Il ramo d’azienda è un’entità economica organizzata in maniera stabile martedì, Gen 29 2008 

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Il ramo d’azienda è un’entità economica organizzata in maniera stabile – Il suo trasferimento comporta la continuazione dei rapporti di lavoro con il cessionario – in caso di trasferimento di ramo d’azienda i lavoratori addetti al settore ceduto passano alle dipendenze del cessionario, in base all’art. 2112 cod. civ., senza necessità del loro consenso.

Può configurarsi un trasferimento aziendale che abbia ad oggetto anche solo un gruppo di dipendenti stabilmente coordinati ed organizzati tra loro, la cui capacità operativa sia assicurata dal fatto di essere dotati di un particolare “know how” (o, comunque, dall’utilizzo di “copyright”, brevetti, marchi etc.), realizzandosi in tale ipotesi una successione legale di contratto non bisognevole del consenso del contraente ceduto, ex art. 1406 e seguenti cod. civ., ma requisito indefettibile della fattispecie legale tipica delineata dal diritto comunitario e dell’art. 2112 cod. civ. resta comunque, anche in siffatte ipotesi, l’elemento della organizzazione, intesa come legame funzionale che rende le attività dei dipendenti appartenenti al gruppo interagenti tra di esse e capaci di tradursi in beni o servizi ben individuabili, configurandosi altrimenti la vicenda traslativa come concessione del contratto di lavoro, richiedente per il suo perfezionamento il consenso del contraente ceduto.

D’altra parte per “ramo d’azienda”, ai sensi dell’art. 2112 cod. civ. (così come modificato dalla legge 2 febbraio 2001, n.18, in applicazione della direttiva CE n.98/50), come tale suscettibile di autonomo trasferimento riconducibile alla disciplina dettata per la cessione di azienda, deve intendersi ogni entità economica organizzata in maniera stabile, la quale, in occasione del trasferimento, conservi la sua identità, il che presuppone una preesistente realtà produttiva autonoma e funzionalmente esistente, e non anche una struttura produttiva creata “ad hoc” in occasione del trasferimento, o come tale identificata dalle parti del negozio traslativo (Cassazione Sezione Lavoro n. 271 del 10 gennaio 2008, Pres. Sciarelli, Rel. Vidiri).

Da Legge e Giustizia  la notizia qui

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Si può dare del buffone al politico che non mantiene le promesse martedì, Gen 29 2008 

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Non commettono reato i cittadini che danno del “buffone” ai politici che non mantengono le promesse.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 4129 del 28 gennaio 2008

Da Cassazione.net   la notizia qui