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(Corte dei conti, sezione I^ giurisd. di appello, Sentenza 22.1.2008 n. 46)

Con l’entrata in vigore della legge 537/1993, per i dipendenti dello stato,  venivano previste decurtazioni dell’assegno pensionistico in percentuale agli anni mancanti al raggiungimento dei 35 anni di servizio. Gli effetti della legge, a fare data del 1.1.1994 comprendevano pure coloro che avevano dato le dimissioni dal servizio dopo il 15.10.1993.

E’ il caso della pensionata dell’IPOST che si è rivolta al giudice della Corte dei Conti in quanto “penalizzata” per aver dato le dimissioni dal servizio a fare data dal 16.12.1993. Dimissioni accettate dall’IPOST in data 20 ottobre 1993 che, a detta della ricorrente le hanno precluso qualsivoglia possibilità di riammissione in servizio o revoca delle dimissioni già presentate. Questo a causa di una presunta inerzia nell’accettazione delle dimissioni.

Con motivazioni dettagliate e prive da vizi interpretativi il collegio giudicante della prima sezione di appello respinge le tesi della ricorrente accogliendo l’appello avanzato dall’IPOST aggiungendo che non esiste un diritto costituzionalmente garantito all’ottenimento di una buona pensione.

Giovanni Dami

Da La Previdenza   la notizia qui