Il consenso del lavoratore dipendente o autonomo a svolgere attività pericolose non esime l’imprenditore dalle responsabilità per infortuni – L’integrità fisica dei prestatori d’opera dev’essere tutelata.

Il consenso del lavoratore dipendente o autonomo a svolgere attività pericolosa non vale ad esimere da responsabilità il datore di lavoro, o il committente, che abbiano permesso che la prestazione di lavoro si svolgesse in un contesto obiettivamente non sicuro. L’art. 2087 cod. civ., come l’intera normativa in materia di sicurezza sul lavoro, obbliga l’imprenditore a predisporre comunque tutte le condizioni affinché sia tutelata l’integrità fisica dei prestatori d’opera.

Tale obbligo sussiste anche nei confronti del lavoratore autonomo, allorché egli si trovi a rendere la sua prestazione nell’ambito dell’altrui organizzazione di impresa e al di fuori di ogni sua possibilità di controllo sulla sicurezza del contesto in cui è chiamato ad operare (Cassazione Sezione Terza Civile n. 9898 del 14 aprile 2008, Pres. Mazza, Rel. Lanzillo).

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