Si perde il diritto di alloggio se si lascia la casa popolare per mesi mercoledì, Apr 16 2008 

Cass. sez. civ. sentenza n. 8519/08

La Corte di Cassazione ha affermato che abbandonare per più di tre mesi una casa popolare fa perdere il diritto all’alloggio.

Secondo la Corte, “in tema di edilizia residenziale pubblica l’abbandono dell’alloggio, ancorché abbia causa in ragioni di lavoro, giustifica la revoca dell’assegnazione in locazione poiché lo scopo della norma e’ quello di rendere disponibili gli alloggi, non più occupati stabilmente per le esigenze dei soggetti del tutto privi di alloggio e senza che abbia rilevanza la ragione dell’abbandono dell’alloggio stesso da parte dell’assegnatario”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

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Il direttore amministrativo di una università non può provvedere alla sostituzione di componenti della RSU mercoledì, Apr 16 2008 

IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO DI UNA UNIVERSITA’ NON PUO’ PROVVEDERE ALLA SOSTITUZIONE DI COMPONENTI DELLA RSU – Anche se ciò è richiesto da un’organizzazione sindacale (Cassazione Sezione Lavoro n. 7604 del 20 marzo 2008, Pres. Ravagnani, Rel. Miani Canevari).

Nella RSU (rappresentanza sindacale unitaria) costituita dai dipendenti dell’Università di Messina è accaduto che due componenti, appartenenti alla Cgil, siano passati a una diversa organizzazione sindacale mentre un terzo si è dimesso. La Cgil ha chiesto all’Amministrazione di sostituire tali componenti. Il direttore amministrativo dell’Università ha provveduto alla richiesta sostituzione.

Le organizzazioni sindacali Cisl, Uil e Confsal Snals hanno promosso nei confronti dell’Università, davanti al Tribunale di Messina, un procedimento per repressione di comportamento antisindacale, in base all’art. 28 St. Lav., sostenendo che all’Amministrazione non era consentito interferire nella composizione della RSU. Il Tribunale ha respinto il ricorso e la successiva opposizione proposta dalle organizzazioni sindacali contro la decisione di rigetto…[continua…]

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

La disciplina delle invenzioni nel rapporto di lavoro mercoledì, Apr 16 2008 

Il tema delle invenzioni nel rapporto di lavoro sta assumendo sempre maggiore interesse, considerato il continuo riferimento alla ricerca della qualità e dell’innovazione quale strumento scelto dalle aziende per superare le crisi e sviluppare la competitività.

Il ricorso a dette scelte pone, di conseguenza, le parti del rapporto di lavoro di fronte alla necessità di individuare la titolarità dei diritti riferiti alle eventuali invenzioni.

L’invenzione per sua definizione è un originale concepimento (per lo più raggiunto con escogitazioni, studi, esperienze) di un oggetto, di un modello, di un sistema, d’interesse e utilità per la vita pratica ideazione di cose nuove e originali.

Nell’ambito del diritto del lavoro quindi l’interesse e l’utilità della “cosa nuova e originale”dovrà riferirsi alla specifica attività lavorativa del soggetto…[continua…]

Da Filodiritto   la notizia qui

Convivere senza sposarsi non è contrario all’etica mercoledì, Apr 16 2008 

La scelta di convivere non è contraria all’etica  e soprattutto non è sindacabile dalla famiglia.

Con  la sentenza n. 15543 del 15 aprile 2008, la Cassazione ha annoverato la convivenza fra i comportamenti “ormai comunemente accettati a tutti i livelli sociali che non possono ritenersi contrari a norme giuridiche o a regole, condivise dalla collettività, etiche, sociali o di costume”.

Da Cassazione.net   la notizia qui

La mancata assegnazione delle mansioni superiori spettano a un lavoratore vincitore di un concorso comporta danno da dequalificazione mercoledì, Apr 16 2008 

LA MANCATA ASSEGNAZIONE DELLE MANSIONI SUPERIORI SPETTANTI A UN LAVORATORE VINCITORE DI UN CONCORSO COMPORTA DANNO DA DEQUALIFICAZIONE – Da risarcire in misura determinata equitativamente (Cassazione Sezione Lavoro n. 8439 del 1 aprile 2008, Pres. e Rel. Sciarelli).

Giuseppe D., dipendente dell’Azienda Municipale Trasporti di Catania con qualifica di impiegato di terza categoria ha partecipato, con successo, a un concorso interno per la promozione a impiegato di terzo livello, programmatore addetto al Centro elaborazione dati. L’amministrazione gli ha riconosciuto la qualifica superiore ma ha continuato a impiegarlo come impiegato di quarto livello, negandogli le mansioni superiori di programmatore. Egli ha chiesto al Tribunale di Catania di ordinare all’azienda  di assegnargli le mansioni di programmatore e di condannarla al risarcimento del danno da dequalificazione.

Il Tribunale ha accolto integralmente le domande, in quanto ha ritenuto che la mancata adibizione alle mansioni abbia causato una dequalificazione ed ha determinato il riconoscimento rapportandolo al 25% della retribuzione per i primi 12 mesi di inadempimento e al 40% per il periodo successivo, in considerazione dell’aggravamento progressivo della dequalificazione professionale per il protrarsi dell’inadempimento dell’azienda…[continua…]

Da Legge e Giustizia   la notizia qui