La Cassazione accoglie il ricorso di un’automobilista: gli agenti possono aver visto un’infrazione mai commessa.

ROMA
La parola del vigile? Può essere messa in discussione al punto da ottenere l’annullamento di una multa inflitta per violazione del codice della strada.

A spezzare una lancia a favore degli automobilisti è la Cassazione, che sottolinea come nel caso in cui un’auto in movimento venga multata per violazione al codice, ci siano «margini di apprezzamento» per contestare la contravvenzione e magari ottenerne l’annullamento. Questo perchè, spiega la Suprema Corte con la sentenza 21816 della seconda sezione civile, se non c’è querela di falso da parte dell’automobilista il vigile può anche aver contestato un’infrazione che non c’è.

Applicando questo principio, la Cassazione ha accolto il ricorso di una automobilista romana, Isabella V., che aveva contestato una multa convalidata anche dal giudice di pace per essere passata in un incrocio con il semaforo rosso. La signora non aveva sporto querela di falso, ciò nonostante il giudice di pace di Roma, nel gennaio 2005, aveva convalidato la multa sostenendo l’insindacabilità dell’operato del vigile…[continua…]

Da La Stampa   la notizia qui

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