Sembra proprio che non ci sia l’interesse da parte delle imprese, di risolvere eventuali controversie con il consumatore in via stragiudiziale. Lo rivela un’indagine del CEC – Centro Europeo dei Consumatori, sezione di Bolzano.

“Al contrario di quanto accade nella conciliazione tra due imprese, dove sussiste l’interesse di entrambe le parti a non ostacolare i futuri rapporti commerciali, nel caso di domande di conciliazione presentate dai consumatori, non vi è interesse a partecipare ad una procedura conciliativa”, dichiara Roberta Regazzoni di RisolviOnline, il servizio di risoluzione stragiudiziale on-line della Camera Arbitrale di Milano.

Ma lo scopo delle associazioni come il CEC, nella tutela del consumatore, è quello di incentivare le ADR – risoluzioni stragiudiziali delle controversie, proprio perché, non arrivando nelle aule giudiziarie, consentono un notevole risparmio di tempo e di denaro. Troppo spesso, però, come ha rivelato l’indagine del Centro Europeo Consumatori, dalle imprese ci si sente rispondere “no, grazie”.

Di cosa si tratta realmente? Si può ricorrere a questo strumento di conciliazione, qualora sorgano delle controversie fra il consumatore e il fornitore di beni o servizi nel settore bancario o finanziario, nel settore commerciale, nell’RC auto e nelle eredità. Per ulteriori informazioni e per contattare esperti del settore: ADR Center.

Si parlerà di ADR fra imprese e consumatore in Italia, dei suoi punti di forza e dei punti deboli nei prossimi due convegni organizzati dal CEC di Bolzano. Il 7 novembre in collaborazione con la Camera di Commercio di Bolzano e il 21 novembre in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento. Le informazioni per partecipare, cliccando qui.

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