Illegittimo il licenziamento, il furto non è certo

Il tribunale ha dato ragione all’operaio addetto allo smistamento bagagli, così è tornato a essere dipendente della Sea

MILANO – Furto aggravato ai danni dei passeggeri dell’aereoporto di Malpensa. E’ questa l’accusa per cui F.D.A., un lavoratore dello scalo varesino, è stato rinviato a giudizio. E, di conseguenza, licenziato da Sea handling nell’agosto 2003. Oggi il tribunale lo reintegra. Il giudice del Lavoro, Francesca La Russa, ha dato ragione all’operaio addetto allo smistamento bagagli: il licenziamento è illegittimo. I fatti risalgono al 2000. Con l’operazione «open bag» la polizia individuò 31 addetti allo smistamento bagagli dello scalo di Malpensa intenti a frugare nelle valigie dei viaggiatori. Il tutto filmato dalle telecamere dell’aereoporto.

Alla fine si arrivò a 18 rinvii a giudizio per furto aggravato. E ad altrettanti licenziamenti. Solo tre lavoratori hanno impugnato il provvedimento. Uno di questi è appunto F.D.A. che dall’aprile scorso è tornato a essere un dipendente Sea. La polizia di frontiera della scalo di Malpensa, però, ha ritenuto che, nonostante la causa vinta, il lavoratore «non possieda i necessari requisiti di affidabilità ai fini della sicurezza aeroportuale per il rilascio del permesso di accesso alle aree sterili dell’aereoporto ». Non può quindi smistare i bagagli dei passeggeri. Perciò resta sì in carico dell’azienda, ma senza stipendio perché non può lavorare…[continua…]

Da Il Corriere della Sera    la notizia qui

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