Firmata dal ministro Amato una direttiva sui minori immigrati in Italia: un investimento sulle seconde generazioni venerdì, Apr 11 2008 

04.04.2008

Firmata dal ministro Amato una direttiva sui minori immigrati in Italia: un investimento sulle seconde generazioni.

Le misure interesseranno circa mezzo milione di minori. Prevista parità di trattamento tra stranieri e italiani e il rilascio di un permesso di soggiorno ai quattordicenni

Il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, su proposta del sottosegretario Marcella Lucidi, ha firmato una direttiva sui minori stranieri che interesserà circa mezzo milione di minori immigrati in Italia.

Tre i punti d’intervento della direttiva.

1) In primo luogo la direttiva stabilisce la parità di trattamento tra il minore straniero e il minore italiano. La normativa attuale, infatti, prevede che, alla maggiore età, il minore immigrato debba necessariamente convertire il permesso di soggiorno rilasciatogli per motivi familiari, protezione o tutela, in un permesso per studio, lavoro o cure mediche.
Al minore straniero, quindi, regolarmente soggiornante ed a carico dei genitori, raggiunta la maggiore età, non può essere rilasciato un permesso di soggiorno se non ha una occupazione e/o non è iscritto ad un corso di studio.
La direttiva, invece, consente al minore straniero, che al compimento della maggiore età non decide immediatamente se proseguire gli studi o cominciare a lavorare, di rinnovare il permesso di soggiorno per motivi familiari. Ciò naturalmente in considerazione del fatto che i genitori o chi ne esercita la patria potestà, garantiscono per lui e per il suo mantenimento…[continua…]

Da Il Ministero dell’Interno    la notizia qui

Annunci

Nella comunicazione di apertura della procedura di riduzione del personale devono essere precisati il numero, la collocazione aziendale e i profili professionali del personale da licenziare venerdì, Apr 11 2008 

Nella comunicazione di apertura della procedura di riduzione del personale devono essere precisati il numero, la collocazione aziendale e i profili professionali del personale da licenziare – In base alla legge n. 223 del 1991.

L’art. 4, terzo comma, della legge n. 223/91 dispone che, in caso di riduzione del personale, nella comunicazione preventiva devono essere indicati i motivi che determinano la situazione di eccedenza, nonché il numero, la collocazione aziendale ed i profili professionali del personale da eliminare; solo così, infatti, si consente alle organizzazioni sindacali di verificare il nesso tra i relativi termini, e cioè il nesso tra le ragioni che determinano l’esubero di personale e le unità che, in concreto, l’azienda intende espellere.

Pertanto la procedura potrà considerarsi regolare solo ove, nella medesima comunicazione, sia evidenziabile la connessione tra le enunciate esigenze aziendali e la individuazione del personale da licenziare (ad esempio sarebbe incongrua, e deporrebbe contro la genuinità dell’operazione, una comunicazione di esubero per chiusura di una linea produttiva, seguita dalla indicazione di espulsione di personale che alla medesima era estraneo) (Cassazione Sezione Lavoro n. 7596 del 20 marzo 2008, Pres. Ciciretti, Rel. Balletti).

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Giornalismo: lecita la pubblicazione di foto di persone indagate, purchè non si mostri il loro stato di coercizione venerdì, Apr 11 2008 

Corte di Cassazione, Sezione I Civile, Sentenza 14 febbraio 2008 (dep. 19 marzo 2008), n. 7261.

Massima:

La rivelazione dell’immagine di un imputato, che costituisce un dato personale, è da porsi sotto il medesimo profilo della comunicazione delle generalità dello stesso. Tale pubblicazione, quando è effettuata in relazione ad un fatto di interesse pubblico (nel caso di specie l’informazione su eventi delittuosi) va ritenuta essenziale all’espletamento del diritto di cronaca.

L’art. 114 c.p.p. stabilisce che è vietata la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale “ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica, salvo che la persona vi consenta”

La foto di un imputato in stato di arresto con le manette ai polsi, se ritrae il predetto in una posa in cui non sono visibili le manette, non incontra alcun divieto normativo alla sua pubblicazione e deve quindi ritenersi lecita senza che la stessa possa considerarsi inessenziale rispetto all’informazione…[continua…]

Da Diritto & Diritti   la notizia qui

Senza dichiarazione si paga l’Iva sulle giacenze venerdì, Apr 11 2008 

Si paga l’Iva sulle giacenze se l’impreditore che ha cessato l’attività non ha presentato la dichiarazione annuale. In questo caso, infatti, si presume che i beni siano stati venduti salva la prova contraria da parte del contribuente.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 8852 del 7 aprile 2008.

Da Cassazione.net    la notizia qui