IL LICENZIAMENTO DISCIPLINARE PUO’ ESSERE RITENUTO SANZIONE ECCESSIVA SE IN PRECEDENZA L’AZIENDA AVEVA TENUTO UN COMPORTAMENTO TOLLERANTE – In considerazione dell’elemento soggettivo della condotta del lavoratore (Cassazione Sezione Lavoro n. 9425 del 10 aprile 2008, Pres. Mattone, Rel. Vidiri).

Giovanni A., dipendente della s.p.a. Unisys Italia, è stato licenziato con l’addebito di avere scritto messaggi contenenti espressioni derisorie e sprezzanti rivolte all’azienda e ai suoi colleghi. Egli ha impugnato il licenziamento davanti al Tribunale di Milano sostenendo di avere esercitato il diritto di critica in difesa del suo posto di lavoro. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello di Milano hanno ritenuto illegittimo il licenziamento per eccessività della sanzione.

La Corte d’Appello ha dato atto che il lavoratore aveva superato i limiti posti dall’esercizio del diritto di critica, tutelato dall’art. 21 Cost. Rep. anche nell’ambito del rapporto di lavoro, in quanto aveva usato parole offensive ricorrendo anche a riferimenti infamanti; tuttavia essa ha rilevato che la società aveva tollerato – prima dei fatti di causa – altri scritti in cui Giovanni A. aveva usato lo stesso linguaggio, ingenerando così nel lavoratore la convinzione dell’irrilevanza disciplinare del suo comportamento anche perché questo si era protratto per anni…[continua…]

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