IL SINDACALISTA NON DEVE ESSERE NE’ DISCRIMINATO NE’ AVVANTAGGIATO NEGLI AVANZAMENTI DI CARRIERA – E’ necessario un bilanciamento (Cassazione Sezione Lavoro n. 9813 del 14 aprile 2008, Pres. Ianniruberto, Rel. Vidiri).

Ruggero V., dipendente dell’Amat di Palermo con qualifica di funzionario, si è assentato dal servizio a far tempo dal gennaio 1979 per l’esercizio di una carica sindacale. Nel novembre del 1987 egli ha partecipato ad una selezione per promozione a dirigente, ma non l’ha superata, in quanto il direttore dell’azienda non gli ha attribuito alcun punteggio per “attitudine alla qualifica da conferire” e “capacità professionale” rilevando l’impossibilità di esprimere una valutazione per effetto della prolungata assenza dell’interessato dovuta a motivi sindacali.

Ruggero V. ha chiesto al Tribunale di Palermo di riconoscer il suo diritto alla promozione ovvero, in via subordinata, di condannare l’azienda al risarcimento del danno sostenendo che la sua esclusione dalla promozione doveva ritenersi illegittima. Il Tribunale di Palermo ha condannato l’Amat a pagare a Ruggero V., a titolo di risarcimento del danno, una somma corrispondente al 50% della differenza fra il trattamento retributivo previsto per il dirigente e quello da lui percepito come funzionario, il tutto a decorrere dal 1 novembre 1987 e sino al collocamento in quiescenza.

La Corte d’Appello di Palermo ha confermato questa decisione, affermando che il direttore dell’azienda avrebbe dovuto valutare le specifiche attitudini manifestate dal lavoratore nell’esecuzione del mandato sindacale. L’azienda ha proposto ricorso per cassazione, censurando la decisione della Corte di Palermo per vizi di motivazione e violazione di legge…[continua…]

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Annunci