Può essere sentito come teste il lavoratore che abbia in corso un’analoga controversia nei confronti dello stesso datore di lavoro venerdì, Apr 18 2008 

PUO’ ESSERE SENTITO COME TESTE IL LAVORATORE CHE ABBIA IN CORSO UN’ANALOGA CONTROVERSIA NEI CONFRONTI DELLO STESSO DATORE DI LAVORO – In base all’art. 246 cod. proc. civ. (Cassazione Sezione Lavoro n. 8993 del 7 aprile 2008, Pres. e Rel. Ianniruberto).

Non ricorre incapacità a testimoniare, ai sensi dell’art. 246 c.p.c., per il lavoratore che, non essendo parte in causa nel processo per il quale venga sentito, a sua volta abbia proposto separatamente analogo giudizio nei confronti dello stesso datore di lavoro. Nella situazione descritta il giudice deve valutare con una particolare attenzione l’attendibilità del teste.

Da Legge e Giustizia     la notizia qui

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Chi ha la colf paga più tasse venerdì, Apr 18 2008 

Chi ha la collaboratrice domestica paga più tasse. Non importa che la colf sia stata assunta per necessità, ad esempio quando viene a mancare la padrona di casa.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 9654 dell’11 aprile 2008, ha respinto il ricorso di un contribuente al quale l’ufficio delle imposte aveva elevato il reddito perché era in possesso di un’automobile di grossa cilindrata e aveva a servizio una collaboratrice domestica.

Da Cassazione.net    la notizia qui

Non può essere estradata la madre con prole inferiore a tre anni venerdì, Apr 18 2008 

Cass. IV sez. pen. sentenza n. 12498/08

La Corte di Cassazione in una recente pronuncia ha osservato che l’art. 18 comma 1, lett. s), della Legge 22 Aprile 2005, n. 69, in tema di mandato di arresto europeo, in base al quale “la consegna deve essere rifiutata se la persona richiesta è madre di prole di età inferiore a tre anni con lei convivente (…), ha forza espansiva e deve ritenersi estesa anche alla materia dell’estradizione”.

Secondo la Corte: “tale norma è espressione di un principio generale, informato alla esigenza primaria di tutela dell’interesse del bambino, affermato in vari testi sopranazionali, quali, tra l’altro, la Convenzione sui diritti dell’infanzia, approvata dalle Nazioni Unite il 20 Novembre 1999 (in particolare l’art. 9) e la Carta dei diritti fondatali dell’Unione Europea, adottata il 7 Dicembre 2000 (art. 24); e ha trovato riconoscimento esplicito anche nell’ambito della normativa interna, come può ad esempio ricavarsi dall’art. 28 del Testo Unico delle disposizioni sulla immigrazione di cui al d.lgs. 25 Luglio 1998, n. 286; nonché in pronunce della suprema Corte”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Guarda con insistenza una donna in treno – Condannato a 10 giorni di arresto venerdì, Apr 18 2008 

L’uomo, un trentenne del Lecchese, dovrà pagare anche una multa di 40 euro

LECCO – Dieci giorni di arresto e una multa di quaranta euro. È questa la condanna decisa dal giudice Paolo Salvatore per un trentenne di Mandello del Lario (Lecco). L’accusa? Aver guardato con troppa insistenza una donna che si trovava nello stesso scompartimento del treno. Stando alla denuncia della diretta interessata, una signora 55enne, quegli sguardi sarebbero stati così insistenti e impertinenti da costituire una molestia. L’imputato si è difeso sostenendo di non aver potuto fare a meno di guardarla, per la posizione in cui si trovava e per il posto occupato. Il giudice alla fine ha deciso per una condanna, quasi simbolica, in quanto la pena rientra nell’indulto, ma l’imputato è apparso deciso a insistere per vedere riconosciuta la sua buona fede e la sua difesa ha annunciato appello.

«IMPUGNEREMO LA SENTENZA» – «In questi casi vanno valutate le circostanze dell’accaduto. La ressa della stazione, la quantità di persone sul treno – ha commentato l’avvocato che difende il trentenne condannato-. Il mio assistito non poteva comportarsi diversamente e lungi da lui l’intenzione di molestare la signora. Il mio assistito peraltro ha sempre mantenuto una condotta rispettabilissima ed è assolutamente incensurato. Impugneremo la sentenza e ci batteremo per ottenere giustizia

«INOPPORTUNO E FASTIDIOSO» – Secondo l’accusa l’ uomo aveva guardato con troppa insistenza la donna che era seduta davanti a lui in uno scompartimento del treno regionale Sondrio-Lecco-Milano. Il giorno prima, aveva raccontato la signora, il trentenne si era seduto vicino a lei, dopo averle fatto spostare il cappotto. Un po’ troppo vicino, secondo la donna. E il giorno dopo, ancora, l’aveva guardata a lungo durante il tragitto. Tra i due non ci sarebbe stato alcuno scambio di parole, né di complimenti né tentativi di corteggiamento. Ma la 55enne aveva comunque ritenuto inopportuno e fastidioso il comportamento dell’uomo, tanto di denunciare la cosa ad un agente della polizia ferroviaria una volta scesa dal treno. Il giorno successivo alcuni agenti avevano anche effettuato accertamenti. Vestiti in borghese avevano seguito il trentenne durante il viaggio verso Milano e non avevano visto nulla di strano. Ma la denuncia per molestie era stata ormai presentata. Il caso è approdato davanti al giudice Paolo Salvatore ed è andato a sentenza. La difesa attenderà che vengano depositate le motivazioni per avere un quadro più completo, ma è decisa a fare appello.

Da Il Corriere della Sera     la notizia qui