenze dell’impresa.

1.Excursus sul contenuto del vigente art. 2103 c.c.

Quattro sentenze intercorse tra il novembre del 2006 e il dicembre 2007 (Cass. SU n. 25033/06[1], n. 5285/07[2], n. 8596/07[3], n. 25313/07[4], allo stato) hanno effettuato una operazione stravolgente o dirompente della normativa Statutaria in tema di tutela della professionalità, nell’ottica di una cd. «flessibilizzazione», sostantivo che sappiamo bene cosa celi dietro. Sostanzialmente la Cassazione ha detto che – facendosi interprete anche delle «recriminazioni» della dottrina (certamente dei supporters delle associazioni imprenditoriali) – è maturo il tempo dell’abbandono della difesa della cd. «professionalità statica» per dar sfogo all’introduzione della «professionalità dinamica» o cd. «potenziale».

Cosa significa in parole povere?

Significa che il lavoratore che nel corso del suo rapporto di lavoro ha raggiunto una posizione ambita o un ruolo manuale specializzato (es. fresatore, tornitore, alesatore, fonditore, pittore, muratore, ecc.) ovvero nell’ ambito del lavoro concettuale un omologo ruolo di specialista settoriale (legale, fiscalista, analista di bilanci, esperto informatico, analista finanziario ecc.), può vedersi richiedere dall’azienda, per proprie esigenze, di spostarsi in orizzontale su altre posizioni di lavoro diverse e soggettivamente carenti di requisiti di omogeneità, se non quella che lega la comune matrice «manuale» delle mansioni operaie e la comune matrice «concettuale» delle mansioni impiegatizie.

C’è da chiedersi come possa essere stata legittimata questa nuova concezione della divisione del lavoro che si ripropone di sostituire alla parcellizzazione funzionale (delle) e alla specializzazione nelle mansioni, quella della interscambiabilità dei ruoli e della flessibilità degli spostamenti in orizzontale (talora anche in senso discendente) dei lavoratori fra mansioni ipotizzate (solo sulla carta dei ccnl) come omogenee quando, nel concreto, non lo sono affatto. Non v’è chi non colga, infatti, la differenza che corre tra il pittore ed il muratore, l’autista di autovetture e il giardiniere o l’elettricista, per tacere delle altre mansioni impiegatizie presuntivamente omogenee.

E la domanda si fa più insistente quando si pensi che dal vecchio art. 2103 del codice civile (innovato dall’art. 13 Statuto dei lavoratori) nel 1970 fu espunto qualsiasi richiamo alle «esigenze dell’impresa», legittimanti assegnazioni a mansioni diverse «sempreché non comportassero un mutamento sostanziale della posizione di lui». Si preferì eliminare, nel nuovo art. 2103 c.c. del 1970, qualsiasi subordinazione della professionalità alle esigenze dell’impresa, naturalmente e condivisibilmente precisandosi (in via interpretativa) che tale rigidità doveva comunque flettersi in occasione di eventi (auspicabilmente) eccezionali, che rendessero necessario un comportamento ispirato a correttezza e buona fede nelle obbligazioni; implicanti, quindi e senza «tante storie», l’impiego e l’impegno dei prestatori (indifferentemente dalle mansioni da ciascuno rivestite) per garantire il bene comune della sicurezza nella comunità di lavoro aziendale e della salvaguardia degli impianti…[continua…]

Da Filodiritto   la notizia qui

Beneficio pensionistico per lavoratori usurati: riduzione dell’età anagrafica lunedì, Gen 21 2008 

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(Inps, Messaggio 17.1.2008 n. 1421).

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2007 è stata pubblicata la legge 24 dicembre 2007, n. 247, recante “Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale”.

La predetta legge prevede, tra l’altro, disposizioni in materia di benefici pensionistici in favore di lavoratori dipendenti che hanno svolto attività lavorative usuranti.

In particolare l’articolo 1, comma 3, della citata legge prevede che “il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, al fine di concedere ai lavoratori dipendenti che maturano i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1o gennaio 2008 impegnati in particolari lavori o attività la possibilità di conseguire, su domanda, il diritto al pensionamento anticipato con requisiti inferiori a quelli previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti” secondo i principi e i criteri direttivi previsti dalla medesima norma.

Da La Previdenza   la notizia qui

Gay extracomunitario può restare in Italia se nel suo Paese è perseguitato lunedì, Gen 21 2008 

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La Cassazione spezza una lancia in favore dei diritti degli omosessuali: l’immigrato clandestino, che resta in Italia nonostante sia stato espulso dal questore, non è punibile se l’omosessualità, nel suo Paese è un reato.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 2907 del 13 gennaio 2008

Da Cassazione.net   la notizia qui