( Cassazione 4539/2008 )

Il cittadino al quale è stata assegnata una casa popolare e che aspetta per anni la consegna della casa può chiedere al Comune i danni morali. Lo ha stabilito la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di un Comune dell’Abruzzo che aveva fatto aspettare per quasi quindici anni un cittadino risultato legittimo assegnatario di un alloggio popolare dal Tar dell’Abruzzo.

L’uomo, dopo la lunga attesa, aveva chiesto al Tribunale di Lanciano il risarcimento dei danni, ammontante a circa cento milioni delle vecchie lire, sostenendo che il Comune non si fosse attivato per liberare l’alloggio dai precedenti inquilini, ma il Tribunale aveva respinto la sua richiesta. La domanda era invece stata accolta in secondo grado dalla Corte di Appello di L’Aquila, che gli aveva riconosciuto sia i danni patrimoniali che quelli morali.

Contro la sentenza il Comune ha proposto ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha respinto ritenendo che “nel caso di specie è stata adottata e comunque correttamente ravvisata la violazione di interessi costituzionalmente protetti, sicché nessuna violazione di legge è configurabile”, e inoltre la corte territoriale ha sufficientemente motivato la statuizione resta sul punto, sottolineando “i disagi psichici patiti dal cittadino negli oltre dieci anni di attesa per ottenere l’alloggio assegnatogli”.

In buona sostanza, se il Comune non si attiva per garantire agli assegnatari il diritto all’alloggio, è tenuto a risarcire anche i danni morali derivanti dalla lunga ed estenuante attesa del cittadino.

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