Il lavoratore che subisce un ritardo nell’assunzione cui ha diritto deve essere risarcito – In misura pari alla mancata retribuzione mercoledì, Apr 9 2008 

La ritardata assunzione di colui che vi abbia per legge diritto dà luogo al risarcimento del danno, decorrente dalla domanda di assunzione.

Il danno, di cui non è necessaria prova, è costituito dalla retribuzione che il richiedente avrebbe percepito, salva la dimostrazione del fatto che il lavoratore abbia avuto altra occupazione (Cassazione Sezione Lavoro n. 7858 del 26 marzo 2008, Pres. Sciarelli, Rel. Cuoco).

Da Legge e Giustizia   la notizia qui
            

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E’ violenza sessuale anche se la moglie rifiuta silenziosamente i rapporti sessuali mercoledì, Apr 9 2008 

Cass. III sez. pen. sentenza n. 13983/08.

La Corte di Cassazione ha stabilito che si configura il reato di violenza sessuale anche nel caso in cui, in un rapporto coniugale, la donna non espirma esplicitamente al compagno il suo rifiuto al rapporto sessuale.

La Cassazione ha precisato che in tema di reati contro la libertòà sessuale, nei rapporti tra coniugi, non ha valore scriminante il fatto che la donna non si opponga esplicitamente al rapporto e lo subisca…[continua…]

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

 

Le nozze non salvano i clandestini dall’espulsione mercoledì, Apr 9 2008 

(Cassazione n. 6605/2008)

Solo in casi di discriminazione si può disobbedire all’ordine di allontanamento del Questore.

Le nozze non salvano l’immigrato clandestino dall’espulsione intimata dal questore in quanto il matrimonio non rientra tra i motivi di discriminazione razziale che giustificano l’inosservanza dell’ordine di esplusione. Lo ha stabilito la Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione annullando l’assoluzione pronunciata dal Tribunale di Bergamo nei confronti di un immigrato clandestino che, dopo essere stato raggiunto da un ordine di allontanamento del Questore di Rimini, si era sposato.

Il Tribunale, nonostante l’immigrato non avesse ottemperato all’ordine di allontanamento, lo aveva assolto sulla base del fatto che, quasi a distanza di sei mesi, si era effettivamente sposato…[continua…]

Da Cittadinolex   la notizia qui

La normativa comunitaria preclude la riduzione delle tutele previste per i lavoratori precari mercoledì, Apr 9 2008 

LA NORMATIVA COMUNITARIA PRECLUDE LA RIDUZIONE DELLE TUTELE PREVISTE PER I LAVORATORI PRECARI – Illegittimità parziale degli articoli 10 e 11 del decreto legislativo n. 368 del 2001 (Corte Costituzionale sentenza n. 44 del 25 febbraio 2008, Pres. Bile, Red. Gazzella).

Umberto N. dopo aver lavorato, nel periodo dal 1965 al 2002, alle dipendenze della s.r.l. Olearia G. in base ad una serie di assunzioni a tempo determinato per attività lavorativa stagionale, ha chiesto alla datrice di lavoro il riconoscimento del suo diritto alla precedenza nell’assunzione in base all’art. 23, comma 2 della legge 28 febbraio 1987 n. 56.

Poiché l’azienda non ha accolto la sua richiesta, egli si è rivolto al Tribunale di Rossano chiedendo l’affermazione con sentenza del suo diritto all’assunzione.

L’azienda si è difesa invocando gli articoli 10, comma 9 e 11, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2001 n. 368 che ha abrogato l’art. 23 della legge n. 56/87 ed ha stabilito che “è affidata ai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi la individuazione di un diritto di precedenza nelle assunzioni presso la stessa azienda e con la medesima qualifica, esclusivamente a favore dei lavoratori che abbiano prestato attività lavorativa con contratto a tempo determinato per le ipotesi già previste dall’art. 23, comma 2 della legge 28 febbraio 1987 n. 56…[continua…]

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Thyssen: “Buonuscita premio a chi rinuncia alla causa” mercoledì, Apr 9 2008 

La denuncia dei sindacati: operai costretti a firmare. L’azienda: stesse clausole da anni.

TORINO– La scoperta è di venerdì sera quando un lavoratore si è presentato alla riunione dei dipendenti Thyssen che intendono costituirsi parte civile contro l’azienda per il rogo del 6 dicembre: “Io sono d’accordo a presentarmi in tribunale – ha detto ai legali del sindacato – ma ho firmato un verbale che mi impedisce di fare causa”.

Ci sono volute poche ore per ricostruire l’accaduto: nel verbale di conciliazione sottoscritto dai dipendenti che concordano la buonuscita con l’azienda è scritto chiaramente che il lavoratore accetta l’incentivo alle dimissioni “a stralcio di ogni e qualsiasi pretesa e/o diritto di ordine sia retributivo, sia normativo sia risarcitorio” e che “rinuncia pertanto” “a risarcimenti per danni presenti e futuri ex articolo… 2043, 2059, 2087… del codice civile”.

I tre articoli del codice citati sono quelli del danno ingiusto, del danno morale (che si può chiedere solo in caso di reato commesso dall’azienda) e della messa a repentaglio dell’integrità fisica dei lavoratori. Proprio le ipotesi di reato previste nella richiesta di rinvio a giudizio dei vertici Thyssen, firmata dal procuratore Raffaele Guariniello. In sostanza l’alternativa è secca: o accettare la buonuscita e rinunciare a chiedere giustizia in tribunale o pretendere giustizia perdendo l’incentivo. Gli ultimi lavoratori che hanno firmato la buonuscita hanno ottenuto dalla Thyssen cifre intorno ai 30 mila euro…[continua…]

Da La Repubblica   la notizia qui

Il danno da dequalificazione può presumersi in base alla natura, all’entità e alla durata del demansionamento mercoledì, Apr 9 2008 

IL DANNO DA DEQUALIFICAZIONE PUO’ PRESUMERSI IN BASE ALLA NATURA, ALL’ENTITA’ E ALLA DURATA DEL DEMANSIONAMENTO – Secondo i principi affermati dalle Sezioni Unite (Cassazione Sezione Lavoro n. 7871 del 26 marzo 2008, Pres. De Luca, Rel. Maiorano).

Angelo V. dipendente della Denso Thermal Systems s.p.a. con mansioni di manutentore elettrico è stato destinato, per oltre un anno, a mansioni di collaudatore.

Egli si è rivolto al Tribunale di Torino sostenendo di aver subito una dequalificazione e di avere pertanto diritto al risarcimento del danno, in quanto le mansioni di collaudatore, collocate dal contratto collettivo nazionale nel 3° livello, erano notevolmente inferiori a quelle di manutentore, collocate nel 5° livello e richiedenti autonomia e discrezionalità esecutiva.

L’azienda si è difesa affermando, tra l’altro, di aver dovuto modificare le mansioni del dipendente in quanto il suo posto era stato soppresso e rilevando la mancanza della prova del danno…[continua…]

Da Legge e Giustizia   la notizia qui