La valutazione del danno psichico conseguente al mobbing non si può ritenere sia oggi consolidata nella realtà peritale, e ciò sia nell’ambito dei procedimenti penali o del lavoro, sia in ambito civilistico, in relazione alla quantificazione del danno biologico che eventualmente ne sia derivato.

E’ un dato oggettivo, infatti, che esistano interpretazioni e atteggiamenti assai difformi nei diversi tribunali. Per il medico legale si tratta di una valutazione viziata alla base, a mio avviso, da una sorta di accettata e taciuta pregiudiziale, cioè l’impossibilità di valutare correttamente il fondamentale dei criteri per l’affermazione del nesso di causalità, ossia quello dell’efficienza lesiva…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

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