Il compromesso:deroghe alle 48 ore massime settimanali e paga equiparata

BRUXELLES
Il fatto che il segretariato del Consiglio abbia chiesto agli interpreti di prepararsi a restare in cabina sino a tardi vuol dire due cose precise: che la discussione sarà difficile e che si ritiene possa avere esito positivo. Se così fosse, domani sera i ministri del Welfare Ue potrebbero finalmente approvare la revisione delle regole sul lavoro temporaneo, stabilendo il principio generale secondo cui non si può essere impegnati più di 48 ore la settimana, ma anche che – con un’intesa fra le parti sociali o con apposita legge – si potrà consentire alle aziende di chiedere ai dipendenti di restare in ufficio o in fabbrica per un tempo maggiore. Dopo tre anni di discussioni è una svolta cruciale. Basterà l’accordo del sindacato e ogni impresa, rispettando alcuni vicoli specifici, avrà facoltà di esigere che il personale sia impegnato oltre i limiti medi indicati dalle norme comunitarie.

«Il compromesso non è mai stato così vicino» assicurano fonti diplomatiche, che annunciano la rilevante probabilità di un compromesso anche sul provvedimento gemello, la direttiva sul lavoro temporaneo che – se approvata secondo la bozza della presidenza slovena – farà cadere ogni differenza di salario fra chi ha un contratto a termine e chi svolge le medesime funzioni a tempo indeterminato, fatte salve alcune eccezioni che potranno essere negoziate anche in questo caso fra le parti sociali. Sinora il quadro è stato definito da un provvedimento adottato nel 2000, testo che fissa un minimo di riposo quotidiano di 11 ore, un giorno di astensione ogni sette consecutivi, vacanze pagate per almeno quattro settimane.

L’Ue è stata costretta a rimettere le mani nelle disposizioni per rispondere alle pressioni degli stati che chiedono maggiore flessibilità e al diktat della Corte di Giustizia Ue, per la quale le ore in cui il lavoratore è a disposizione (ad esempio i dottori) vanno considerate come lavoro effettivo.

Numerosi governi hanno fatto notare che lo stretto rispetto della disciplina vigente nel senso indicato dalla massima magistratura comunitaria avrebbe avuto un pesante impatto sulle alcune strutture (quelle sanitarie, in primis)…[continua…]

Da La Stampa   la notizia qui

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