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NEL RICORSO IN CASSAZIONE PER VIZI DI MOTIVAZIONE DEVE ESSERE CHIARAMENTE INDICATO IL FATTO CONTROVERSO – In base all’art. 366 bis cod. proc. civ. (Cassazione Sezione Terza Civile n. 6682 del 12 marzo 2008, Pres. Vittoria, Rel. Scarano).

L’art. 366 bis cod. proc. civ. introdotto con il decreto legislativo 2 febbraio 2006 n. 40 dispone che nei casi previsti dall’art. 360, 1° co. nn. 1, 2, 3 e 4 c.p.c. l’illustrazione di ciascun motivo del ricorso per cassazione deve a pena di inammissibilità concludersi con la formulazione di un quesito di diritto.

Una formulazione del quesito di diritto idonea alla sua funzione richiede allora che con riferimento ad ogni punto della sentenza investito da motivo di ricorso la parte, dopo avere del medesimo riassunto gli aspetti di fatto rilevanti ed averne indicato il modo in cui il giudice lo ha deciso, esprima la diversa regola di diritto sulla cui base il punto controverso dovrebbe trovare viceversa soluzione…[continua…]

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