Corte di Cassazione, sezione 3 civile, sentenza 15 aprile 2008, n. 9868.

La responsabilità contrattuale dell’avvocato, conseguente alla sua condotta omissiva (mancata riassunzione), non può essere esclusa per non essersi il suo cliente attivato per intraprendere una nuova azione giudiziaria o per riassumere tardivamente il processo interrotto, esorbitando tali comportamenti dal dovere di correttezza che incombe sul creditore ai sensi dell’art. 1227 c.c.: essi , difatti, comporterebbero un inesigibile accollo di costi ulteriori (retribuzione di altro avvocato) e rischi relativi (formulazione delle eccezioni di estinzione e prescrizione da parte dei convenuti, viceversa improponibili se l’avvocato avesse correttamente svolto il suo incarico).

Questo è quanto ribadito dalla terza sezione civile della Corte di Cassazione nella sentenza n. 9868 dello scorso 15 aprile.

Da Il Sole 24 Ore    la notizia qui

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